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Obesity day, due giorni di porte aperte in Nutrizione clinica foto

L’Azienda Usl di Piacenza partecipa all’evento aprendole porte dell’unità operativa Nutrizione clinica, di cui è responsabile Mara Negrati, ai cittadini interessati al problema

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Anche quest’anno il 10 ottobre, come ogni anno dal 2001, l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI) organizza l’Obesityday, giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione al tema dell’obesità.

L’Azienda Usl di Piacenza partecipa all’evento aprendole porte dell’unità operativa Nutrizione clinica, di cui è responsabile Mara Negrati, ai cittadini interessati al problema. Il servizio è collocato nel nucleo antico dell’ospedale di Piacenza, edificio 1, II piano.

Dalle ore 9 alle 13 di venerdì 10 ottobre medici, dietiste e nutrizioniste saranno a disposizione per la rilevazione dei parametri antropometrici (peso, altezza, indice di massa corporea e circonferenza vita), per la misurazione della pressione arteriosa e della glicemia. Il personale sanitario fornirà inoltre indicazioni sulla prevenzione e cura dell’obesità e dei disturbi dell’alimentazione. Quest’anno l’appuntamento raddoppia. Il personale sarà a disposizione dei cittadini anche sabato pomeriggio, dalle ore 15 alle 18, nell’ambito dell’Open day in ospedale.
Sarà inoltre presente il chirurgo Edoardo Baldini, coordinatore del programma di Chirurgia bariatrica dell’Ausl di Piacenza, disponibile a fornire consulenze specifiche sul percorso chirurgico per l’obesità grave. “Facciamo tutti insieme il primo passo – invitano i sanitari – verso un sano stile di vita”.

Per approfondire
Quando parliamo di obesità ci riferiamo a una patologia cronica caratterizzata da un accumulo eccessivo o anormale di tessuto adiposo che può influire negativamente sullo stato di salute, causando un incremento nella morbilità e nella mortalità dei pazienti che ne sono affetti. La valutazione dell’indice di massa corporea ci aiuta a stabilire quando una persona è obesa.
I dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità evidenziano che l’86% delle morti e il 75% della spesa sanitaria in Europa e in Italia sono determinate da patologie croniche, che hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio: fumo, abuso di alcol, scorretta alimentazione e inattività fisica. Queste ultime due condizioni sono alla base dell’allarmante e continuo aumento della prevalenza di sovrappeso e di obesità che ha raggiunto le dimensioni di una epidemia mondiale con 2,8 milioni di persone che ogni anno muoiono come conseguenza del sovrappeso e dell’obesità.

Dai dati del sistema di sorveglianza Passi 2010-2013 emerge che due adulti su cinque (42 per cento) sono in eccesso ponderale, il 31 per cento è sovrappeso e l’11 per cento è obeso.
Obesità e sovrappeso sono diffusi in maniera preoccupante anche in età pediatrica; in regione Emilia-Romagna (Sistema di Osservazione Osservatorio OKKIO alla salute 2012) circa un terzo dei bambini di 8-9 anni presenta un eccesso ponderale (22 per cento è in sovrappeso e 7 per cento è obeso). Tali livelli sono preoccupanti, ma in diminuzione rispetto alla precedente rilevazione regionale: nel 2008 erano il 9 per cento.
Si conferma la grande diffusione fra i bambini di abitudini alimentari che non favoriscono una crescita armonica e sono fortemente predisponenti all’aumento di peso.

“L’obesità – sottolinea la dottoressa Negrati – non rappresenta tanto un fattore estetico quanto un elemento di aumentato rischio di sviluppo di diverse patologie (diabete di tipo 2, ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari e alcuni tipi di tumore”.
Secondo recenti stime risulterebbe che I costi diretti legati all’obesità in Italia siano pari a 22,8 miliardi di euro ogni anno e che il 64% di tale cifra venga speso per l’ospedalizzazione.

“Incentivare a tutti i livelli una regolare attività fisica – sottolineano gli esperti – e una corretta alimentazione contribuisce al mantenimento dello stato di salute di ogni individuo e favorisce il controllo del peso corporeo”. Per mantenere il peso ideale, attraverso una sana alimentazione, dobbiamo favorire una dieta povera di grassi e di alimenti altamente energetici e ricca di frutta e vegetali. La nuova piramide alimentare ci ricorda proprio questo:

Alcool
con moderazione e non per tutti

Insieme alla corretta alimentazione, per mantenere lo stato di salute e favorire il controllo del peso corporeo è indispensabile una quotidiana attività fisica. L’Organizzazione mondiale della Sanità ci ricorda di camminare continuativamente tutti i giorni almeno mezz’ora o ancora meglio propone 10.000 passi al giorno.
Uso limitato di burro,carni rosse, cereali raffinati patate,bevande gassate, dolci

Diecimila passi si riferiscono a tutti quelli che si fanno nell’arco della giornata da quando ci si sveglia a quando si torna a letto la sera .Tradotto in distanza fanno circa 7 km. “Sembra moltissimo – aggiunge la dottoressa Negrati – ma se si pensa che una persona, in una giornata qualunque, guardando le vetrine, buttando la spazzatura, passando l’aspirapolvere, compie 5.000 passi (tre km e mezzo), l’obiettivo è tutt’altro che impossibile”. Recenti studi hanno documentato che l’inattività fisica produce più danni alla salute del fumo di tabacco. Nonostante questo, i sistemi di sorveglianza sviluppati negli ultimi anni ci dicono che in Emilia-Romagna solo un terzo circa delle persone adulte svolge una quantità sufficiente di attività fisica, mentre solo il 16% dei bambini e il 7% dei ragazzi pratica attività fisica secondo la quantità raccomandata per le rispettive età, il 36% guarda la TV e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno e solo un bambino su quattro si reca a scuola a piedi o in bicicletta. E i dati della nostra Regione sono tra i migliori a livello italiano.

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