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Elezioni, Vecchi (M5s) “La nostra politica di fatti, non di slogan”

Comunicato stampa di Leonardo Vecchi, candidato al consiglio regionale per il M5s di Piacenza

Comunicato stampa di Leonardo Vecchi, candidato al consiglio regionale per il M5s di Piacenza

Durante le campagne elettorali, la consuetudine prevede il susseguirsi di retorici discorsi ad effetto, la speculazione sulle tante paure che i cittadini vivono ogni giorno. Vorrei provare a parlare di cose concrete, di fatti inconfutabili. Dal suo esordio in politica, il M5S ha voluto fare quel che ogni eletto avrebbe il dovere di fare in una società sana e dignitosa: dare l’esempio. Se si osservano i fatti, con l’auto-decurtazione dello stipendio di consiglieri regionali e parlamentari, e la restituzione dei finanziamenti pubblici che invece ogni altro partito trattiene (senza alcun rispetto per il popolo che ha deciso di abolirli con un referendum), nessuno può negare che il M5S con queste scelte stia dando un beneficio concreto a tutta la cittadinanza.

L’attuazione del responso referendario del ’93 avrebbe fatto risparmiare alla collettività ben 2,7 miliardi di euro, se i partiti non l’avessero prontamente affossato con la legge n. 515 del ’94 che li ha reintrodotti sotto le mentite spoglie di “rimborsi elettorali”. Il M5S ha restituito alla collettività, nel rispetto di quel referendum quasi 43 milioni. A questi continuano ad aggiungersi tutti i soldi derivanti dall’auto-decurtazione degli stipendi dei nostri parlamentari. Si stima che se tutti i partiti facessero altrettanto si risparmierebbero 40 milioni l’anno.

Anche i nostri futuri eletti a livello regionale han già condiviso una decurtazione di più della metà dell’ammontare dello stipendio che per legge sarebbe dovuto. Ma non sono da trascurare altri privilegi riservati alla casta politica, come i rimborsi a forfait, i quali consentono la realizzazione di un secondo stipendio, anch’essi da sostituire con rimborsi puntualmente documentati. Se gli elettori ce lo permetteranno, faremo in modo che queste misure siano estese, e presto, a tutti i politici.

Io aggiungo che è urgente istituire una norma relativa all’obbligo di frequenza. Quando un politico è assente alle sedute oltre un certo limite, senza giustificati motivi, strettamente istituzionali o di salute, va licenziato, come accade per qualsiasi altro lavoratore. Quale esempio offre il membro di una classe dirigente che esercita la propria funzione nella negligenza, nell’assenteismo e nel privilegio? Quale messaggio ne trae un cittadino, magari giovane, smarrito davanti alle prospettive disperate che il presente gli offre per il futuro? Quali comportamenti si incentivano da parte di chi si trova a dover sopravvivere in questo Paese, magari senza un lavoro minimamente dignitoso, dovendo accudire a figli e ad anziani bisognosi di cure? La responsabilità di una classe dirigente come quella che opera nel nostro Paese, va ben oltre il danno economico. Il suo scempio è culturale.

Ed è il peggiore dei mali, perché a volte la guarigione richiede generazioni. A queste ovvie e banali considerazioni, i partiti sono sempre pronti a tacciarci di demagogia e populismo. A questo giro, alcuni si affannano nel tentativo di occultare il motivo che ci porta a votare con un anno di anticipo, ovvero le dimissioni del Presidente Errani seguite alla condanna d’appello ad un anno per falso ideologico. Mai li vediamo concretizzare qualche azione che preveda il minimo sacrificio da parte loro, mentre lavoratori e imprenditori vengono massacrati, mentre la povertà cresce inesorabile, e con lei la paura. Il M5S è qui per impedire che questa paura diventi per tutti rassegnazione, per consentire che il popolo torni ad essere una comunità di cittadini e non sia destinato a diventare una massa di sudditi. Non con le parole e con gli slogan, ma diamo l’esempio, con i fatti.

Leonardo Vecchi candidato per il M5S al consiglio regionale

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