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Segretario e candidato, Molinari non si sospende e il Pd si spacca

Direzione provinciale del Partito Democratico di Piacenza alquanto animata quella di lunedì sera, con al centro della discussione il ruolo del segretario provinciale Gianluigi Molinari, candidato alle elezioni regionali del 23 novembre prossimo insieme a Paola Gazzolo, Alessandro Ghisoni e Katia Tarasconi

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Direzione provinciale del Partito Democratico di Piacenza alquanto animata quella di lunedì sera, con al centro della discussione il ruolo del segretario provinciale Gianluigi Molinari, candidato alle elezioni regionali del 23 novembre prossimo insieme a Paola Gazzolo, Alessandro Ghisoni e Katia Tarasconi. 

Molinari ha comunicato alla direzione la sua intenzione di non autosospendersi nel periodo elettorale, impegnandosi tuttavia a recitare un ruolo imparziale, rinunciando ad uscite esterne che possano creare una disparità di trattamento con gli altri pretendenti ai probabili due posti di consigliere regionale. Una soluzione che non ha convinto una parte consistente della direzione, non solo la minoranza interna ma anche esponenti della maggioranza “renziana”, che hanno ricordato il comportamento del segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, autosospesosi durante le primarie di coalizione, e la condotta del segretario provinciale di Parma Alessandro Cardinali, pure lui candidato in Regione e autosospeso.

Ad accendere il dibattito anche la questione dell’ordine dei nominativi dei candidati sui tabelloni elettorali. E’ infatti passata con una maggioranza striminzita di 15 a 12, la proposta sostenuta dallo stesso segretario provinciale Molinari di inserire al primo posto il proprio nome, e a seguire gli altri tre candidati in ordine alfabetico. Respinta invece l’altra proposta di rispettare l’ordine alfabetico tout court. Un esempio non proprio in linea – secondo alcuni membri della direzione – con quanto appena sostenuto dallo stesso Molinari, circa la sua imparzialità.

Molinari tuttavia difende la sua decisione di non autosospendersi: “Ho comunicato la scelta di proseguire nella gestione del partito anche nella fase elettorale, pur rinunciando a una serie di attività esterne per scongiurare il rischio di espormi più degli altri candidati. Il partito deve andare avanti nella sua attività e affrontare alcune importanti partite come quella delle provinciali. Per quanto riguarda le elezioni regionali, sarò un semplice candidato come gli altri, e dopo il voto si vedrà. Confido che non ci siano contestazioni strumentali alla mia condotta, ho chiesto a tutti una moratoria delle polemiche interne fino al 23 novembre, perchè credo che più che a me facciano male al partito nel suo complesso”.  

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