Ospedale di Fiorenzuola, Pollastri (FI): “Spazi più stretti e tempi più lunghi”

Pollastri nota come il nuovo padiglione avrà una superficie complessiva di 7.680 metri quadrati, quasi un quinto in meno rispetto a quello esistente, che è di 9.578 metri quadrati

“Il progetto presentato oggi è la conferma che, come temevamo, la Regione “non ce la raccontava giusta”, a dirlo è Andrea Pollastri (FI) commentando la diffusione dei primi disegni che accompagnano il bando per la costruzione dell’ala dell’Ospedale di Fiorenzuola al posto di quella giudicata pericolosa e quindi da abbattere.
Le obiezioni principali dell’azzurro riguardano i tempi e gli spazi.

“Rispondendo ad una mia interrogazione – spiega -, sin nel luglio 2013, l’Assessore Lusenti aveva parlato di circa tre anni di sospensione dei servizi attivi presso il vecchio Ospedale, necessari per trasferire i reparti, demolire il fabbricato (un anno) e costruirne uno nuovo (due anni). Tale tempistica aveva preoccupato gli operatori, gli utenti e gli Amministratori della Valdarda poiché sembrava eccessivamente lunga. Oggi, invece, si scopre che i lavori dureranno tre anni e che prenderanno il via la prossima primavera, mentre il padiglione è già chiuso dal dicembre 2013: nella migliore delle ipotesi, quindi, Fiorenzuola rimarrà priva dei servizi che c’erano nel vecchio Ospedale almeno per quattro anni e mezzo”.

Per quanto riguarda, invece, gli spazi Pollastri nota come il nuovo padiglione avrà una superficie complessiva di 7.680 metri quadrati, quasi un quinto in meno rispetto a quello esistente, che è di 9.578 metri quadrati.

“Poiché – afferma il Consigliere – secondo quanto promesso dall’Assessore, i servizi rimarranno esattamente gli stessi di quelli che già c’erano, era logico pensare che il nuovo edificio dovesse essere almeno delle stesse dimensioni del precedente, invece sarà più piccolo”.

“Le domande, allora, – prosegue – sorgono spontanee: ci staranno tutti i vecchi reparti in uno stabile più piccolo? Oppure qualcuno di loro dovrà essere sacrificato e “lasciato” per sempre a Piacenza? Non era il caso, come sempre avviene quando si ricostruisce, di “mettersi sul largo”, recuperando nuovi ambienti che, in futuro, potrebbero essere occupati da ulteriori servizi piuttosto che rinunciarvi, sacrificandosi in un locale più stretto?”

“L’auspicio – chiosa – è che questo progetto sia solo una bozza e che possa essere oggetto di un confronto con le parti interessate e con le Amministrazioni Locali per un’eventuale revisione e modifica”.

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