Quantcast

Le Rubriche di PiacenzaSera - Cooperazione

“C’è qualcosa di normale a scuola”, la mostra Anmil sulla disabilità al centro Inacqua

Le circa trenta tavole saranno in mostra sia al centro medico Inacqua sia al centro per l'infanzia “Marco Polo”, che hanno dato la disponibilità ad Anmil di diventare spazi espositivi

Più informazioni su

“C’è qualcosa di normale a scuola”, ovvero una storia di integrazione raccontata per immagini. E’ questo il titolo della mostra fotografica dedicata al percorso di inserimento dei giovani disabili, all’interno di un istituto alberghiero, promossa dall’Anmil di Piacenza e che troverà ospitalità nei locali dei centri Inacqua dal 19 dicembre al 17 gennaio prossimo.

Le circa trenta tavole saranno in mostra sia al centro medico Inacqua sia al centro per l’infanzia “Marco Polo”, che hanno dato la disponibilità ad Anmil di diventare spazi espositivi per gli scatti di Paolo Tavaroli, l’autore del reportage fotografico, insegnante e fotografo di Albenga, che ha documentato l’impegno dei ragazzi dell’Istituto turistico alberghiero di Alassio “Giancardi”, focalizzandosi sull’integrazione degli studenti disabili.

Alla presentazione della mostra, che sarà inaugurata al centro medico Inacqua venerdì prossimo alle 11, hanno partecipato il presidente provinciale di Anmil Giovanni Ferrari e il presidente di Inacqua Marco Carini.

“Abbiamo conosciuto Tavaroli, l’autore delle fotografie – ha spiegato Ferrari – nel corso delle premiazioni dell’ultimo premio Anmil e ci ha colpito la sua sensibilità e la scelta del tema per la sua attività di fotografo. Nelle foto si racconta un percorso bello e interessante che si attua in tante delle nostre scuole, perché è dai banchi che comincia la vera integrazione, dai gesti di solidarietà, dalla condivisione del quotidiano, dal non vedere alcuna differenza. Abbiamo trovato nella cooperativa Inacqua la disponibilità ad ospitare questa mostra che si potrà ammirare negli orari di apertura del centro medico e del Marco Polo”.

Carini ha spiegato come il tema dell’integrazione rispetto alla disabilità sia “naturale” per la cooperativa Inacqua: “Intanto perchè ci occupiamo di riabilitazione con l’attività idrochinesiologica eseguita nei nostri centri, e poi perchè Inacqua svolge azioni concrete di integrazione attraverso l’inserimento precoce – siamo fra i pochi a farlo nella fascia di zero-tre anni – dei bimbi disabili nelle attività educative. Spesso questo accade solo con l’età scolare, invece i percorsi di Inacqua favoriscono fin da subito dopo la nascita l’inserimento dei bambini con disabilità, arrecando un beneficio sia ai piccoli che alle loro famiglie”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.