Mattone, su la pressione fiscale sulla seconda casa. Da Ici a Imu+Tasi, +142%

Per quanto riguarda il confronto tra Ici 2011 e Imu+Tasi 2014 la variazione è molto più evidente: del 142%, in media comunque con le altre città italiane. Una casa a canone libero, con una rendita catastale media cittadina passa da 367euro a 888euro. 

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Le tasse sul mattone sono sempre più pesanti. Qualsiasi proprietario di casa se n’è accorto ed i dati, usciti dallo studio elaborati dal Caf Acli per il “Sole 24 Ore”, a pochi giorni dalla scadenza del saldo dell’Imu (16 dicembre), lo confermano: “la tassa sui servizi comunali spinge oltre il 10 per mille – scrive il giornale economico – l’aliquota media complessiva sui fabbricati diversi dalla prima casa nei Comuni capoluogo di provincia”. Sull’abitazione principale, invece, come è noto, si paga soltanto la Tasi: “il prelievo medio – si legge – arriva al 2,6 per mille, più del doppio di quello standard fissato dalla legge (1 per mille)”.

Ma qual è la realtà piacentina? Per quanto riguarda la Tasi, in confronto all’Imu sulla prima casa 2012, la variazione è del 2% (non eccessiva rispetto al 1.601% di Trapani città che ha avuto il maggior rincaro che vede al suo opposto, in classifica Treviso e Ragusa con il -100%). Il giornale economico fa il calcolo sulla rendita media cittadina e una famiglia con due adulti ed un figlio di 10 anni, reddito medio 35mila euro, Isee 28mila euro: la variazione è da 152euro a 156euro.

Per quanto riguarda il confronto tra Ici 2011 e Imu+Tasi 2014 la variazione è molto più evidente: del 142%, in media comunque con le altre città italiane. Una casa a canone libero, con una rendita catastale media cittadina passa da 367euro a 888euro.

La pressione fiscale sul mattone aumentata, quindi. E le premesse per il futuro non lasciano ben sperare. “Si profila una nuova tassa unica – si legge – che il Governo ha intenzione di inserire nella legge di stabilità nel suo passaggio al Senato”. Sulla abitazione principale verrà reintrodotta una detrazione standard (100 euro) tesa a riportare progressività. “Ma permetterà di alzare l’aliquota sino al 5 per mille. Tetto massimo al 12 per mille sugli altri immobili con un’impostazione che può dare spazio a nuovi rincari”.

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