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Tagli Provincia, assemblea coi parlamentari. “Salta accordo quadro sulla manutenzione stradale” foto

In apertura di riunione il presidente della Provincia di Piacenza Francesco Rolleri effettuerà una comunicazione in ordine alle ricadute dei tagli della Legge di Stabilità 2015 sul bilancio 

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Nella mattinata di lunedì 10 novembre, l’Assemblea dei Sindaci si è riunita nella sala consiliare della sede della Provincia di Piacenza per la seduta di insediamento alla presenza dei parlamentari piacentini Pierluigi Bersani, Maurizio Migliavacca e Marco Bergonzi.

In apertura di riunione il presidente della Provincia di Piacenza Francesco Rolleri ha ribadito le ricadute negative dei tagli della Legge di Stabilità 2015 sul bilancio dell’amministrazione provinciale. “Se la legge di stabilità verrà approvata così come è – ha ricordato Rolleri – verranno messi a rischio i servizi essenziali”. Annunciato nell’ambito dell’incontro anche il blocco dell’accordo quadro per la manutenzione delle strade provinciali.

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“Viene confermato che le funzioni delle Provincia sono quattro- ha sottolineato- ovvero strade, edilizia scolastica superiore, pianificazione ambiente, trasporti”. “Il calcolo fatto a livello governativo é semplice: “vi diamo risorse per gestirle”. Funzioni per le quali, in tutta Italia, sono necessari 18/20mila dipendenti a fronte dei 44mila ora assunti dalle Province. “A Piacenza si prevede che, da 310 si passi a 140 dipendenti, con un blocco del turn over degli altri enti pubblici”.

Un lavoro difficile. Una scarsità di risorse che si ripercuoterà cui servizi: “Devo segnalare le prime misure che andremo a prendere per andare a garantire una parte dei servizi fondamentali: il nuovo piano neve vedrà delle modifiche, ci sarà l’obbligo di catene e gomme invernali su tutte le strade provinciali. Molto a breve la partita del trasporto pubblico, mancando risorse importanti, dovrà essere presa in mano”. Dall’altro lato la Provincia non si fermerà: “Sarà attivato il servizio di centrale unica di committenza – ha ribadito Rolleri.

La parola è passata al direttore generale dell’ente Vittorio Silva ha passato in rassegna i numeri del bilancio sottolineando che per poter far fronte a tutte le spese in carico all’ente, mancano 6 milioni e 237mila euro.

I numeri indicati da Silva per il 2015 sono i seguenti: il bilancio della Provincia di Piacenza vale 27 milioni e 488mila euro, l’importo da versare allo Stato nel 2015 per i tagli è di ben 15milioni di euro, pertanto le risorse a disposizione si ridurranno a 12milioni e 411 mila euro. Considerando che le uscite per il personale da sole valgono 12milioni e 300 mila euro, oltre un milione valgono i mutui mentre le spese per le utenze e le scuole sono oltre 5 milioni. Significa che le spese totali arriveranno a 18milioni e 684mila euro. Con un disavanzo di 6milioni e 273mila euro. Da questi calcoli è esclusa l’intera partita della manutenzione delle strade. La Provincia – è stato precisato – nel 2015 attingerà dall’avanzo con 4,5 milioni, ma per il futuro come fare?

“Abbiamo due problemi: i soldi non bastano a coprire le funzioni fondamentali delle Province. Inoltre, Regioni e Unione dei comuni chiederanno risorse per far funzionare funzioni e personale che confluiranno a loro”. “Se i soldi rimangono questi non potremo garantire, già dal prossimo anno, affitti per le scuole e riscaldamento”. Anche per quanto riguarda i trasporti la Provincia mette in dubbio la possibilità di poter contribuire ancora, per 1milione di euro, al trasporto extraurbano Seta. In pericolo anche il lavoro: “Circa una 30ina di contratti scadranno al 31 dicembre e non é possibile, al momento attuale, garantire il rinnovo”.

A tal proposito sono stati invitati a partecipare all’assemblea i parlamentari del nostro territorio: hanno dato la propria disponibilità Pierluigi Bersani, Maurizio Migliavacca e Marco Bergonzi, mentre non potrà essere presente Paola De Micheli impegnata a Roma in relazione all’incarico di Sottosegretario all’Economia recentemente conferitole.

“I dati che emergono sono impressionanti – ha detto il parlamentare Pierluigi Bersani -. Non é possibile! Il rischio é reale, e alcune Province hanno situazioni ancora peggiori. Cosa fare? Questo é il frutto avvelenato di un cancro dell’Italia: invece di progettare una cosa nuova di area vasta si é partiti da una distruzione operativa”. Una distruzione che rimpalla ai sindaci responsabilità. “Nel muovere il passo non si é visto dove appoggiare il piede. Penso realisticamente che questo tema di accellerare il processo di trasferimento non sia possibile. Bisogna prendere tempo, almeno un anno. Prendere tempo trovando i soldi”.

“Si é creato uno scarto tra i tagli e gli obiettivi, i tempi, le modalità, per governare la riorganizzazione del sistema – ha detto Maurizio Migliavacca -. Nessuno é contrario al cambiamento, ma é necessario avvenga in maniera ragionevole”. I tagli devono “essere sostenibili”. Il tempo sufficiente per attuare “la riorganizzazione”. “Si fa presto a dire “spostiamo 20mila persone” ma i comuni hanno i soldi per prenderle?”.

Ha preso la parola, poi, il parlamentare Marco Bergonzi: “La Provincia non ha una dimensione casuale – ha spiegato -, lo slogan non deve essere solo quello “sopprimiamo la Provincia”. Le cifre che ho sentito, poi, sono un omicidio silenzioso”. Necessario prendere tempo: “Chiudere i rubinetti da domani mattina non é pensabile… Sono una “matricola” in Parlamento ma daró una mano per rendere il cambiamento sostenibile per il territorio. Perché é impossibile “rovesciarlo sulla schiena” dei Comuni”.

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