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Fuori Porta: L’Ottocento Eroico, a La Spezia le opere di Landi e Viganoni

Il 13 dicembre aprirà al pubblico la mostra L’Ottocento eroico. L’Eneide di Bartolomeo Pinelli e l’Iliade di Gaspare Landi: un’occasione per ammirare nella prestigiosa cornice del Museo civico “Amedeo Lia” quattro opere dei piacentini Gaspare Landi e Carlo Maria Viganoni, custodite nel Museo Gazzola di Piacenza, a fianco dei disegni e delle incisioni di Bartolomeo Pinelli.

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L’OTTOCENTO EROICO. L’Eneide di Bartolomeo Pinelli e l’Iliade di Gaspare Landi
A cura di Andrea Marmori e Alessandro Malinverni
La Spezia, Museo civico “Amedeo Lia”, 13 dicembre-12 aprile 2015
 
Il 13 dicembre aprirà al pubblico la mostra L’Ottocento eroico. L’Eneide di Bartolomeo Pinelli e l’Iliade di Gaspare Landi: un’occasione per ammirare nella prestigiosa cornice del Museo civico “Amedeo Lia” quattro opere dei piacentini Gaspare Landi e Carlo Maria Viganoni, custodite nel Museo Gazzola di Piacenza, a fianco dei disegni e delle incisioni di Bartolomeo Pinelli.
Si tratta della prima collaborazione tra il Museo Gazzola e quello spezzino, che condividono la natura di realtà museali nate da collezioni private.
L’esposizione sarà incentrata sul corpus di disegni dell’Eneide di Bartolomeo Pinelli provenienti dalla collezione privata di Amedeo Lia, e sulle cinquanta acqueforti della Collezione Sartori di Mantova, derivate dai disegni e incise a Roma da Luigi Fabbri nel 1811. Verrà inoltre esposta una splendida edizione dell’Eneide stampata a Roma nella seconda metà del XVIII secolo, proveniente dalla Biblioteca civica “Ubaldo Mazzini” di La Spezia.
 
A dialogare con queste opere saranno i pendants di Landi, Ettore rimprovera Paride e Incontro di Ettore con Andromaca e Astianatte, dipinti nel 1794 per il marchese Ranuccio Anguissola di Grazzano, e ispirati al VI libro dell’Iliade. Le due grandi tele, tra i vertici della pittura di storia del neoclassicismo italiano, rappresentano rispettivamente l’allegoria dell’amore per la patria e dell’amore per la famiglia. Accanto alle Storie di Ettore, saranno il bozzetto e il dipinto, non finito, del Cincinnato che lascia l’aratro di Carlo Maria Viganoni. Allievo a Roma di Gaspare Landi, Viganoni ricevette nel 1827 dalla contessa Amalia Marazzani Visconti Terzi la commissione di due pendants di soggetto libero purché raffigurassero un episodio sacro e uno profano. Forse ispirato dalla scelta di Landi per la commissione Anguissola, il pittore optò per due episodi che illustrassero l’amor di patria e l’amor per la famiglia: Il commiato di Tobia, dall’omonimo libro della Bibbia, e Cincinnato che lascia l’aratro, celebre episodio della storia repubblicana di Roma.
 
Al termine dell’esposizione, le grandi tele di Gaspare Landi saranno sottoposte a restauro a Piacenza, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Parma e Piacenza, grazie alla generosità di Inner Wheel Club di Piacenza.

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