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Presentazione di un libro e “Re Lear”, doppio appuntamento al Melville

Stasera giovedì 23 ottobre speciale doppio appuntamento al Caffè Letterario Melville di San Nicolò. 

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Stasera giovedì 23 ottobre speciale doppio appuntamento al Caffè Letterario Melville di San Nicolò (Piacenza).
Dalle ore 21 presentazione del libro “Angeli notturni di rosso vestiti” di Paolo Clementi (edizioni De Ferrari)
Presenta l’incontro Giancarlo Pagani, già autore per la Hobby&Work di “Il morso della lucertola” e “Il diavolo non profuma di zolfo”.
“Angeli notturni di rosso vestiti” è, allo stesso tempo, un romanzo della scoperta di se stessi, della parte mancante del proprio passato ed insieme un romanzo di contemplazione. Duccio Messia, il protagonista, si reca nel Ponente Ligure poiché è lì che si perdono le tracce di suo padre, che non ha mai conosciuto, ricercato oramai da tanti anni per banda armata. In realtà, suo padre, non ha commesso nulla di efferato ma è costretto comunque a nascondersi. Nella ricerca, quasi impossibile in verità, di suo padre, verrà a conoscenza di un luogo e di personaggi straordinari di cui rimarrà completamente soggiogato. La forza del mare, del paesaggio, di località come Bordighera ed Apricale e delle storie di confine s’intrecciano con i suoi molteplici incontri e forse anche con un amore che ha il sapore della catarsi.
 
Dalle ore 22.30 spettacolo teatrale a cura di Groucho Teatro, “Re Lear” di William Shakespeare
Re Lear è un’opera di incredibile spessore, per cui, probabilmente, una vita intera non sarebbe sufficiente a coglierne tutti gli aspetti più profondi: un’opera più grande di noi. La necessità di confrontarsi con essa ha subito riscontrato la difficoltà di ridurre il testo i cui piani narrativi sono molto complessi, conservandone l’unità narrativa e cercando di non semplificarlo eccessivamente. L’obbiettivo della messa in scena è duplice. Il primo è quello di trasmettere allo spettatore l’aspetto umano delle relazioni espresse nel e sotto il testo scritto: l’attore passa da un personaggio all’altro (dieci personaggi e un narratore), approfondendone le linee di azione e comportamento, fisico-psichiche, raccontando in azione i personaggi della pièce e la loro traiettoria. Il tutto in-seguendo la tradizione della compagnia Fo-Rame e gli insegnamenti del teatro di Peter Brook; il secondo obbiettivo è quello di far apprezzare “Re Lear” quale strumento per riflettere sui meccanismi sociali del nostro tempo, raccontando la storia in modo semplice, diretto e accessibile.Un contesto in cui l’attore ritorna al centro della scena, nella sua funzione essenziale e primaria di trasmettere una storia, di condividerla umanamente.

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