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Militari disposti a “ritirarsi” in quattro aree, le altre passeranno al Demanio  foto

VIDEO-FOTO-MAPPA L’esito dell’incontro di ieri al Ministero della Difesa, dedicato alla dismissione delle aree militari, al centro della conferenza stampa convocata in municipio a Piacenza dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti

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L’esito dell’incontro di ieri al Ministero della Difesa, dedicato alla dismissione delle aree militari, al centro della conferenza stampa convocata in municipio a Piacenza dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore all’urbanistica Silvio Bisotti.

“In questi tempi non abbiamo molte possibilità di curare progetti nuovi – ha detto il sindaco Paolo Dosi – Abbiamo cercato, cosí, di chiudere le partite aperte: quella di Borgofaxhall, che andrà in consiglio comunale nei prossimi giorni”. Va avanti da anni, da decenni, il tema delle aree militari: “Ci siamo presentati ai militari ieri con la richiesta di capire da loro, con buon margine di certezza, quale sarà la loro riorganizzazione strategica. Ritiro? Potenziamento? Sono state tante le voci nel corso degli anni”. Conseguentemente il Comune voleva capire quali spazi saranno disponibili e quali proposte si potranno fare.

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“Al Ministro della Difesa – ha detto l’assessore Silvio Bisotti – ci hanno detto che il demanio militare e civile stanno cambiando a causa della continua rifocalizzazione fatta dai differenti governi”. La necessità é quella di tutelare il patrimonio, molto spesso storico-artistico e, quindi, sottoposto a vincoli delle differenti Soprintendenze. “In uno di questi gangli vitali, al vertice del Demanio, vi é l’ingegner Roberto Reggi, ex sindaco di Piacenza”. Un interlocutore importante, quindi, che conosce bene la nostra realtà.

“Il passo di ieri é importante – ha detto. Nel medio e lungo periodo (nell’arco di 3/4 anni) i militari si riorganizzeranno nelle aree viola della piantina”. Si tratta di Arsenale, Macra Staveco, Scalo Pontieri e Artale. A questi si aggiunge Palazzo Morando.

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Lasciando, di conseguenza, libere le altre. “Rispetto al passato il ministero della Difesa – ha sottolineato evidenziando un cambio di mentalità – é fondamentale non spendere piú che incassare”. In passato la stima economica era stata pesante ovvero 150milioni di euro.

A metà di novembre si terrà un ulteriore incontro alla presenza dei demanio. I militari, infatti, non lasceranno direttamente le zone: passeranno nella mani del demanio e da lì al Comune. I costi andranno, a quel punto valutati, in soldi o realizzazione di opere.

“Per garantire gli spostamenti – ha spiegato – le risorse andranno reperite. Inoltre é importante pensare alle esigenze della città per non creare altri vuoti. Ridestinare un milione di metri quadri non é semplice”. “Noi le priorità le abbiamo già pensate e sono tre: l’aera Ex Pertite, l’Ospedale militare con abbinato il vallo (piú problematico perché sono presenti capannoni), Laboratorio Pontieri (al momento già vuoto) dove troverebbe sede il museo della meccanizzazione agricola, una prima parte della Nino Bixio”.

Alla Pertite oggi é in corso la bonifica ed é presente la pista di prova per i carri armati. “Il Ministero ha accettato l’ipotesi di spostarla, che sia trovata una collocazione anche un’area in prossimità della città”. Magari un’ex area industriale.

Il Comune sta lavorando anche al tavolo del demanio civile: dalla compravendita tra demanio e cassa depositi e prestiti il Comune potrebbe ricavare risorse che potrebbero essere, poi, utilizzate per il progetto Aree Militari.

Vi sono poi altri due filoni nei rapporti con il Demanio e riguardano la cessione di 36 immobili, come già previsto dal Governo Letta. Poi secondo l’Articolo 5 comma 5 in capo al Ministero dei Beni Culturali, la cessione di palazzo Farnese, con torrione San Sisto e Fodesta, e torrione Porta Borghetto. Per il parco delle mura sono giunti 500mila euro dalla Regione e altri 500mila verranno aggiunti dal Comune.

Per quanto riguarda Borgofaxhall, la firma della cessione del piano caricatore é stata firmata, l’8 agosto. “Ieri – ha spiegato – abbiamo detto che presto sarà fatta la stima economica dalla cifra da sborsare nei prossimi 19 anni e 6 mesi”.

Bisotti ha ringraziato pubblicamente la parlamentare piacentina Paola De Micheli per il suo interessamento su quest’ultima questione. Interessamento che ha agevolato i rapporti tra l’amministrazione comunale ed il ministero.

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