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Regionali. Garagnani “Vedo in Fd’I una volontà di novità”

L’ex parlamentare del Pdl Fabio Garagnani ha introdotto la conferenza stampa promossa da Fratelli d’Italia nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 13 novembre, in saletta Cattivelli del Comune di Piacenza

“In Emilia Romagna c’è bisogno di persone fuori da certi schemi consociativi, che possano essere promotori di un’idea di libertà. La sinistra muta nel tempo, ma è sempre la stessa. Il rischio è una totale irrilevanza del centro destra, preso tra il Movimento 5 Stelle, e il centro sinistra che fa opposizione a se stesso, di fronte a un sistema di potere che sicuramente non è degradato ma che sta segnando il passo rispetto a altre Regioni come Lombardia e Veneto”. Così l’ex parlamentare del Pdl Fabio Garagnani ha introdotto la conferenza stampa promossa da Fratelli d’Italia nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 13 novembre, in saletta Cattivelli del Comune di Piacenza, cui hanno preso parte anche Tommaso Foti e Anna Gregori, candidati al consiglio regionale per Fd’I-An.

“Vedo in Fd’I una volontà di novità, in Emilia il centro sinistra governa da dopoguerra – dice Garagnani -. Invece altre forze si sono rassegnate a concedere alla Lega Nord il candidato presidente (Alan Fabbri, ndr) senza nessun dibattito. Noi potevamo schierare invece persone che potevano creare dei veri problemi a Stefano Bonaccini (candidato alla presidenza della Regione per il Pd, ndr). Ci si focalizza sulle spese pazze della Regione, senza focalizzarsi sui punti importanti come sanità e diritto allo studio”.

“Ora c’è bisogno di una voce che convinca gli elettori, soprattutto under 40, sulla possibilità di un governo diverso – ha continuato -. Adesso purtroppo prevale il silenzio. E’ compito delle forze politiche ribellarsi. Temo che possa imporsi ancora questa forma di regime ovattato del centrosinistra in Emilia Romagna. Vedo in Fratelli d’Italia la volontà di rischiare”.

A prendere la parola poi, i candidati Anna Gregori e Tommaso Foti. “Mi preme la sanità – ha spiegato la Gregori – è importante controllare gli sprechi e dare fondi dove sono necessari per offrire servizi al cittadino. La Regione dovrebbe tutelare i cittadini e, nell’ambito della sicurezza garantire maggiore sostegno alle forze dell’ordine”. 

“Nel 1998 ci fu una prima vera di ribellione significativa nella Regione, con l’elezione di Guazzaloca a Bologna – ha detto Foti – e nel 2000, invece, ottenemmo il 45 per cento in Regione ma l’opposizione logora chi non la fa: per non restare irrilevanti dal punto di vista politico dovevamo dare una spallata con una classe dirigente forte e agguerrita”. “Le Regioni hanno molto da farsi perdonare – ha proseguito -: in Emilia Romagna si è sempre sovrapposto politica a professione della politica. Bonaccini è questo, prima bersaniano di ferro e ora renziano, è un uomo senza anima e senza passione, farà diventare ancora più grigia questa Regione”.

“La Regione deve essere in mani pulite! – ha chiosato – Dal 23 di novembre comunque vada, il centro destra ha il diritto di ricostruirsi”. 

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