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Comitati Acqua pubblica: “Tutto da rifare, serve gestione realmente pubblica”

Acqua e rifiuti: se è tutto da rifare, è ora di pensare ad una gestione realmente pubblica. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma dei Comitati Acqua Bene Comune di Piacenza e della Val d’Arda

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Acqua e rifiuti: se è tutto da rifare, è ora di pensare ad una gestione realmente pubblica. Riceviamo e pubblichiamo il comunicato a firma dei Comitati Acqua Bene Comune di Piacenza e della Val d’Arda

Apprendiamo, con sorpresa dalla stampa, dell’avvenuta assemblea del Consiglio Locale di Atersir. Peccato che su un tema così importante per i cittadini viga un livello di comunicazione quasi occulto, che declassa quasi a clandestina una delle più specchiate vittorie della volontà popolare, contro lo strapotere del capitale privato nella gestione dei beni comuni.
Nel corso del Consiglio locale sono stati scelti i nuovi membri dell’Ufficio di Presidenza. Il nuovo Coordinatore, dott. Sidoli, ha annunciato, come primo impegno, una nuova e approfondita fase istruttoria per ragionare insieme ai sindaci su scelte così importanti.

Sidoli avrebbe inoltre dichiarato di concordare, in linea di principio, con la gestione pubblica dell’acqua, salvo verificarne la compatibilità economica.
Premesso che siamo convinti che un referendum popolare debba comunque essere rispettato, speriamo che questa sia finalmente l’occasione per effettuare una verifica approfondita dei costi, ma soprattutto dei benefici, della gestione pubblica rispetto ad una gestione privata o mista, affidando una consulenza specifica a esperti di ripubblicizzazione, e non a esperti di privatizzazioni come fatto finora.
Spetta infatti alla “Politica” e agli amministratori, individuare gli strumenti necessari per attuare i dettami della sovranità popolare. Strumenti che non possono prescindere da una conoscenza chiara e documentata degli effettivi costi e benefici della gestione pubblica.

La realizzazione di tale studio, chiesta ad Atersir già dal marzo scorso da 23 amministratori pubblici, sollecitata da un OdG del Comune di Piacenza, richiesta ufficialmente dal Comune di Pontenure, e che gli amministratori dell’alta val Trebbia si sono pubblicamente impegnati a richiedere, è rimasta disattesa a causa dell’ostinazione di qualche forza potente, trasversale e assai poco trasparente, che insiste a pretendere che l’opzione della Spa mista sia già stata scelta, anche se sulla base di presupposti errati o superati.

Gli studi preliminari condotti dalle società NERA e BEP hanno solo valutato la fattibilità giuridica e stimato l’ipotetico ammontare dell’indennizzo che il nuovo gestore dovrebbe risarcire ad Iren per gli investimenti non ancora ammortizzati. Non sta scritto da nessuna parte che questa ingente somma, le cui modalità di restituzione andrebbero comunque contrattate con il gestore uscente (IREN), debba essere scucita direttamente dai Comuni e non invece recuperata all’interno di un’idonea linea di finanziamento ordinario, accesa dalla nuova società di gestione.
A tal proposito non è stata formulata alcuna ipotesi sulle possibilità di finanziamento per far fronte a tale indennizzo, così come nessuno ha mai stimato quale dovrebbe essere l’apporto di denaro per capitalizzare l’azienda pubblica; la stima è stata fatta solo per il caso dell’azienda mista pubblico-privata (ma in buona sostanza privata).

Ci associamo quindi alle richieste già inoltrate, di realizzazione di un approfondito studio di fattibilità per l’affidamento “in house” della gestione del servizio idrico ad un’azienda di proprietà dei Comuni e controllata direttamente dai consigli comunali, dai cittadini e dai lavoratori; comprensivo di un conto economico a 20-30 anni, di un piano industriale, di un piano di indebitamento, di un piano di rientro dal debito, di un organigramma e di opportuni organismi di controllo e di sorveglianza popolare.

Studio che dovrebbe necessariamente essere condotto da una società imparziale rispetto agli interessi delle multiutilities, individuata liberamente dai Comuni, e non da questa ATERSIR. Giacché sulla neutralità di Atersir si possono legittimamente avanzare molti dubbi, considerato anche il suo ingresso, come socio “corrispondente”, in FEDERUTILITY, l’associazione di imprese che riunisce le aziende di servizi pubblici locali che operano nei settori Energia Elettrica, Gas e Acqua (come HERA, IREN, ecc.). ATERSIR è una istituzione pubblica espressione degli Enti Locali dell’Emilia Romagna e svolge funzioni fondamentali relative all’organizzazione del servizio idrico e al controllo della gestione. E’ pertanto evidente come sia inammissibile la commistione fra chi controlla (ATERSIR) e chi è controllato (HERA, IREN ecc.), anche perché sulla base dello statuto di FEDERUTILITY si costruisce un’effettiva subalternità dei primi rispetto ai secondi: lo statuto infatti obbliga espressamente tutti i soci (art.5, comma 2) ad astenersi da ogni iniziativa in contrasto con l’azione e le direttive di Federutility. Non è un segreto che Federutility si sia schierata apertamente contro il referendum del 2011 e a favore dell’infausto Metodo Tariffario Idrico approvato dall’AEEGSI, che ha legittimato aumenti delle tariffe del 20-30% in due anni, a fronte di una inflazione quasi nulla.
Chiediamo quindi che ATERSIR ritiri l’adesione da Federutility, e pretendiamo, come dovrebbero pretenderlo tutti i pubblici amministratori, che la società terza, incaricata a predisporre lo studio di fattibilità sulla gestione pubblica del servizio idrico, sia finanziata da Atersir, ma venga scelta sulla base delle indicazioni fornite direttamente dai Comuni, che sono gli organi deputati ad amministrare e tutelare, con la “responsabilità del buon padre di famiglia” i beni comuni.

Ricordiamo, a questo proposito, che già gli amministratori che si schierarono a favore della gestione pubblica dell’acqua, nel marzo scorso, avevano indicato una società di consulenza che aveva caratteristiche di competenza e indipendenza, e che per poche migliaia di euro avrebbe potuto svolgere questo studio. Suggerimento allora caduto nel vuoto ma che oggi appare più che mai attuale e necessario.

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