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Giornata per la lotta all’Aids, a Piacenza il TestDay

Sabato 29 novembre, dalle 10.30 alle 20.00, sarà possibile eseguire un semplice prelievo di sangue utile per rilevare l’eventuale presenza di HIV, epatite C, epatite B e sifilide

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In occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids, l’Ausl di Piacenza scende in campo con un’importante iniziativa, il TestDay, nella convinzione che non si può assolutamente abbassare la guardia su quella che è stata un’epidemia per molti anni, ben lontana dall’essere oggi debellata.

Sabato 29 novembre, dalle 10.30 alle 20.00, sarà possibile eseguire un semplice prelievo di sangue utile per rilevare l’eventuale presenza di HIV, epatite C, epatite B e sifilide. Tali test si potranno svolgere gratuitamente e anche in anonimato a Piacenza (piazzale Genova, inizio del Pubblico passeggio).

Nella stessa giornata medici infettivologi, infermieri e volontari saranno a disposizione dei cittadini per fornire informazioni e chiarire dubbi sulle stesse patologie. L’iniziativa si svolge con il patrocinio del Comuni di Piacenza, della Provincia di Piacenza, dell’Associazione italiana Donne Medico, dell’Ordine provinciale dei Medici e di quello dei farmacisti, con la fattiva collaborazione di Croce Rossa e Associazione La Ricerca.

A tutti coloro che si sottoporranno al test verranno offerti alcuni gadget.

Perché un test allargato, oltre che per l’Hiv, alle epatiti croniche e alla sifilide?
Perché tutte queste infezioni (oltre a condividere la stessa tipologia di trasmissione, per via ematica e sessuale) sono accomunate dal fatto che possono rimanere silenti per anni e, nel frattempo, progredire verso forme avanzate di malattie gravi.

Le epatiti virali, per esempio, sono spesso causa di tumore del fegato o di patologie serie come la cirrosi epatica. Se evidenziate in fase precoce, possono essere adeguatamente curate con farmaci. Lo stesso per la sifilide, una malattia che si trasmette per via sessuale per la quale oggi esistono terapie efficaci.

Ecco perché è importante sensibilizzare la popolazione e creare la consapevolezza della malattia e dei fattori di rischio di contagio, incentivando l’esecuzione del test tra le categorie a rischio.
Tra le iniziative della Giornata di sensibilizzazione, giovedì 4 dicembre è in programma alle ore 18.30 nella casa accoglienza per malati AIDS Venturini (località La Pellegrina, strada Agazzana 68, Piacenza) la celebrazione di una Messa con gli ospiti aperta alla cittadinanza.

“Proteggersi sempre. Discriminare mai”: al via la nuova campagna regionale contro l’Hiv/Aids per la Giornata mondiale del 1° dicembre. La Regione stanzia 2,5 milioni di euro per la formazione degli operatori sanitari e l’informazione della popolazione. I dati del Rapporto Aids 2013

Bologna – Diagnosi di infezione da Hiv in calo in Emilia-Romagna (300 nuovi casi nel 2013 rispetto ai 365 del 2012), ma non bisogna abbassare la guardia. Il Servizio sanitario regionale, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids, lunedì 1° dicembre, lancia la nuova campagna, “Proteggersi sempre. Discriminare mai”. Uno slogan ideato per contrastare, da un lato, la sottovalutazione del rischio e dall’altro lo stigma, il pregiudizio e la discriminazione nei confronti di chi è sieropositivo o malato di Aids.

I dati del rapporto della Regione, aggiornati a fine 2013, mostrano dunque un calo delle diagnosi di Hiv: un segnale importante, che deve però tenere conto del fatto che solo per un quarto delle diagnosi (23,8%) il test è stato effettuato perché la persona si è resa conto di aver tenuto comportamenti a rischio. Inoltre, la modalità di trasmissione è ormai quasi esclusivamente sessuale (88% nel 2013) e una persona su due (50,3%) scopre di aver contratto l’infezione quando è già in uno stadio avanzato della sieropositività, o addirittura quando è malata di Aids. C’è ancora poca consapevolezza sul fatto che una diagnosi tardiva non permette di accedere tempestivamente alle terapie antiretrovirali e ne riduce l’efficacia.

Informazione e prevenzione sono dunque importantissime. “Oggi c’è una cura, ma la lotta all’Aids non è affatto finita” è un altro messaggio della campagna, “non arrenderti al caso, nemmeno alla paura. Usa il profilattico e fai subito il test”. Il Servizio sanitario regionale garantisce il test Hiv gratuito e anonimo e promuove interventi educativi per favorire una sessualità consapevole e rapporti protetti. Per la Giornata mondiale del 1° dicembre tante le iniziative promosse in tutta la regione da Aziende sanitarie, associazioni di volontariato, enti locali. A partire dai test day per la diagnosi dell’Hiv, che sarà possibile effettuare in molte piazze dell’Emilia-Romagna sabato 30, lunedì 1 dicembre e in alcuni casi per tutta questa settimana. Per l’elenco delle iniziative, si può consultare il portale web del Servizio sanitario regionale www.saluter.it.

I fondi per formazione e progetti: dalla Regione 2,5 milioni

La Regione Emilia-Romagna ha destinato 1 milione di euro per finanziare il prossimo anno, anche sui temi dello stigma e della discriminazione, la formazione di medici, infermieri, personale ausiliario dei reparti ospedalieri di malattie infettive, dei servizi territoriali che si occupano di assistenza domiciliare alle persone con Aids e negli istituti penitenziari. Altri 1,5 milioni di euro sono destinati alle attività informative ed educative svolte dalle Aziende sanitarie negli Spazi giovani, alle iniziative rivolte alle donne migranti e a sostenere i progetti del Numero verde regionale Aids e del sito web Helpaids.
Il Numero verde Aids 800 856080 è gestito dall’Azienda Usl di Bologna per tutto il Servizio sanitario regionale (attivo dal lunedì al venerdì dalle 14 alle 18; il lunedì anche dalle 9 alle 12). Il sito internet www.helpaids.it è dedicato al tema e offre anche consulenze in anonimato, a cui risponde un’equipe di infettivologi, psicologi, ginecologi e ostetriche ed è gestito dalle Aziende sanitarie di Modena per tutto il Servizio sanitario regionale.

La campagna informativa

“E’ importante essere informati e comprendere che ogni diffidenza nei confronti di chi ha l’Hiv non è motivata”: la campagna regionale quest’anno dedica una attenzione particolare anche a contrastare lo stigma, il pregiudizio nei confronti delle persone sieropositive o malate di Aids. L’obiettivo è ricordare la discriminazione esiste ed è determinata solo da ignoranza e pregiudizio. Due le fasi in cui si articola la campagna: la prima, per la Giornata mondiale, prevede la diffusione di uno spot radio sulle principali emittenti radiofoniche dell’Emilia-Romagna (fino al 7 dicembre) e la distribuzione di un manifesto nelle sedi dei servizi delle Aziende sanitarie e nelle farmacie. La seconda fase, entro la fine dell’anno, vedrà la realizzazione di uno spot video e di cartoline informative per le sale d’attesa e per le sedi dei servizi delle Aziende sanitarie e per le farmacie. Sul web, in particolare, la Regione lancia nei prossimi mesi una campagna informativa specifica attraverso il motore di ricerca Google e il canale di video Youtube.

I dati sulle infezioni da Hiv in Emilia-Romagna

Nel 2013 (dati al 31 dicembre) le nuove diagnosi di infezione da Hiv tra i residenti in Emilia-Romagna sono state 300, pari a 6,7 casi ogni centomila abitanti, e mostrano un calo rispetto agli anni precedenti (365 nel 2012, 361 nel 2011, 389 nel 2010). Queste le caratteristiche prevalenti della persona sieropositiva, sempre nel periodo 2006-2013: maschio (il 72,7% dei casi), di età tra 30 e 39 anni (33,5%), di nazionalità italiana (70,9%). Il rapporto maschi/femmine è di 2,8 maschi sieropositivi per ogni donna, in leggero aumento. Tra le donne, la fascia di età con più diagnosi risulta più bassa rispetto ai maschi: 20-29 anni. La modalità di trasmissione principale si conferma essere quella sessuale: negli otto anni di osservazione ha raggiunto l’86,1% di tutte le diagnosi di Hiv (e l’88% nel solo 2013) e il 54,4% è dovuta a rapporti eterosessuali non protetti (31,7% omosessuali o bisessuali).

La percezione di aver adottato comportamenti a rischio tra le persone risultate positive all’Hiv è molto bassa: il 23,8% l’ha dichiarata come motivazione di esecuzione del test (mentre nel 48,2% dei casi per sospetta patologia correlata all’Hiv o per sospetta malattia a trasmissione sessuale). Il 20% di tutte le donne con diagnosi di Hiv ha scoperto di essere sieropositiva in occasione dei controlli per gravidanza (erano il 18,8% l’anno precedente). Le persone che giungono tardi alla diagnosi di infezione da Hiv – ovvero con Aids conclamato e/o con il sistema immunitario fortemente danneggiato (denominate “late presenters”) – sono il 50,3% di tutte le diagnosi Hiv nel periodo 2006-2013, mentre a livello nazionale la proporzione è maggiore: negli ultimi anni si è attestata intorno al 57%.

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