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“No Tax Day”. Papamarenghi (FI): “Bonus di 80 euro pagato con nuova Imu sui terreni”

In occasione del "No tax day", promosso da Forza Italia in piazza San Fedele a Milano, per dire no alla pesante tassazione sulla casa pubblichiamo l’intervento del responsabile provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi

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In occasione del “No tax day”, promosso da Forza Italia in piazza San Fedele a Milano, per dire no alla pesante tassazione sulla casa pubblichiamo l’intervento del responsabile provinciale di Forza Italia Jonathan Papamarenghi

Nasce dal Decreto Legge 66/2014 – quello del famoso bonus degli 80 euro di Renzi – lo scandaloso taglio ai trasferimenti da Stato a Comuni (trasferimenti di tasse che gli italiani, ed i piacentini, continueranno a pagare in ugual modo e che in passato tornavano, in quota parte, ai nostri territori) che, comunicati solo ieri, pesano in modo insostenibile anche sul territorio piacentino.

Già nell’aprile di quest’anno il governo, ufficializzando il controverso bonus degli 80 €, stabilì che la copertura del provvedimento sarebbe arrivata per almeno 350 milioni di euro dall’introduzione o dalla modifica della nuova IMU sui terreni.

Il testo non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale eppure la drammatica sorpresa per molti Comuni piacentini è arrivata, quantificata nella sua entità, solo ieri con una comunicazione relativa il taglio al fondo di solidarietà comunale a fronte di ipotetici maggiori introiti IMU sui terreni.

Tutti i proprietari di terreni, dunque, anche compresi in zone effettivamente svantaggiate perché di collina, si troveranno a dover pagare al 16 di dicembre cifre esorbitanti per una vera e propria patrimoniale statale che pesa, questa volta, sui terreni.

Siamo dunque all’ennesimo schiaffo plateale allo Statuto del contribuente praticato per mano del Governo: a fine anno si ufficializza una tassa retroattiva già calcolata per l’anno 2014.

Tale tassa, di cui i cittadini non sanno nulla e poco sanno anche gli Enti Locali coinvolti, pur non essendo ancora ufficialmente istituita già preannuncia effetti devastanti sui nostri comuni e sui cittadini che si troveranno a dover pagare. Penso, per esempio, ai 172 mila euro tolti di punto in bianco al Comune di Lugagnano, ai 220 mila euro tagliati al comune di Ziano, ai 180 mila di Travo, ai 173 mila euro di Bettola, giusto per citarne alcuni.

Dobbiamo ringraziare il Governo Renzi ed in particolare il Ministero dell’Economia che disinteressandosi delle nostre realtà hanno inventato questa nuova vergognosa tassa. Come al solito, però, si presentano agli italiani solo per gli slogan e le belle parole, scaricando l’iniziativa obbligata sulle spalle dei Comuni incaricati di applicare la tassa.

Una imposta questa nuova IMU, che va a colpire zone fortemente svantaggiate e pregiudicate, dove le rese agricole sono molto basse o, più spesso, completamente assenti.

L’effetto sarà quello di dare il colpo di grazia ai presidi agricoli di collina, già in situazioni durissime, con l’immediata conseguenza dell’abbandono completo delle nostre campagne e la conseguente assenza assoluta di manutenzioni al territorio, prima causa, con le attuali precipitazioni, del dissesto idrogeologico.

Finito lo show trasmesso dai media di tutta Italia nei seguenti gli eventi atmosferici calamitosi, il centrosinistra smentisce tutti i buoni propositi dichiarati soffocando con la tassazione gli ultimi a presidiare i nostri territori: gli imprenditori agricoli.

Ancor più pesante sarà l’imposta per i tantissimi piccoli proprietari (quasi chiunque in collina) di appezzamenti oggi completamente incolti perché non esiste più la sostenibilità economica del coltivarli. Questi pagheranno un imposta maggiorata e senza alcuna franchigia, arrivando, in moltissimi casi, ad esborsi di diverse migliaia di euro pur a fronte di nessuna produttività del bene.

Si continua quindi a tassare la proprietà e non la resa effettiva del bene.

Altro aspetto molto controverso è il metodo di valutazione grazie al quale i cittadini dei nostri Comuni vedono o meno l’esenzione dalla tassa in base all’altitudine: non si è valutata l’altitudine media del comune o quella dei singoli appezzamenti, bensì quella del capoluogo (nel caso di Lugagnano a 229 m s.l.m. mentre la maggior parte degli appezzamenti è in colline/montagna), obbligando così tutti al pagamento del balzello.

Come Sindaco sono scandalizzato da questo ennesimo attacco alla proprietà ed ai nostri territori perpetrato da un Governo di soli slogan (utili ai fini elettorali come dimostrato alle ultime europee ma drammatici per i nostri concittadini). Come Segretario Provinciale di Forza Italia chiederò invece attraverso i nostri referenti locali un incontro con ANCI (associazione nazionale comuni italiani) nonché con le Associazioni di Categoria del mondo agricolo per opporre con tutte le forze il “no” a provvedimenti che rischiano di uccidere le nostre attività agricole di collina e montagna e di soffocare tutti i contribuenti.

Se sarà necessario, nell’interesse dei nostri territori e dei nostri concittadini, saremo pronti a scendere in piazza per contrastare un Governo che senza alcun confronto con gli enti locali usa gli stessi come esattori obbligati per nuovi balzelli con i quali non aggiusta i conti statali ma finanzia le sue iniziative propagandistiche.

LE ALIQUOTE

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