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Jazz, Bennie Maupin Quartet al Milestone

Domenica 30 novembre 2014, alle ore 18:00 il Milestone di via Emilia Parmense 27, sede del Piacenza Jazz Club, riceve la visita di una leggenda del Jazz alla testa del Bennie Maupin Quartet: Bennie Maupin al saxofono tenore e soprano, clarinetto basso e flauto, con Michal Tokaj al pianoforte, Michal Baranski al contrabbasso e Lukasz Zyta alla batteria e percussioni. 

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Domenica 30 novembre 2014, alle ore 18:00 il Milestone di via Emilia Parmense 27, sede del Piacenza Jazz Club, riceve la visita di una leggenda del Jazz alla testa del Bennie Maupin Quartet: Bennie Maupin al saxofono tenore e soprano, clarinetto basso e flauto, con Michal Tokaj al pianoforte, Michal Baranski al contrabbasso e Lukasz Zyta alla batteria e percussioni.

Facciamo notare che il concerto avrà luogo nel tardo pomeriggio di domenica, alle ore 18 (la sala aprirà alle ore 17:30) e sarà riservato ai soci Pc Jazz Club e Anspi, ma con ingresso a pagamento di 8 euro. Bennie Maupin, leggenda del jazz, allievo di Coltrane, ha iniziato la sua carriera con lo studio del saxofono per poi approfondire, grazie a Larry Teal, quello del flauto, trasferendo su quest’ultimo strumento alcuni aspetti della tecnica del sax. La sua esperienza come clarinettista è iniziata nel ’65, quando si è trasferito dalla California a New York dove ha iniziato a lavorare con giganti del Jazz tra cui Roy Haynes, Horace Silver, Pharoah Sanders, Freddie Hubbard, Jack DeJohnette, Andrew Hill, Eddie Henderson, Woody Shaw, Lee Morgan, McCoy Tyner e Marion Brown.

Ha preso parte all’incisione degli album “Bitches Brew”, “Jack Johnson” e “On the Corner” di Miles Davis. Ha collaborato con Herbie Hancock facendo parte dei “Headhunters” e del sestetto “Mwandishi”. Come solista Maupin ha registrato nel corso della sua carriera diversi album, tra cui “Jewel in the Lotus” nel 1974, “Slow Traffic Move Right” nel 1976, “Moonscapes” nel 1978 e “Driving While Black” nel 1998. Una vita dentro la storia del jazz. E quando si parla di storia si parla del passato, ma anche delle basi su cui poggia il futuro. Tutto questo è Bennie Maupin, che vive un presente di meraviglie musicali. Può essere diversamente per un musicista che ha costruito sui tasti della propria versatilità la storia universale del jazz? Se credete che stiamo esagerando date uno sguardo a quello che Bennie ha fatto fino ad oggi: negli ultimi decenni, quando il jazz voltava pagina e segnava un momento epocale, lui c’era. C’era, e da protagonista, col Miles Davis di Bitches Brew. C’era con Herbie Hancock quando scriveva gli spartiti più importanti della sua carriera e destinati ad aprire una nuova, indelebile era nella musica mondiale.

Esageriamo? Per chi ha avuto colleghi e amici come, tra gli altri, Miles, Hancock, Wayne Shorter, Joe Zawinul, Chick Corea, John McLaughlin, Dave Holland, Jack DeJohnette, Mccoy Tyner, Horace Silver, non ci sembra di esagerare per niente. E facciamo fatica a contenere l’emozione di avere la possibilità di ascoltare oggi questo straordinario musicista che – alternando tra le sue dita il clarinetto basso, il flauto e i sax tenore e soprano – sa colorare la scena jazz di atmosfere indimenticabili, preziose, imperdibili. Illuminante per comprendere il musicista è la parte determinante che Miles Davis volle assegnare a Maupin in Bitches Brew, laddove è il suo clarinetto basso a conferire un colore assolutamente unico alle tessiture strumentali di una delle pietre miliari della musica del Novecento, destinata poi a vantare decine di imitatori.

A partire dagli anni ’60 Maupin ha frequentato assiduamente la Polonia, dove ha avviato una serie di collaborazioni con diversi musicisti. Da qualche anno lavora con alcuni giovani musicisti polacchi, con i quali ha dato vita ad uno splendido e maturo quartetto che avremo il privilegio di ascoltare al Milestone.

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