Quantcast

L’antologia del Fiume Po: Amedeo Bertuzzi

Nuovo arrivo in libreria per la casa editrice piacentina Edizioni Officine Gutenberg. 

Nuovo arrivo in libreria per la casa editrice piacentina Edizioni Officine Gutenberg. Si tratta de “L’antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina”, una sorta di omaggio al celebre volume di Edgar Lee Masters. Qui vengono raccolte una serie di poesie, corredate da foto originali, scritte da Emanuela Albanese, Gabriella Brunini, Brunello Buonocore, Paola Cerri, Gabriele Dadati, Melania Dadati, Chiara Ferrari, Marco Ferrari, Domenico Ferrari Cesena, Patricia Ferro, Paolo Garetti, Piera Marchioni, Giovanni Battista Menzani, Manuela Merli, Marco Murgia, Claudio Sesenna, Barbara Tagliaferri, Ottavio Torresendi, Fabrizio Tummolillo.



Il volume è curato da Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani. Le foto sono state scattate da Emanuele Ferrari e Massimo Cassinari. 

Di seguito vi proponiamo una delle poesie contenute nell’antologia.

Amedeo Bertuzzi
Cuoco
(San Nicolò a Trebbia, 1799 – Piacenza, 1842)
Sepolto a Piacenza
 
Am sum ingunä, volevo gridare, ma nessuno in cucina mi stava
[ad ascoltare,
c’era la Piera che faceva gli anvini e la Rita, del gogno, bolliva i piedini.
Io mi morivo di fagiolo traditore, che non mi salvava neppure un dottore.
Fagiolo fagiolo di trippa maledetta, che invece di fare quella scarpetta
dovevo mollare piatto e bicchiere, perché la ricetta non era a dovere.
Invece ho finito tutta la razione, fino a quell’ultimo estremo boccone.
Di vino, poi, ho tracannato un boccione, un fresco gutturnio di Vicobarone.
Bertuzzi Amedeo, detto il guzzone, la gente mi chiamava per via del blasone:
di donne, dicevo, ogni notte una lista, ma vero non era perché ero un ballista.
Però in cucina davvero ero bravo: paste, carni, pesci, dolci cucinavo.
Era l’anguilla la mia specialità, ma anche turtei, stricci, e baccalà.
Paste ripiene al modo ad Piaseinza, e a chi non piacevano ag disiva:
[paziinza!
Tumätas, poi, in gran quantità per far dei pisarei… Signur, che bontà!
Invece mi dicevano che eran brodosi, ma giusta la ricetta, eran loro noiosi.
E prendi la comanda e prepara la zuppa di pane con l’uovo e i tartufi neri,
e can da la bissa mi brucia il risotto col pescegatto e la crema di ieri.
Fai la quaglia per quel cardinale e il misto bollito per l’industriale,
fai la pernice coi funghi porcini e poi ci ripensano: sei maialini!
Coniglio arrostito e lardo di montagna, abbonda e aggiungi
[una mezza castagna,
cavallo al gutturnio coi peperoni, stracchino e noci per i maccheroni.
E corri di qua e corri di là, e corri di su e corri di giù.
Qui nel buco a riposo mi sto, ma qualche ricetta ogni tanto la do:
crema ai lamponi agli amanti infelici, Contessa per lei: baccalà,
[cipolle e alici!
Torta sbrislona, gelato e vaniglia per quei Pescatori e la loro famiglia.
Penso più volte al mio ristorante che si chiamava L’anguilla festante,
io con l’anguilla cucinavo di ogni: patate, verza e i glassati scalogni.
Penso poi che se fossi lassù col coniglio farei un saporito ragout,
di panzerotti mi sfinirei, finché di nuovo quaggiù piomberei
insieme a un boccione di buon malvasia, che tutte le pene se le porta via.
 
Testo di 
Chiara Ferrari vede la luce nel 1973, quattro giorni prima dell’uscita europea dell’album capolavoro dei Pink Floyd The dark side of the moon. E la musica pop non sarebbe stata più la stessa. Ai suoi studenti racconta che la storia e la letteratura nella vita servono eccome. O quantomeno ci prova. Se dovesse estinguersi vorrebbe che ciò avvenisse per aver ingurgitato maxi porzioni di gnocchi “zola e noci”, abbondantemente annaffiati da uno Château Mouton Rothschild del 1945. 
 
Fotografia di:
Emanuele Ferrari (Piacenza, 1965) fa fotografie dal 1982. Gli fu predetto che, per avere salva la vita, avrebbe dovuto fotografare almeno tre volte uno scrittore famoso nato in quell’anno. Sta aspettando la terza…
 
L’attore è Stefano Ferri

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.