Quantcast

Il Municipale omaggia Richard Strauss con un ciclo di incontri

Sabato 22 novembre alle ore 17 presso il Ridotto del Teatro Municipale si terrà il primo dei tre incontri organizzati dalla Fondazione Teatri in collaborazione con i Centro Culturale Italo Tedesco di Piacenza in occasione del 150° anniversario della nascita di Richard Strauss

Più informazioni su

L’11 giugno del 1864, esattamente 150 anni fa, nasceva a Monaco di Baviera Richard Strauss, noto compositore e direttore d’orchestra tedesco del periodo tardoromantico. Ed è a lui che è dedicato un ciclo di tre incontri, dal titolo “Ciclo Strauss”, ad ingresso libero, che si terranno al sabato pomeriggio, precisamente il 22 novembre, il 29 novembre e il 13 dicembre, tutti alle ore 17 presso il Ridotto del Teatro Municipale. Organizzato dalla Fondazione Teatri di Piacenza in collaborazione con il Centro Culturale Italo Tedesco di Piacenza, il “Ciclo Strauss”, che rientra nelle attività promosse della Fondazione Teatri che vanno sotto il nome di “Educazione alla musica”, vuole essere un’occasione per conoscere ed ascoltare alcuni dei poemi sinfonici ed opere liriche composte da questo musicista tedesco che non è da confondere con gli Strauss viennesi, famosi compositori di musica da ballo, con i quali non aveva parentela.

Relatore in tutti e tre gli incontri sarà il musicologo Nicola Montenz, mentre al piano, nell’incontro di sabato 29 novembre, siederà Gianluca Piacenza.

La figura di Richard Strauss all’interno del panorama musicale internazionale è importante non solo perchè fu un compositore geniale, ma anche perchè ridefinì il ruolo del musicista nella società. Sebbene avesse già una solida base finanziaria (grazie alla famiglia materna), Strauss dimostrò che un compositore può vivere del suo lavoro. Nel suo tempo questo non era certo un concetto assodato. Fra le altre cose lavorò perché il compositore partecipasse agli utili per ogni esecuzione della sua musica. Partendo da questo principio giunse alla conclusione che il comporre fosse una professione vera e propria, e che quindi l’ammontare del compenso fosse comparabile a quello di un medico o di un giurista. Questo punto di vista era contrario al ruolo ricoperto fino ad allora dall’artista nella società. Per questa ragione Strauss dovette difendersi contro il rimprovero di essere particolarmente versato negli affari ma anche molto avaro, una cattiva fama che in parte gli resta ancora oggi. Per raggiungere questi suoi scopi, nel 1889 Strauss pensò di fondare una sorta di sindacato dei compositori assieme a Hans Sommer e Friedrich Rösch. Anche da questa sua iniziativa nel 1903 venne fondata la Società per i diritti nelle Rappresentazioni Musicali e nella Riproduzione Meccanica (la corrispondente tedesca della SIAE italiana). Da notare che la villa di Garmisch dove Strauss trascorse gli ultimi anni della sua vita era chiamata Villa Salome, perché acquistata con i diritti d’autore dell’opera omonima.

Volendo riassumere lo stile di Strauss, invece, si può notare che esso è molto vario e svincolato storicisticamente e quindi privo di un senso di evoluzione nel linguaggio che muta anche in maniera drastica e netta da una composizione all’altra. Si ha una prima fase in cui si trova un legame col romanticismo tedesco di Schubert, Schumann e Brahms, in cui compose la Burleske für Klavier und Orchester, in re minore. Una seconda fase, quella più lungimirante, è quella influenzata da Ritter, Liszt e Wagner, in cui Strauss compone i poemi sinfonici, per poi sfiorare quasi il primo espressionismo e la politonalità del primo Schonberg con Elektra, l’opera di Strauss più innovativa tra tutte le sue composizioni. L’ultima fase (il periodo di Die Frau ohne Schatten) vede invece un brusco ritorno al passato in cui Strauss si orienta verso un neoclassicismo manieristico e tonale ispirato alla musica del Settecento rivista in chiave ironica, alternato a fasi politonali più moderne rappresentate dai due cicli di lieder del 1918 e concluse con le Metamorfosi (Metamorphosen) per 23 solisti d’archi (1946) composte come commento alla catastrofe bellica. Nel 1948 Strauss completò il suo ultimo lavoro maggiore, Vier letzte Lieder, per voce femminile e orchestra (inizialmente per pianoforte) (rappresentata nel 1950), che rappresenta di certo la sua opera vocale più nota. Questi Lieder non erano stati concepiti come ciclo. La sua ultima composizione completa fu un ulteriore Lied per soprano e pianoforte, Malven, terminato il 23 novembre su testo di Betty Wehrli Knobel. La partitura venne scoperta solo nel 1982 nel lascito di Maria Jeritza. Malven venne eseguito per la prima volta nel 1985 nella Avery-Fisher-Hall di New York ed inciso nel 1990 con i Vier letzte Lieder. L’ultima composizione dell’artista, Besinnung, su testo di Hermann Hesse, per coro misto e orchestra rimase a livello di frammento.

Il primo incontro, che si terrà sabato prossimo 22 novembre e avrà come titolo “Richard Strauss: Un Identikit” sarà curato da Nicola Montenz, apprezzato musicologo piacentino; il secondo previsto per il 29 novembre dal titolo “Prima la musica, dopo le parole? Il Teatro di Richard Strauss” sarà strutturato come una conversazione-concerto, alternando ad interventi di Nicola Montenz l’esecuzione al pianoforte di brani del compositore tedesco a cura di Gianluca Piacenza. Infine, nel terzo incontro “Strauss e la Grecia. Diario di bordo di una passione ”, che si terrà il 13 dicembre, Montenz analizzerà la passione di Strauss per la mitologia greca che farà, infatti, da sfondo a molte delle sue opere liriche.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.