Quantcast

“Lo splendore dei supplizi” al Teatro Filodrammatici foto

Uno spettacolo modulare composto da quattro segmenti autonomi, quattro esempi di supplizi esemplari, quattro figure tipo della società contemporanea: “La Coppia”, “Il Giocatore”, “La Badante” e “Il Vegano”

Uno spettacolo modulare composto da quattro segmenti autonomi, quattro esempi di supplizi esemplari, quattro figure tipo della società contemporanea: “La Coppia”, “Il Giocatore”, “La Badante” e “Il Vegano”. È “Lo splendore dei supplizi” di Fibre Parallele, in programma al Teatro Comunale Filodrammatici di Piacenza venerdì 17 ottobre alle ore 21, con il quale si avvia alla conclusione la quarta edizione del Festival di teatro contemporaneo “L’altra scena” organizzato da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Tecnoborgo, Cariparma, Iren Emilia e la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita.

Il nome dello spettacolo è tratto dal titolo del secondo capitolo del saggio “Sorvegliare e punire” di Michel Foucault in cui si parla di come le esecuzioni e le torture pubbliche, per ragioni legate alla sicurezza pubblica ma anche in seguito ad un mutamento del concetto di Stato, siano scomparsi dalle pubbliche piazze per avvenire secondo modalità diverse in luoghi chiusi e sicuri, nelle carceri, al riparo da ogni contatto con il popolo.

Questo a differenza di quanto accadeva in un tempo non troppo lontano, quando nelle piazze delle città d’Europa si mandavano a morte attraverso un percorso di sofferenze crescenti migliaia di criminali, i quali giungevano alla loro fine in maniera lenta e dolorosa. Lo spettacolo della punizione andava in scena seguendo un cerimoniale preciso, in cui il pubblico partecipava attivamente con sputi, spintonamenti e insulti. Lo scopo del supplizio era quello di raggiungere la verità, attraverso confessioni fatte a mezza voce tra le pene della tortura, parole estorte in fin di vita, che celebravano il trionfo del potere giudiziario e quindi, di riflesso, del re.

Giudichiamo ancora i crimini e i delitti, ma ancora di più istinti, passioni, anomalie, infermità, disadattamenti, effetti dell’ambiente o dell’eredità, le aggressività, le perversioni, le pulsazioni e i desideri. Siamo il pubblico del supplizio del nostro vicino di casa e il suo boia potrebbe vivere con lui sotto lo stesso tetto. Ma cos’è l’autorità adesso? Ognuno si può fare giustizia da solo. Per il nostro povero vicino, le cose si sono messe in una maniera tale che la vita assomiglia ad un castigo incorporeo.

Quattro storie costituiscono il quadro unitario di un presente schizofrenico: c’è la coppietta in crisi, un giocatore compulsivo di videopoker, la convivenza forzata di una badante straniera con un vecchio un po’ razzista un po’ infame e ci sono due operai che rapiscono un vegano per sfogare l’insoddisfazione di una vita che non ha più senso. Allo stesso modo delle figure che si muovono in queste quattro storie sappiamo che stiamo andando a schiantarci ad una velocità folle contro un muro, ma per fede, stoltezza e stupido amore, indugiamo nello stesso errore che dura una vita e speriamo che quel muro, come ha già fatto altre volte, sia solo un’illusione. La città di riferimento è Bari, ma potrebbe essere una qualunque città d’Italia. In scena quattro interni comuni (un salotto, una stanza da letto, una sala e un sottoscala) che assumono il riverbero gli echi delle celle, in cui le quattro figure che animano gli episodi scontano colpe di ipocrisia, menzogna, opportunismo ed egoismo.

INFO PUBBLICO
I biglietti per lo spettacolo costano 10 euro (intero) e 5 euro (ridotto studenti).
Il giorno dello spettacolo la biglietteria funziona nella sede della rappresentazione (Teatro Comunale Filodrammatici, via Santa Franca 33, tel. 0523.315578) a partire da un’ora prima dell’inizio della recita.
Per informazioni: Teatro Gioco Vita, tel. 0523.315578, info@teatrogiocovita.it.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.