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Maltempo, nuova allerta in Emilia Romagna fino alle 24 di lunedì

Una perturbazione atlantica, dal pomeriggio di oggi, sarà la causa di una nuova e progressiva fase di maltempo che interesserà buona parte del territorio italiano, partendo dalle regioni nord-occidentali per poi estendersi a quelle centrali tirreniche e al triveneto.

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Una perturbazione atlantica sarà la causa di una nuova e progressiva fase di maltempo che interesserà buona parte del territorio italiano, partendo dalle regioni nord-occidentali per poi estendersi a quelle centrali tirreniche e al triveneto.

Una allerta meteo per l’arrivo di temporali per la potenziale conseguente criticità idrogeologica e idraulica è stata emessa dalla protezione civile dell’Emilia-Romagna. Durerà 32 ore, dalle 16 di domenica fino alla mezzanotte di lunedì. Sono interessati dall’allerta i bacini di Reno; Secchia-Panaro, Trebbia-Taro e la pianura di Parma-Piacenza.

IL QUADRO DELLA SITUAZIONE

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso, quindi, un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino di criticità consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

In particolare, l’avviso prevede dal pomeriggio di oggi, domenica 30 novembre, precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, su Liguria e Piemonte, precipitazioni che dalla serata interesseranno anche Sardegna, Lazio, Veneto e Friuli Venezia Giulia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per oggi criticità rossa per rischio idrogeologico sui settori di ponente della Liguria e sul bacino veneto del Piave pedemontano. Criticità arancione, sempre per rischio idrogeologico, è stata invece valutata sul settore centrale ligure e sui bacini nord-occidentali del Veneto, mentre per rischio idraulico sulle zone dell’alto Brenta-Bacchiglione-Alpone. Infine, sulle restanti zone di Liguria e su gran parte del resto del Veneto è stata valutata una criticità gialla, così come per il Friuli Venezia Giulia, per la Lombardia di nord-ovest, per buona parte del Piemonte, per le coste tirreniche di Toscana e Lazio centro-settentrionale e per l’intera Sardegna.

È utile ricordare che le valutazioni di criticità idrogeologica (su tre livelli: rossa, arancione e gialla) possono includere una serie di danni sul territorio. In particolare, la criticità rossa indica la possibilità di: estese frane superficiali e colate rapide detritiche o di fango; possibili attivazione o riattivazione di fenomeni di instabilità dei versanti, anche profonde e di grandi dimensioni; possibile caduta massi. Ingenti ed estesi danni a edifici e centri abitati, infrastrutture, beni e servizi, sia prossimi sia distanti dai corsi d’acqua, o coinvolti da frane o da colate rapide. Grave pericolo per la pubblica incolumità.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile, insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

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