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Milestone, lunedì riflettori accesi su “The golden circle”

I nomi dei protagonisti di questa eccezionale serata non hanno certo bisogno di presentazioni, perché sono già da tempo entrati di diritto nella élite del jazz internazionale

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LUNEDì 10 OTTOBRE ORE 21.15

THE GOLDEN CIRCLE

AL MILESTONE DI PIACENZA

Fabrizio Bosso (tromba) – Rosario Giuliani (sax) – Enzo Pietropali (contrabbasso) – Marcello di Leonardo (batteria)

I nomi dei protagonisti di questa eccezionale serata non hanno certo bisogno di presentazioni, perché sono già da tempo entrati di diritto nella élite del jazz internazionale, ma il loro progetto merita di essere raccontato in dettaglio. Nel 1965 al “Golden Circle”, locale jazz di Stoccolma, Ornette Coleman, dopo una lunga assenza dalle scene, registra un doppio album live dalle sonorità e timbriche innovative. E’ il suo primo album con la Blue Note e rappresenterà una chiave di volta della sua carriera.

Da questo live leggendario prendono spunto quattro grandi jazzisti Italiani: Fabrizio Bosso, Rosario Giuliani, Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo. Formano un “cerchio d’oro” immaginario, dove racchiudono le loro esperienze, abbandonano per una volta i panni di leader e mettono al servizio di una band vera e propria tutta la loro grandezza di interpreti e compositori. Non si tratta solo di un tributo ad Ornette Coleman ed alla sua musica, ancora oggi inaspettatamente “moderna” dopo 50 anni, ma più un pretesto per provare ad avvicinarsi a quello che Coleman chiamava “The New Thing”. Come si riproduce il “free jazz”? Esiste un canone artistico, un paradigma espositivo su cui fare leva per tentare le ri-creazione di un atto che, per sua stessa definizione, è unico? No. Non nei parametri che applichiamo ad altri generi.

La cifra artistica del quartetto è, dunque, nella mediazione che offre, e Giuliani, Bosso, Pietropaoli e Di Leonardo applicano un codice comportamentale che li rende attenti ai princìpi del brano, ma al contempo liberi di scivolare lungo altre direttive. Il quartetto italiano non fa nulla per nascondere come a interessare qui, ora, non sia la mera riproposizione dei successi di Coleman, bensì l’esplorazione delle origini della new thing colemaniana. Ma a farla da padrona non è la nostalgia per la rivoluzione, quanto piuttosto una rappresentazione della stessa, ovviamente filtrata dall’esperienza accumulata dai quattro musicisti. Rosario Giuliani e Fabrizio Bosso, ad esempio, ex enfant prodige del jazz europeo, sono oggi realtà che annoverano collaborazioni con Franco D’Andrea, Phil Woods e Randy Brecker, tra gli altri.

Mentre Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo, dopo le collaborazioni con Danilo Rea (Doctor 3) e la grandissima Maria Pia De Vito agli esordi, hanno saputo costruire una carriera che li pone al di sopra di ogni possibile sospetto. Il progetto “Golden Circle” è un elegante ibrido che si pone come mediazione tra due epoche distanti tra loro: la contemporaneità e il futuro prossimo di Ornette Coleman; un Coleman che, nel 1965, bucava il silenzio con due serate al Golden Circle di Stoccolma e i musicisti sembrano dirci quello che lui ripeteva sempre: “This is our music”!

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