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Treno veloce, la lettera di Fittavolini: “Pendolari mai ascoltati”

Treno veloce Piacenza-Milano, la lettera del presidente dell’Associazione Pendolari Ettore Fittavolini. Di seguito il testo integrale.

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Treno veloce Piacenza-Milano, la lettera del presidente dell’Associazione Pendolari Ettore Fittavolini sulla vicenda del collegamento ferroviario con la Lombardia. Di seguito il testo integrale.

Egregio Direttore,
a leggere le roboanti e bellicose dichiarazioni che sono state proclamate oggi a vario titolo circa il tema del collegamento su rotaia tra Piacenza e Milano, non sappiamo se metterci a ridere o a piangere.
Pur apprezzando lo spirito con il quale qualcuno ha cercato/sperato di risolvere il sempiterno problema del trasporto ferroviario cogliendo la palla al balzo della fantomatica EXPO 2015, non si dica che non ve lo avevamo detto.

Il sottoscritto, in qualità di presidente dell’Associazione Pendolari, ormai tre anni fa, in un incontro con il presidente di Confindustria Bolzoni, a fronte delle sua proposta pur meritevole di attenzione per lo sforzo prodotto, aveva manifestato tutti i dubbi, e le perplessità, nonchè i nodi che puntualmente oggi vengono al pettine.
Innanzitutto, il fatto di non avere interpellato i pendolari, che sono ferrati giocoforza in materia al pari dei ferrovieri di lungo corso, e che avrebbero prodotto gratuitamente quello studio e quelle informazioni richieste invece al Politecnico : grazie per lo schiaffo.

Poi per non avere preso in considerazione l’unica proposta seria ed oggettiva, fatta dalla nostra Associazione – A Milano con la TAV : in 20 minuti s può – , e che, presentata nel 2007 fu pubblicata e premiata dallo stesso Ministero delle Infrastutture come una delle 300 idee per lo sviluppo del Paese.

E di conseguenza, per non avere mai nemmeno pensato di mettere in un angolo le Ferrovie dello Stato per chiedere loro il rispetto del Protocollo di Intesa, firmato con Comune e Provincia che prevedeva, in cambio della costruzione dell’infrastruttura AV sul nostro territorio, il cadenzamento dei treni e l’utilizzo della linea anche per il trasporto pendolare, noi fortunati ad avere l’interconnessione tra la linea storica e la nuova. Per questo ringraziamo 10 anni di giunta Reggi.

Non capendo quindi ( o facendo finta di non capire…) che l’interlocutore, se si voleva avere quello che poi non c’è e non si avrà, ovvero un collegamento serio, efficiente, veloce e puntuale tra Piacenza e Milano per favorire le visite ed il turismo attratto dall’EXPO, ma perchè soprattutto ne rimanesse poi traccia per la vita di tutti i giorni dei pendolari, non sono le Regioni, ma le Ferrovie dello Stato !!!

Prescindendo dal colore politico diverso delle Giunte, ognuno si è sempre fatto i fatti suoi ed ha i curato i proprii interessi non tanto per spirito di servizio verso il cittadino, ma per coltivare l’orticello del consenso e quindi dei voti. Ne abbiamo avuto innumerevoli conferme nelle riunioni alle quali, sia in Lombardia che in Emilia, abbiamo negli anni partecipato, sia come diretti interessati invitati a pieno titolo, che come uditori. Parole, parole, parole, ma fatti zero.

Stupefacenti, ma fino ad un certo punto, dato che in Emilia Romagna siamo in piena campagna elettorale per le elezioni regionali di novembre, le dichiarazioni per le quali la questione dovrebbe essere prioritaria ed il candidato del PD Bonaccini dovrebbe essere pungolato in merito e con lui addirittura ” Ken ” Matteo Renzi.
Domandona a lor signori : ma lo sanno che per 10 anni 10 l’assessore alla Mobilità era ed è tale Alfredo Peri, del loro stesso partito ? Gli hanno mai chiesto dove era e cosa faceva mentre il trasporto ferroviario peggiorava giorno dopo giorno ?

In Lombardia erano e non son da meno, visto che solo nell’ultimo anno sono cambiati tre assessori, uno dei quali, incontrato in una trasmissione televisiva lombarda, manco sapeva quali catorci viaggiassero e e quanti anni avessero le luride carrozze di cui sono composti i regionali Piacenza – Milano, in carico al contratto di servizio della Lombardia effettuato da Trenord, l’ennesimo carrozzone in cui la miseria si somma alla povertà. E che dichiarava, ci sono le registrazioni, che a lui interessavano solo i cittadini lombardi, ovvero mettiamo la dogana a Santo Stefano Lodigiano !!

Questo è il desolante scenario dei fatti, il resto, come ha detto il grande De Niro, sono solo chiacchere e distintivo : peccato che non siamo in un film.

Ettore Fittavolini
Presidente
Associazione Pendolari Piacenza

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