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Sciopero del 14 novembre. Santi (Prc): “La politica liberista massacra l’Europa”

Pubblichiamo la riflessione di David Santi, Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista, sul tema dello sciopero del 14 novembre.

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Pubblichiamo la riflessione di David Santi, Segretario Provinciale Partito della Rifondazione Comunista, sul tema dello sciopero del 14 novembre. 

IL COMUNICATO

Lo sciopero sociale organizzato per il 14 novembre da un articolato schieramento di movimenti sociali e sindacati di base rappresenta il positivo avvio di un percorso di ricomposizione delle figure sociali che crisi capitalista e politiche liberiste stanno massacrando nello scenario europeo. Rifondazione Comunista sta con e nel social strike, contro il job act e il totem dell’austerità che, unitamente allo smantellamento della nostra Costituzione repubblicana, rappresentano il fulcro del progetto reazionario del governo Renzi.

Bene che nello stesso giorno scendano in piazza a Milano anche i metalmeccanici della FIOM su una piattaforma coerente con i contenuti programmatici del social strike che rivendica l’abolizione delle 46 forme contrattuali previste dalla legge 30, la realizzazione del salario minimo orario, del reddito di cittadinanza, la retribuzione di tutti i lavori (non come nel caso dell’accordo per EXPO 2015 in cui è prevista la tipologia del lavoro gratuito). Cresce significativamente il fronte di opposizione al governo antioperaio di Renzi che si arricchisce di contenuti che esprimono una forte soggettività anticapitalista e al contempo pongono in modo molto concreto il tema del superamento delle differenze che costituiscono la frantumazione della giungla sociale di questo terzo millennio.

Il 14 novembre, a partire dalle realtà metropolitane del nostro paese, le figure del lavoro e del non lavoro, precarie per contratto o per rapporti di forza, del lavoro autonomo e della conoscenza, dei bisogni e dei diritti, agiranno non solo la pratica di un comune e concreto terreno di rivendicazione, ma anche quella della ricomposizione sul piano continentale poichè l’Europa è il contesto minimo di conflitto e scontro.

Costruire la rete nella quale si annodano le lotte per un lavoro stabile, ben retribuito e dignitoso, per l’universalità di accesso al welfare, per il diritto alla mobilità e all’inclusione dei popoli migranti, per il carattere aproprietario dei beni comuni, per la difesa dell’ambiente, per il diritto all’abitare, contro patriarcato e omofobia, è anche il cammino della rifondazione che calca il P.R.C. nella consapevolezza che senza la ricomposizione di un blocco sociale nel quale si riconoscono le differenti figure antagoniste al capitale non è data la ricostruzione di una soggettività politica unitaria e plurale della sinistra di alternativa.

Ce n’est que un début…

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