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Imu agricola, Rabboni chiede al governo il ritiro del Decreto

Imu agricola, Rabboni chiede a Martina il ritiro del decreto che limita l’esenzione ai soli comuni con capoluogo ad oltre 601 metri. "Verrebbe aggravata ulteriormente la situazione di difficoltà di un intero comparto, essenziale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio"

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Imu agricola, Rabboni chiede a Martina il ritiro del decreto che limita l’esenzione ai soli comuni con capoluogo ad oltre 601 metri. “Verrebbe aggravata ulteriormente la situazione di difficoltà di un intero comparto, essenziale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio”

Bologna – Il decreto del ministero delle Finanze relativo alla revisione delle aree di esenzione Imu per i terreni agricoli va immediatamente ritirato perchè limita l’esenzione ai soli comuni il cui capoluogo sia ad una altezza superiore ai 601 metri. E’ la richiesta rivolta al, ministro per le politiche agricole Maurizio Martina dall’assessore regionale Tiberio Rabboni in una lettera inviata anche ai Parlamentari dell’Emilia-Romagna e a Fabrizio Nardoni coordinatore della commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni. “In questo modo – spiega Rabboni – la quasi totalità dei comuni appenninici che hanno il capoluogo nel fondo valle e le poche aziende agricole residue sui versanti in quota perderanno l’esenzione. Si tratta di un provvedimento iniquo e sbagliato che cancella l’oggettiva condizione di ‘territorio svantaggiato’, universalmente riconosciuta alle realtà montane, ed aggrava ulteriormente la situazione di difficoltà di un intero comparto produttivo essenziale per il mantenimento dell’assetto idrogeologico del territorio.”

Nella lettera Rabboni ricorda come negli ultimi anni le aziende agricole di montagna si siano dimezzate e la superficie agricola in quota sia diminuita (dati Censimento generale Agricoltura 2010) del 21%. “Segnalo inoltre – aggiunge l’Assessore emiliano-romagnolo – che lo “Statuto del contribuente” vieta espressamente di prevedere adempimenti prima di 60 giorni dalla entrata in vigore di provvedimenti fiscali. La scadenza, prevista per il prossimo 16 dicembre, per il pagamento del tributo, rappresenta quindi una palese violazione dei più elementari diritti, riconosciuti ad ogni contribuente dal nostro ordinamento”.
Da queste considerazioni nasce la richiesta di Rabboni a Martina di “sostenere l’assoluta esigenza di sospendere immediatamente la pubblicazione del decreto, prorogando quindi i termini di pagamento dell’Imu al 2015, con l’obiettivo di valutare correttamente i parametri assunti per determinate le nuove fasce di esenzione”.

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