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Aree militari, “Laboratorio Pontieri a disposizione entro il 2015” foto

La riqualificazione e la restituzione all’uso delle caserme dismesse ed in generale del patrimonio militare in via di dismissione è una sfida importante per il futuro delle città

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Un confronto sui percorsi di dismissione del patrimonio immobiliare in uso alla Difesa e possibili strategie future per i territori. E’ tema del convegno che si è tenuto a Piacenza all’interno del Polo di Mantenimento Pesante Nord.

La riqualificazione e la restituzione all’uso delle caserme dismesse ed in generale del patrimonio militare in via di dismissione è una sfida importante per il futuro delle città e dei territori. Questo patrimonio immobiliare, consistente in milioni di metri quadri non ancora del tutto quantificati, seppur localizzato soprattutto nelle regioni italiane di confine si diffonde nel tessuto di tutta Italia.

Un convegno a più voci, che hanno messo in evidenza la portata della sfida di restituire alla collettività comparti urbani rimasti per lunghi anni separati dal contesto. 

Alessandro Marata, consigliere nazionale dell’Ordine degli Architetti, ha puntato sulla programmazione: “La prima sfida per le amministrazioni locali – ha spiegato – è quella di programmare quello che si vuole fare, senza programmazione non si va da nessuna parte, occorre trovare strumenti di semplificazoine normativa ed urbanistisca come il cambio d’uso, e in grado di affrontare il problema degli edifici vincolati, senza aggiungere nuove leggi perchè ce ne sono già troppe. Certezza sui tempi e sugli usi degli edifici è fondamentale per gli investitori. E’ la buona volontà degli amministratori per stabilire un programma certo che fa la differenza”.

Il presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi ha aggiunto: “Oggi è il punto di partenza per capire cosa si può fare per questi grandi contenitori urbani, che come dice la parola stessa possono contenere tante cose, la sfida è sapere che cosa. Dovessimo fare valutazioni dell’oggi non ci sono grandi speranze sul progettare una città nuova in tempi brevi, con la contingenza dell’oggi sono più i dati negativi su quelli positivi.

Il problema delle aree militari è generalizzato su tutto il territorio italiano, per questo abbiamo scelto di confrontarci con altre realtà dove la rigenerazione dei comparti militari è già stata avviata, capire da loro i principi con i quali è stato avviato il meccanismo, pensando e sperando che possa essere di aiuto anche per noi. E’ necessario capire quali sono gli spazi di manovra e quali sono i tempi, ma non bisogna perdere la speranza per mettere in atto una procedura. La riqualificazione urbana in tante aree a Piacenza è già avvenuta, se pensiamo all’Arbos, all’Unicem, all’ex Massarenti, tutti comparti riqualificati attraverso la residenza, ma se la residenza oggi non è più il motore del cambiamento, quale può essere questo motore? Occorre ripensarlo tutti insieme, vogliamo più verde, più qualità dei servizi, la valorizzazione dell’esistente?”

Cesare Maggi, immobiliarista, ha parlato del mercato: “La situazione è ancora di attesa e rispecchia la situazione nazionale, oggi è il momento di entrare nel mercato ma servono regole precise. Non possiamo pensare a nuove abitazioni in queste caserme, nella nostra città il problema centrale è quello delle infrastrutture, soltanto dopo possiamo pensare investitori italiani ed esteri”.

Dell’esperienza nella città di Bergamo, ha parlato la presidente dell’Ordine provinciale degli architetti, Alessandra Ferrari: “Porteremo otto casi di caserme di Bergamo, per una in particolare, quella Montelungo, è interessante per il metodo. Abbiamo istituito un tavolo tecnico di lavoro con ingegneri, architetti, Ance e Comune per capire quali fossero le strategie migliori per un progetto sostenibile da un punto di vista urbanistico e da un punto di vista economico. Nella maggior parte dei casi le caserme alienate non trovano un utilizzo perchè il comune non ha le risorse per riutilizzarle, oppure il privato non riesce a mettere sul mercato una quantità adeguata di metrature per renderle sostenibili. Oggi è tempo di capire che bisogna anche demolire e che il riuso non puù essere il recupero tout court di questi edifici ma deve prevedere un mix di funzioni in base alle esigenze del territorio, e la predisposizione di luoghi che invitino alla condivisione di spazi”.

L’assessore comunale all’urbanistica Silvio Bisotti si è detto ottimista sullo scenario piacentino: “La situazione di Piacenza grazie al lavoro degli ultimi anni ha delineato le vocazioni delle aree potenzialmente dismissibili, la cosa che mi rincuora è che almeno due aree sono il laboratorio Pontieri e l’ex ospedale militare potrebbero avere un potenziale interesse in termini di investimenti e di potenzialità. Non stiamo parlando di tempi lunghissimi, addirittura sul laboratorio Pontieri, anche grazie alla proposta della Camera di Commercio per realizzare il museo dell’agricoltura, ma anche grazie ad altri interessi, come il cinema all’aperto o la nuova palestra per le scuole, nel corso del 2015 potrebbe vedere una svolta importante. Sarei moderatamente ottimista, altri tipi di scelte e di attività, per gli spostamenti delle attività miliatri come la Nicolai e la Artale, richiedono un impegno maggiore perchè bisognerà sostenere i costi di trasferimento. A Piacenza i presupposti per realizzare qualcosa di utile ci sono, per evitare le cattedrali nel deserto”.

Il convegno nazionale è sostenuto dal Consiglio nazionale degli Architetti ed è formulato e promosso dal Comune di Piacenza in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Piacenza l’Ordine degli Architetti di Udine insieme alla Federazione Architetti del Friuli Venezia Giulia e alla Fondazione degli Architetti Parma e Piacenza.

IL PROGRAMMA DEL CONVEGNO

14:30/16:15 _saluti del Sindaco di Piacenza Paolo Dosi e del Presidente Ordine Architetti PPC di Piacenza
proiezione del trailer del documentario ”Primule e Caserme”

tavola rotonda con i rappresentanti di:
MINISTERO DELLA DIFESA
AGENZIA DEL DEMANIO / Roberto Reggi
ANCI / Alessandro Cattaneo
CNAPPC / Alessandro Marata
ASSOIMMOBILIARE/Aldo Mazzocco

16:30/19:00 _casi reali, esperienze a confronto:

Presidente Ordine Architetti di Piacenza / Giuseppe Baracchi
Presidente Ordine Architetti di Udine / Bernardino Pittino
Presidente Ordine Architetti di Aosta / Sergio Togni
Presidente Ordine Architetti di Bergamo / Alessandra Ferrari
Sindaco di Palmanova / Francesco Martines
Assessore Riqualificazione Urbana Comune di Bergamo / Franco Valesini
Fondazione Architetti Parma e Piacenza / Roberto Bolici conclusioni 

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