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Piena del Trebbia, gli ambientalisti “Intaccata la vecchia discarica di Ottone” foto

Riceviamo e pubblichiamo questa nota delle associazioni dell’Osservatorio Permanente della Val Trebbia (Ass.Ottonese XXV Aprile, No Tube, La Goccia di Bobbio, Sport in open Space, Legambiente, Fipsas).

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Riceviamo e pubblichiamo questa nota delle associazioni dell’Osservatorio Permanente della Val Trebbia (Ass.Ottonese XXV Aprile, No Tube, La Goccia di Bobbio, Sport in open Space, Legambiente, Fipsas).

Aderendo alla bella ed utile iniziativa lanciata dalla proloco di Ottone, programmata per sabato 18 ottobre, rilanciamo a tutti l’invito a partecipare alla pulizia delle sponde del Trebbia dai rifiuti trasportati a valle della ex discarica. Come era purtroppo ipotizzabile, una delle tante piene, peraltro non disastrosa, del Trebbia ha infatti intaccato il vecchio deposito di rifiuti del comune di Ottone che da 20 anni incombe sul fiume.

La piena ha scalzato la parere di contenimento che ci risulta essere stata rinforzata pochi anni fa ed ha disseminato le sponde del trebbia di rifiuti per chilometri, portando a valle un carico di sostanze inquinati di ogni genere, come testimoniano le foto pervenute da diversi canoisti del CK Fiumi, molto preoccupati per la situazione , tanto che alcuni canoa Club hanno dato la loro disponibilità a contribuire, nelle prossime settimane, alla pulizia delle sponde, anche con il supporto di gommoni da Rafting. Chiamarla discarica oggi non sarebbe più possibile perché non ha mai avuto le caratteristiche che invece oggi sono richieste.

Ma visto che è stata chiusa da oltre 20 anni sarebbe ora che si agisse non con interventi palliativi, come fatto pochi anni fa dalla Regione, ma con determinazione, sistemando in modo definitivo questo sito. Al di la dell’importante e altamente simbolica iniziativa dei cittadini di Ottone di sabato, occorre un urgente intervento degli enti preposti per la messa in sicurezza e la bonifica dell’area , rimuovendo urgentemente i rifiuti, anche perché, come tutti hanno potuto vedere, essendo cambiato il regime delle piogge e con l’invaso del Brugneto sempre pieno, si assiste a improvvisi e velocissimi innalzamenti della portata del Trebbia, con notevoli effetti di erosione delle sponde del fiume, soprattutto in quei tratti artificializzati dall’opera dell’uomo.

A questo proposito, chiediamo con la massima urgenza, che venga reso pubblico anche il Piano di Sicurezza dell’invaso del Brugneto e che vengano avvisate le popolazioni a valle dello stesso ogni qualvolta vengano fatte manovre di rilascio e che questi rilasci tengano conto sia delle esigenze di sicurezza degli abitanti della valle, sia degli effetti incrociati tra la quantità di pioggia portata dalle “bombe d’acqua” e i deflussi improvvisi dalla diga. Per troppo tempo dell’invaso del Brugneto si è parlato solo in riferimento all’acqua per l’agricoltura di pianura, oggi si deve parlare di questo invaso con riferimento alle ricadute sull’intero territorio a partire da quello immediatamente a valle. La necessità del risanamento dell’ex discarica dovrebbe anche rappresentare un primo passo per la messa in sicurezza di tutto il territorio dell’alta Val Trebbia a partire dall’elemento più necessario, quello della statale 45. 

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