Crimine on-line. Raggi (Idv): “Non comprensibile chiusura polizia postale”

Lo sviluppo di Internet e l’accesso allargato alla tecnologia informatica  hanno consentito una crescita senza precedenti in “Information and Communication Technology” (ICT) e creato nuove opportunità sia per attività lavorative e commerciali che per  attività illegali.

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Pubblichiamo la nota di Samuele Raggi, consigliere comunale Idv, sul tema della chiusura dell’ufficio di Polizia postale piacentino.

“Lo sviluppo di Internet e l’accesso allargato alla tecnologia informatica hanno consentito una crescita senza precedenti in “Information and Communication Technology” (ICT) e creato nuove opportunità sia per attività lavorative e commerciali che per attività illegali.

L’aumento di tecnologia e comunicazione on-line ha prodotto non solo un drammatico sviluppo di attività criminali ma anche la nascita di nuove varietà che pongono sfide sempre più complicate sia sul piano giuridico che del contrasto e, per quanto possibile, soprattutto della prevenzione di tali attività illecite.

Senza voler evocare la minaccia che il “cybercrime” può rappresentare per l’economia, la pace e la sicurezza di una nazione, non si può non registrare il forte aumento dei reati commessi in rete che hanno costi sociali assai elevati e incidono direttamente sulla vita delle persone come i furti di identità, la violazione delle banche dati fino alla pedofilia.

Il tema della sicurezza informatica si pone quindi in stretta connessione con quello della sicurezza e della protezione dei cittadini.

Se da un lato occorre favorire lo sviluppo di tecnologie per la protezione dei dati sensibili, garantire la sicurezza delle persone significa dall’altro investire in intelligenza e professionalità destinandovi adeguate risorse.

Il cybercrime per natura e complessità si dimostra difficile da combattere ed è probabilmente la combinazione di più misure quella che serve a ridurne in modo efficace i rischi; tra questi certamente non si può prescindere dall’esistenza di presidi idonei a scoraggiare efficacemente la criminalità informatica e creare un clima di fiducia per le persone.

In questo senso non appare comprensibile la decisione, sia essa del Governo o del Dipartimento di P.S., di sopprimere nella nostra città la sezione della Polizia postale che rappresenta un fiore all’occhiello tra le unità investigative delle forze dell’ordine per specializzazione e capacità dimostrata nel tempo attraverso gli esiti di indagini assai delicate.

Credo che il Governo nell’ambito delle politiche per la sicurezza in generale dovrebbe anzi rafforzare la Polizia postale perché diversamente – mentre afferma che la sicurezza informatica è oggi una sfida nazionale e al contempo riduce uomini e mezzi necessari all’attività – è tutt’altro che chiara quale sia la strategia.

Per affrontare seriamente la questione occorre però avere consapevolezza della natura della minaccia e delle indicazioni secondo cui il tasso di complessità del fenomeno è destinato ad aumentare nei prossimi anni ed ancora essere in grado di valutare i costi economici e sociali e le conseguenze della mancata gestione dei rischi: consapevolezza e capacità che, allo Stato(!), sembrano latitare tra chi al Governo è preposto a garantire la sicurezza dei cittadini.

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