Quantcast

Il Po raggiunge quota 6 metri e 90, ora scende WEBCAM foto

Il Po è cresciuto lentamente per tutta la giornata e la notte di mercoledì. Alle 22,30 di giovedì 13 novembre, a Piacenza, ha raggiunto quota di 6 metri e 90

Più informazioni su

AGGIORNAMENTO – Il Po è cresciuto lentamente per tutta la giornata e la notte di mercoledì. Alle 22,30 di giovedì 13 novembre, a Piacenza ha raggiunto il picco della piena a quota di 6 metri e 90, poi è cominciata una lenta discesa. Alle 8 e 30 di venerdì il livello si assesta sui 6 metri e 80.

“La piena – ha spiegato Massimo Valente di Aipo – ha raggiunto quota stabile. Nella tarda serata, nelle prime ore della notte, si comincerà a registrare il calo”.

GUARDA LA WEBCAM IN DIRETTA DI ADYDA

La situazione (come si vede dalle foto) è sotto costante monitoraggio. Da segnalare l’allagamento anche del vallo delle mura verso piazzale Milano. 


GUARDA LA SITUAZIONE SUL SITO DI ARPA

Sale il livello del Po: chiusa via Nino Bixio

Il Comune di Piacenza rende noto l’allerta meteo ricevuto dall’Agenzia regionale di Protezione civile, valido sino alle ore 24 di venerdì 14 novembre.
E’ previsto (stando alle segnalazioni dell’Aipo) l’innalzamento del livello del Po nella serata odierna fino a 6 metri, ed è stata pertanto chiusa via Nino Bixio nel tratto sottostante il ponte ferroviario; domani il Po raggiungerà i 7 metri di altezza.

Inoltre, per quanto riguarda la macroaree della pianura di Piacenza e Parma e dei bacini dei fiumi Trebbia e Taro, la Regione Emilia-Romagna fa presente che l’allerta è di livello 2 (possibilità di elevato pericolo per la popolazione e danni gravi sulla zona di allertamento), con pioggia e criticità idrogeologiche.

In queste zone, nelle prossime 24 ore, sono previste elevate precipitazioni nell’ordine di 45 mm; è prevista però una tendenza ad esaurimento a partire dalla tarda mattinata di giovedì 13 novembre.

L’Agenzia regionale di Protezione Civile dell’Emilia-Romagna ha pubblicato sul web una serie di raccomandazioni alla cittadinanza sul comportamento da tenere in caso di criticità meteorologiche, consultabile al link http://www.protezionecivile.emilia-romagna.it/allerte-regionali/allegatitemporali.pdf.

FASE DI ALLERTA ED ATTENZIONE, IL CONSORZIO DI BONIFICA DI PIACENZA HA ATTIVATO LA FUNZIONALITÀ DEI PROPRI IMPIANTI E PRESIDIA LE ZONE NEVRALGICHE
Tecnici e personale specializzato al lavoro h24 per la sorveglianza delle operazioni di smaltimento delle acque

Piacenza, 12 novembre 2014 – Nel corso della giornata odierna il Consorzio di Bonifica di Piacenza ha attivato la funzionalità dei suoi impianti grazie ai propri tecnici ed al personale specializzato che, con osservazioni dirette e continue delle condizioni meteorologiche e dell’innalzamento di livello del fiume Po, presidiano le zone nevralgiche della provincia. L’avviamento degli impianti si è reso necessario a seguito degli avvisi di allerta meteo da parte dei tecnici di ARPA e degli uomini della Protezione civile che hanno comunicato l’inizio della “fase di allerta ed attenzione”.

Nella zona della Val Tidone è operativo l´impianto idrovoro di Casino Boschi, nel comune di Sarmato, per lo scarico e lo smaltimento delle acque di pianura nel fiume Po; qui il Consorzio ha avviato la fase di sorveglianza notturna dell´impianto attivando la reperibilità delle proprie squadre di pronto intervento.

Nel comprensorio della Val Trebbia e della città di Piacenza la messa in funzione degli impianti idrovori di Finarda e Armalunga sta consentendo il deflusso rispettivamente delle acque cittadine e dell´area suburbana nordorientale di Piacenza; anche qui la fase di prevenzione è stata avviata con la sorveglianza notturna degli impianti e la reperibilità delle squadre di pronto intervento. Nella mattinata di domani è prevista l´installazione della motopompa nella zona di Calendasco.

Nella Zona del Basso Piacentino sono in funzione gli impianti idrovori di Zerbio e di Fossadello di Caorso, per lo scolo delle acque della pianura retrostante nel fiume Po. La motopompa di emergenza è già stata posizionata, pronta all’attivazione qualora se ne verificasse la necessità. La sorveglianza notturna degli impianti e la reperibilità delle squadre di pronto intervento consentono un controllo completo del territorio, così come nel comprensorio della Val d’Arda.

In allerta infine anche il personale specializzato delle dighe del Molato in val Tidone e di Mignano in val d´Arda, ma i livelli di entrambi gli impianti non destano al momento situazioni preoccupanti. L’Ufficio Tecnico del Consorzio di Bonifica di Piacenza sarà comunque attivo sino alla conclusione della fase emergenziale di allerta.

 
ESONDANO CANALI NEL PIACENTINO, TIMORE PER LA PIENA DEL PO
Confagricoltura: danni nelle campagne e paura per le aziende

In queste ore il pensiero torna al 1994 ed al 2000, la piena del Po, che doveva attestarsi attorno ai sei metri, prosegue inesorabile verso i sette attesi in giornata. Intanto dalle campagne arrivano le telefonate allarmate a Confagricoltura Piacenza.

“Registriamo l’esondazione di alcuni canali nella zona di Monticelli – riporta Luigi Sidoli, direttore di Confagricoltura Piacenza – in località Valli e in località Crocina a Monticelli è esondato il Cavo Gambina, un canale privato; A San Nazzaro ci sono aziende già allagate. A Piacenza è esondato il Riello; dalla zona di Castel San Giovanni riferiscono che a Calendasco e Rottofreno il Po è al limite dell’argine maestro mentre le zone golenali sono già allagate. Auspichiamo che la situazione possa rimanere sotto controllo, dato che per quanto riguarda i danni in campagna è già un bollettino di guerra”. Le piogge persistenti hanno aumentato oltre il previsto il rischio di esondazione dei fiumi e già fatto registrare l’esondazione di canali, gli allagamenti non si contano, così come i ristagni sulle colture che rischiano di essere compromesse. I giallumi per asfissia radicale sulle colture autunno vernine saranno sicuramente un tratto distintivo della campagna nei prossimi mesi.

“Ora va gestita l’emergenza – rincara Sidoli – solo superata la fase critica sarà possibile effettuare una stima, che già si profila significativa, dei danni. Purtroppo, le conseguenze di un’errata gestione ambientale ci stanno proiettando da un’emergenza all’altra”. Gli alvei dei corsi d’acqua sono coperti di vegetazione e di materiali inerti, ma soprattutto di regole e di divieti, tanto da essere praticamente intoccabili. Sono diventati il regno ingovernato di animali che mettono a repentaglio la tenuta delle arginature. “Gli agricoltori non nascondono tutta la loro rabbia nell’assistere impotenti non tanto alle conseguenze del maltempo, quanto alla mancanza di una consapevolezza comune sulle cause che le hanno generate. Bisognerebbe – conclude Sidoli – cominciare a resettare tutte le politiche del territorio e rifondarle prendendo lezioni dal passato”.

Po, foto panoramica

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.