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Cgil e Uil sfidano il governo: “Vogliamo il cambiamento, ma anche i diritti” FOTO foto

Sciopero generale e corteo lungo le vie del centro di Piacenza per i rappresentanti di Cgil e Uil, sulle note di "Contessa". Oltre 1500 i partecipanti alla manifestazione che è culminata con il comizio in piazza Sant’Antonino

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E’ sciopero generale proclamato da Cgil e Uil anche a Piacenza: il corteo di circa 1500 persone è partito  simbolicamente dal Cheope, davanti alla sede di Confidustria, per attraversare Corso Vittorio Emanuele e concludersi in piazza Sant’Antonino con una serie di interventi dal palco di un camioncino.

Toni aspri contro il governo, il Jobs Act e lo smantellamento della Provincia, e accuse sull’incapacità di avviare un dialogo vero con il sindacato. “Questa manifestazione – è stato sottolineato da tanti – è un punto di partenza, sfidiamo questo governo, che sta solo a fianco delle imprese, sulle proposte concrete”. 

Il lungo serpentone di bandiere e striscioni delle varie categorie si è mosso dopo le 9 e 30 sulle note di “Contessa” dei Modena City Ramblers. Presente anche una delegazione dell’Unione degli Studenti e tanti dipendenti pubblici dell’amministrazione provinciale, in stato di agitazione dopo i tagli derivanti dalla riforma del governo. 

In piazza S. Antonino si sono raccolti i manifestanti per ascoltare le testimonianze di Luca Villaggi, studente, Katia Tomarchio, precaria della scuola, Chiara Casella del comitato “Restiamo umani” che sta promuovendo una raccolta di farmaci da inviare a Gaza, Andrea Cignatta, delegato della Tectubi, Raffaella Boselli, rsu della Provincia di Piacenza, Mauro Bobbi dell’Ivri, e Jon Gioba un lavoratore straniero dell’azienda logistica Gls.

La parola finale a Massimiliano Borotti, segretario aggiunto della Uil, e al segretario provinciale della Cgil Gianluca Zilocchi. 

Borotti non ha risparmiato pesanti frecciate  contro il governo e Matteo Renzi: “Questo premier non ha mai concesso il dialogo ai sindacato, ci ha solo preso in giro. Anche noi vogliamo il cambiamento ma difendendo i diritti del lavoro”.

Gianluca Zilocchi, prima di iniziare il comizio conclusivo ha chiesto un minuto di silenzio per ricordare il 45esimo anniversario della strage di Piazza Fontana del 12 dicembre del ’69.  “Questa piazza sfida il governo – ha detto – sui contenuti delle riforme. Ci hanno accusato di guardare al passato, ma quello che ci spinge anche oggi a manifestare è il desiderio di cambiare in meglio questo nostro paese. Ma non possiamo non ricordare che il nostro è un passato di emancipazione di cui andiamo orgogliosi, e da lì possiamo attingere per guardare avanti”.

“Non ci fidiamo – ha proseguito – di chi non ha rispetto per la storia, noi del sindacato non siamo conservatori, ma vogliamo un paese più equo e più solidale. Oggi sfidiamo il governo sulla riforma fiscale e sulla sua reale intenzione di sostenere il lavoro dipendente. Questo è un governo che sta solo a fianco dell’impresa, il taglio dell’Irap si peserà sui servizi ai lavoratori, hanno attaccato i nostri risparmi con la tassazione sulle pensioni inegrative e il Tfr, hanno tagliato le risorse agli enti locali ma così aumenterà l’imposizione fiscale locale a danno dei cittadini”

E poi l’affondo sulla riforma delle Province: “Che ne sarà delle politiche del lavoro? Che riforma è quella che sfascia gli enti locali e fa perdere il lavoro a tante persone? Serve una nuova legge subito sugli appalti, basta con gli annunci vogliamo riforme vere. Con il Jobs Act non si è fatto altro che creare una nuova discrminazione tra i lavoratori, tra quelli che avranno ancora l’articolo 18 e quelli che non lo avranno più”.

E sul Comune di Piacenza Zilocchi è tornato a criticare Iren, società partecipata: “Poche settimane fa ha dato 900mia euro di liquidazione all’ex amministratore delegato e, sempre a lui, un contratto di 450mila euro per il 2015”. Ancora: “Iren é un’azienda pubblica, il Comune di Piacenza ne fa parte il Comune di Piacenza la Santa Lucia l’ha fatta, non ai lavoratori, non ai bambini. Ne renda conto: non accetteremo mai la privatizzazione”.

“Solo con nuovo lavoro si cambia il paese – ha concluso – ma le imprese non possono creare il lavoro da sole, come si può lasciare morire un marchio storico per piacenza come Rdb? Dove sono gli illuminati imprenditori locali?” 

Secondo alcuni dati forniti da Ivo Bussacchini della segreteria Cgil, alta l’adesione all’agitazione in alcune aziende piacentine: alla Tectubi 80 per cento di lavoratori in sciopero, 90 per cento a Iren mentre la Zenith di Caorso è rimasta chiusa.

I DATI DELL’ADESIONE NELLE AZIENDE

 

“SCIOPERO GENERALE, DISAGI PER IL TRASPORTO PUBBLICO”

VIDEO

Zilocchi: “Territorio devastato dalla crisi, Confindustria si svegli e il Comune renda conto dei 900mila euro di buonuscita all’ex ad Iren”

Comunicato Stampa Cgil Piacenza, 12 dicembre 2014

Oltre duemila persone in corteo a Piacenza per lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil a Piacenza. Manifestazione che ha avuto il suo apice con un un “silenzio assordante” quando, prima del suo intervento conclusivo in piazza Sant’Antonino, il segretario Cgil Piacenza, Gianluca Zilocchi, ha chiesto ai manifestanti un minuto di silenzio per i 45 anni della strage di Piazza Fontana. Il corteo è andato formandosi davanti alla sede di Confindustria Piacenza, cinque i pullman dalla provincia arrivati al concentramento. Il lungo serpentone ha percorso Corso Vittorio Emanule e si è concluso, per la prima volta nella storia delle manifestazioni di questo genere a Piacenza, in piazza Sant’Antonino.

Sul palco – un semplice furgone con le sponde abbassate – Zilocchi è stato preceduto dal segretario aggiunto Uil Emilia, Massimiliano Borotti. Prima di loro parola a Luca Villaggi, studente, Katia Tomacchio, insegnante, Chiara Casella del comitato Restiamo umani per Gaza, Andrea Cignatta, operaio della Tectubi, Raffaella Boselli, dipendente della Provincia, Mauro Bobbi dell’Ivri e John Gioba del magazzino della logistica GLS.

“Oggi è una giornata bellissima per Piacenza. Siamo noi – ha detto Zilocchi – quelli che questo Paese lo vogliono cambiare davvero. Altro che conservatori, smettetela di prendere in giro gli italiani con slogan e proclami, noi oggi vi sfidiamo sul tema delle riforme, a partire da quella fiscale”.

CONFINDUSTRIA
“Siamo partiti dalla sede di Confindustria perché non possono pensare di continuare a dormire beatamente, di sognare, come hanno detto, grazie alle pseudoriforme del Governo mentre noi perdiamo diritti e tutele senza che questo risolva in alcun modo i problemi economici del paese. Ma che imprenditori siete? – ha chiesto Zilocchi dal palco – che prospettive avete se lasciate morire a Piacenza un marchio come RDB, è mai possibile che in tutti questi mesi nessuno dei tanti imprenditori piacentini si sia fatto avanti per salvare questo patrimonio del territorio?”.
Con la legge di stabilità il Governo ha “regalato alle imprese un taglio dell’Irap di 6,5 miliardi che andranno a pesare sui conti delle Regioni, della Sanità pubblica, con la messa in discussione del fondo sanitario nazionale, a discapito dei lavoratori e dei pensionati che fra l’altro, continueranno ad essere esclusi dagli 80 euro e non vedranno nemmeno stavolta rivalutare le loro pensioni. Mentre ai lavoratori avete consegnato un bellissimo regalo di Natale, aumentando il prelievo fiscale sulle pensioni integrative e sul TFR”

IREN e COMUNE DI PIACENZA
“Manager di aziende a maggioranza pubblica come Iren che si permettono il lusso di incassare una buonuscita di 900mila euro dopo 18 mesi di lavoro, più un nuovo incarico per altri 400mila euro. Cosa ne pensa il Comune di Piacenza, che fa parte della proprietà, di questa vicenda? Siamo curiosi di saperlo, visto che non passa giorno senza che ci venga ricordata la difficoltà a chiudere il bilancio per il 2015 perché mancano le risorse. Lo diciamo chiaro: non pensateci neanche a vendere le quote pubbliche di Iren, non accetteremo mai una privatizzazione strisciante dell’azienda”.

TAGLI ALLA PROVINCIA – CENTRI PER L’IMPIEGO
“Con i tagli che state facendo state uccidendo di fatto le Province e non sapete nemmeno cosa fare delle funzioni che vengono a sparire. Che fine faranno i centri per l’impiego? Chi li finanzierà? Chi e come gestirà le politiche del lavoro nei territori?
Che ne sarà di tutto il lavoro fatto in questi anni nella gestione delle crisi aziendali? Perdiamo competenze, professionalita’, esperienze. Di sicuro, il sottosegretario Delrio quando e’ venuto a rispondere ai sindaci piacentini non e’ stato in grado di farlo, se non dicendo che con i tagli al personale i conti torneranno. State sfasciando gli enti locali e le persone perdono il lavoro. Gran bella riforma!”

NUOVA LEGGE APPALTI – FALSO IN BILANCIO
“Noi proponiamo da subito una nuova legge sugli appalti, contro le gare al massimo ribasso, per la tutela dei posti di lavoro. Rimettiamo il reato di falso in bilancio, è una vergogna che nella situazione in cui siamo sì possano truccare i conti delle imprese senza conseguenze. Non stiamo giocando a “monopoli”, stiamo giocando sulla pelle di milioni di italiani. Alziamo le sanzioni per gli evasori e andiamo a cercare le risorse dove ci sono: mettiamo un’imposta patrimoniale, redistribuiamo la ricchezza e abbassiamo il prelievo fiscale al lavoro dipendente e ai pensionati. Introduciamo subito la flessibilita’ dell’uscita in pensione, per creare veramente posti di lavoro. Vogliamo i contratti, vogliamo le riforme vere, serie, condivise, quelle che servono davvero al paese, ai lavoratori e ai pensionati”.

TERRITORIO
“Questo è un territorio devastato dalla crisi, irriconoscibile se confrontato a pochi anni fa, con aziende importanti che hanno chiuso i battenti o che si sono fortemente ridimensionate. I numeri delle ore di cassa e i dati sulle mobilita’ sono impressionanti e non accennano a calare. Dov’e’ la fine del precariato tanto annunciata? Ci avevano promesso di superare le differenze tra i giovani e i lavoratori più anziani, di dare diritti e tutele a chi oggi non le ha, di estendere a tutti le garanzie sociali per chi perde il lavoro, ma non c’e’ niente di tutto questo nelle scelte che sono state fatte, al di là dei proclami e degli annunci.

SINDACATO
“Spetta ancora una volta a noi, come sempre è stato nella nostra storia, dimostrare com’è possibile tenere insieme il tutto, i diritti e le tutele esistenti con la necessità di includere chi oggi non è rappresentato, chi oggi vive la sua esperienza di lavoro o da precario in solitudine. In questa piazza ci sono i giovani e i pensionati, i precari e gli operai, gli impiegati, ci sono gli studenti, i dipendenti pubblici, ci siamo tutti.
In questi anni c’eravamo, eravamo nelle aziende in crisi, a salvarle, a salvare centinaia di migliaia di posti di lavoro, ed oggi abbiamo le idee chiare su cosa serve al nostro paese. Siamo sicuri che su questi punti saremo in grado di costruire un fronte sindacale unitario e compatto, anche con chi oggi non e’ in piazza con noi ma siamo certi e’ pronto a condividere queste battaglie. stiamo finendo i gettoni per usare i nostri telefoni ma un modo per organizzarci e venirvi a disturbare lo troveremo comunque, state sereni.

CORRUZIONE
“Guardiamo ai vergognosi fatti di Roma di questi giorni, un mix di razzismo, opportunismo, cinismo, di affari e di quattrini guadagnati alla faccia dei più deboli, uno spaccato reale di quella che è la nostra societa’ di oggi, se guardiamo a questi fatti ce la teniamo ben stretta la nostra storia, la questione morale, l’austerita’, l’etica e l’idea della politica come servizio agli altri”.

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