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Partito dall’Eima il road show dei giovani di Confagricoltura. I piacentini

I giovani piacentini testimonial dei percorsi di crescita in agricoltura

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E’ partito il 13 novembre dall’Eima il “Road Show dei Giovani di Confagricoltura”: un tour nazionale che regione per regione, attraverso una ventina di tappe presenterà sul territorio le attività di Anga, per l’appunto, l’associazione dei giovani di Confagricoltura, illustrando il panorama delle opportunità a disposizione degli under 40 insediati o che intendono insediarsi in agricoltura. L’obiettivo è quello di sviluppare un piano di crescita dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura e promuovere il ricambio generazionale.

“Partiamo dall’Eima, la regina delle fiere della meccanizzazione, con la prima tappa del nostro Road show. Siamo uno dei Paesi UE con il più basso tasso di ricambio generazionale e la disoccupazione giovanile supera il 40%. Lo spazio per l’inserimento dei giovani in agricoltura c’è e noi abbiamo l’ambizione di affiancare l’aspirante agricoltore, o chi è già insediato, per aiutarlo a crescere professionalmente”. Lo ha detto Raffaele Maiorano, presidente dell’Anga, inaugurando a Bologna il tour nazionale a tappe, organizzato per presentare le opportunità che offre l’associazione.

Testimonial del percorso di crescita realizzato in agricoltura e all’interno dell’associazione sono stati anche i due giovani imprenditori piacentini Enrico Chiesa e Luca Segalini, rispettivamente presidente di Confagricoltura Piacenza e presidente regionale di Anga. A partecipare all’evento, giunto da Piacenza, un gruppo di trenta giovani guidati dal presidente della sezione territoriale di Anga, Matteo Cattivelli.

L’Italia è un paese di aspiranti imprenditori e se in agricoltura ci sono solo 59.000 giovani aziende, pari al 7,2% del settore, a parere dei giovani di Confagricoltura, si può fare di più. L’Emilia Romagna rappresenta il 12% dell’agricoltura italiana e i giovani agricoltori sono solo il 3,6 del totale. Crescono, dal 2000, la superficie media aziendale, i capi allevati e il numero di occupati. “Le premesse ci sono tutte – ha sottolineato Chiesa nel suo intervento – per incrementare la crescita dell’imprenditorialità giovanile in agricoltura. Io stesso sono cresciuto in Anga e non posso che testimoniare l’utilità di partecipare all’associazione che a Piacenza è particolarmente attiva”. Matteo Cattivelli, presidente di Anga Piacenza, ha infatti recentemente avviato un piano d’azione su più livelli: nazionale, regionale e provinciale, fondato sull’informazione e sulla formazione. A Piacenza Anga ha aperto uno sportello giovani e sta organizzando corsi di lingua inglese, recepisce dal territorio le esigenze per poi catalizzarle a livello regionale e nazionale sull’elaborazione di proposte normative che possano rendere più attrattivo per i giovani il mondo agricolo.

“In tutto questo percorso virtuoso – ha sottolineato Chiesa – il primo passo lo devono fare i giovani ed è partecipare, aderire ad Anga”. “Da sempre Anga Emilia Romagna è a fianco dei giovani agricoltori in tutte le fasi di sviluppo dell’impresa, soprattutto in un momento come quello attuale caratterizzato da una rapida evoluzione del settore e dall’avvio del nuovo Programma regionale di Sviluppo Rurale” – ha detto il presidente dei giovani di Confagricoltura Emilia Romagna Luca Segalini. “Il Road show fa conoscere a tutti coloro che ancora non si sono avvicinati alla nostra associazione, le opportunità offerte da Anga: la formazione, il confronto con realtà diverse a livello nazionale e le iniziative messe in campo spesso consentono di raggiungere risultati che le singole aziende difficilmente conseguirebbero”.

S’invia, inoltre, la fotografia (da sin.) di Raffaele Maiorano e Luca Segalini, rispettivamente presidente nazionale e presidente Emilia Romagna di Anga.

AGRINSIEME VERSO LA PRIMA CONFERENZA ECONOMICA

Vertici di Confagricoltura Piacenza a Roma il 18 novembre

Il 18 novembre si terrà a Roma, all’auditorium della Conciliazione, la prima conferenza economica di Agrinsieme dal titolo ”#Campoliberofinoinfondo. Dai falsi miti ai veri punti di forza: ripartire per un agroalimentare competitivo”. Scopo dell’iniziativa è presentare a Governo ed Istituzioni la strategia di rilancio per un nuovo modello agroalimentare italiano, asset con enorme potenziale di crescita, soprattutto sui mercati internazionali.

All’evento sono stati invitati e parteciperanno il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, delle Politiche Agricole Maurizio Martina, delle Politiche del Lavoro Giuliano Poletti, della Salute Beatrice Lorenzin, dell’Ambiente Gianluca Galletti e il vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda. Presenti per Confagricoltura Piacenza il presidente, Enrico Chiesa, i due vicepresidenti, Giovanna Parmigiani e Filippo Gasparini con il direttore, Luigi Sidoli, e alcuni membri della Giunta Esecutiva: Michele Rossi, Stefano repetti e Luca Segalini. Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari, che a sua volta ricomprende Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) avanzerà proposte molto chiare durante quella che si preannuncia come una grande occasione di confronto e presentazione della nostra visione dello sviluppo del sistema agroalimentare. “Per un’agroalimentare realmente competitivo – spiega Mario Guidi, coordinatore di Agrinsieme e presidente nazionale di Confagricoltura – sono necessari interventi in grado di liberare risorse e sciogliere vincoli che oggi frenano le enormi potenzialità del comparto, da quelli logistici a quelli infrastrutturali, da quelli ambientali a quelli relativi al mercato del lavoro”.

L’auspicio di Agrinsieme è il superamento di una visione conservativa del sistema agroalimentare e un processo di riorganizzazione e di integrazione dell’intera filiera, che si sposi con le nuove logiche produttive e di crescita sui mercati mondiali. L’agroalimentare è, infatti, l’unico settore che in questi anni di crisi ha resistito, confermandosi uno dei pilastri portanti del tessuto socio-economico nazionale, rappresentando il 9% del Pil (il 15% comprendendo la distribuzione) e il 14% degli occupati. Tuttavia, affinché il settore possa continuare a generare benessere per i nostri territori, occorre una maggiore attenzione da parte delle Istituzioni, attraverso scelte di politiche economiche che siano in grado di incidere profondamente sui veri fattori di competitività delle nostre aziende.

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