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Le Rubriche di PiacenzaSera - Cinema

Le recensioni di PcSera: Interstellar

Esattamente quello di cui avevate bisogno, la 1.001esima recensione su Interstellar. Mai visto tanta gente occuparsi di tunnel nello spazio-tempo (WORMHOLE!!!) come nell’ultimo mese. E’ il problema delle troppe aspettative: Christopher Nolan sta diventando come David Foster Wallace (anche se ormai decisamente più mainstream), tutti ne sappiamo tantissimo e ne parliamo perlopiù a sproposito. 

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Esattamente quello di cui avevate bisogno, la 1.001esima recensione su Interstellar. Mai visto tanta gente occuparsi di tunnel nello spazio-tempo (WORMHOLE!!!) come nell’ultimo mese. E’ il problema delle troppe aspettative: Christopher Nolan sta diventando come David Foster Wallace (anche se ormai decisamente più mainstream), tutti ne sappiamo tantissimo e ne parliamo perlopiù a sproposito. Siamo tutti affascinati dal cinema di Nolan, da Memento fino a Inception, adoriamo le sue strutture a incastro, anche quando le infila dappertutto apparentemente a sproposito. Sembrano tutti degli esercizi di stile i suoi film, ma che stile. Interstellar è un film di sentimenti tra genitori e figli. Parla di amore, fiducia, delusione e tradimento. 
 
L’amore che vince tutto e trascende il tempo e lo spazio (mmmmmmm). MA: Interstellar non mi ha commosso e io mi commuovo anche se guardo Dragon Trainer 2 quindi rimane un film freddo anche se parla d’amore. Anche se TUTTO il cinema di Nolan parla d’amore. Poi è anche un film di fantascienza pre-apocalittico, ambientato in un futuro dove siamo troppi, l’aria sulla terra è sempre meno respirabile, il cibo scarseggia e i raccolti marciscono. Dobbiamo andarcene o moriremo tutti (o noi o qualche tonnellata di embrioni congelati). Allegria. Positività. Niente sconti alla Madonna. Fino alla prima spiegazione della NASA (inclusa la NASA stessa caduta in declino), che introduce i personaggi degli scienziati Anne Hathaway e Michael Caine, altra relazione genitore-figlio, è tutto magnifico. 
 
Il protagonista è un ex pilota di navi spaziali e viene scelto per attraversare il wormhole e andare a cercare il pianeta alternativo dove spostare (parte del) l’umanità (rimasta). E qual è la cosa più spaventosa del film? Il tempo. O meglio, il diverso trascorrere del tempo tra la dimensione terrestre e quella dello spazio. Il protagonista si ritrova a dire alla figlia decenne “Sai, quando tornerò da questo viaggio nello spazio (per trovare un mondo vivibile per te e per i tuoi figli – no, questo non lo dice) potremmo essere coetanei”. 

Strazio. Urla. Pianti. Tutto doveroso. Dalla partenza in avanti si alternano scene magnifiche e problemi di plausibilità non indifferenti. Per rispetto di quei tre rimasti che devono ancora vederlo non procediamo oltre.

 
Ma facciamoci qualche domanda e diamoci qualche risposta:
 
E’ un film pretenzioso? Sì
 
Ma anche coraggioso? Sì
 
E’ un film visivamente molto interessante? Sì
 
Ci interessa la verità scientifica in un film hollywoodiano? No
 
Ci aspettavamo il nuovo 2001? No
 
Abbiamo capito cos’è il tesseratto? Sembrava più chiaro in The Avengers
 
Matthew Mc Conaughey funziona più in True Detective che in Interstellar? Sì
 
Perché il 2014 e’ l’anno di Matthew McConaughey e direi che su questo siamo tutti d’accordo. Dai filmetti con Jennifer Lopez a Nolan passando per Oscar e Golden Globe abbiamo assistito al grande salto di Matthew, e abbiamo anche imparato a scrivere il suo cognome (per la pronuncia, magari ci alleniamo ancora un po’). Se dovessero servire conferme, citiamo i classici: Asia Argento ha recentemente postato questo tweet:“If you’d told me that one day the McConaughey would have become my favorite living actor I’d have spat in your face” (Se qualcuno mi avesse detto che un giorno McConaughey sarebbe diventato il mio attore vivente preferito gli avrei sputato in faccia”). 
 
QUESTA è consacrazione, altro che la stella sulla Walk of Fame.

Barbara Belzini 

tw:@BarbaraBelzini

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