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Alessandro Bergonzoni incontra gli studenti della Cattolica

Alessandro Bergonzoni incontra gli studenti della Sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’incontro, organizzato dall’ateneo piacentino e da Teatro Gioco Vita, è in programma martedì 18 novembre alle ore 17.30 nell’Aula I del Campus di Via Emilia Parmense 84. 

Alessandro Bergonzoni incontra gli studenti della Sede di Piacenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. L’incontro, organizzato dall’ateneo piacentino e da Teatro Gioco Vita, è in programma martedì 18 novembre alle ore 17.30 nell’Aula I del Campus di Via Emilia Parmense 84. È inserito nell’iniziativa “A tutto Campus” che la Cattolica di Piacenza propone con la Provincia di Piacenza e, come tutte le attività collaterali alla Stagione di Prosa “Tre per Te” organizzate da Teatro Gioco Vita con Fondazione Teatri di Piacenza, vede la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’ambito del progetto “InFormazione Teatrale”.

Alessandro Bergonzoni, infatti, alle ore 21 sempre di martedì 18 novembre sarà in scena al Teatro Municipale di Piacenza con “Nessi”, il suo ultimo spettacolo da lui diretto insieme a Riccardo Rodolfi. A fare da “moderatori” durante l’incontro il docente della Cattolica Sebastiano Grandi e l’attore e regista di Teatro Gioco Vita Nicola Cavallari.

Alessandro Bergonzoni risponderà alle domande degli studenti e del pubblico. Nato a Bologna nel 1958, Bergonzoni ha scritto e interpretato molti spettacoli, divenendo uno dei protagonisti della scena teatrale italiana. Nei primi anni Ottanta ha avviato un lungo sodalizio artistico con il regista Claudio Calabrò, esordendo nel doppio ruolo a lui congeniale di autore-attore con le pièces “Scemeggiata” (1982), “Chi cabaret fa per tre” (1983) e “La regina del Nautilus” (1984), nelle quali sono già presenti i temi portanti del suo teatro comico, dall’assurdo come punto di riferimento alla sperimentazione linguistica a tutto campo. Si impone sulla scena nel 1987 con “Non è morto né Flic né Floc” e debutta come narratore con “Le Balene restino sedute”, vincitore nel 1990 della Palma D’Oro al salone del libro umoristico di Bordighera come miglior libro comico dell’anno.

Artista poliedrico, ha collaborato a lungo con Rai Radio2 e Rai Radio3, per le quali ha ideato diversi programmi radiofonici, e ha lavorato per la televisione e il cinema. Nell’ambito del teatro, il suo è un percorso unico nel panorama italiano. Lo testimoniano gli spettacoli che ha scritto e interpretato, tra cui “Anghingò” (1992), “La cucina del frattempo” (1994), “Zius” (1997), “Madornale 33” (1999), “Predisporsi al micidiale” (2004), “Nel” (2007), “Urge” (2010), “Nessi” (2014). Tra i suoi libri più famosi si ricordano “È già mercoledì e io no”, “Il grande fermo e i suoi piccoli andirivieni”, “Opplero. Storia di un salto” e “Silences. Il teatro di Alessandro Bergonzoni”. Nel 2009 pubblica “Bastasse grondare”, il primo libro in cui alterna la scrittura ai suoi disegni; in contemporanea comincia a esporre in alcune gallerie italiane. Sempre nel 2009 vince il rinomato Premio Ubu come migliore attore italiano grazie allo spettacolo “Nel”, divenuto libro nel 2011.

Tra le sue poliedriche esperienze, ricordiamo la strettissima collaborazione, iniziata nel 2000, con la Casa dei Risvegli “Luca De Nigris”, che lo porterà ad occuparsi sempre di più, negli anni successivi, di malattia e cura tenendo decine di incontri in ospedali e università. Per questa associazione che si occupa del risveglio dal coma e della successiva riabilitazione cura insieme a Riccardo Rodolfi gli spot cinematografici/televisivi e la campagna stampa diventandone il testimonial. Nel settembre 2013, presentato al Festivaletteratura di Mantova, esce “L’amorte”, il suo primo libro di poesia.

Nel 2014 durante la settimana di Arte Fiera, Art City e SetUp 2014 lancia a Bologna il movimento artistico “La Vita in Fasce”, un segno che indossa come esposizione personale di un’intenzione (il segno del movimento è infatti un nastro di stoffa da portare al braccio, da un lato bianco e dall’altro nero, come simbolo di una vicinanza spirituale con tutti coloro che nascono e muoiono nel mondo ogni momento).

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