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L’antologia del fiume Po: Valentino Parisi 

Nuovo arrivo in libreria per la casa editrice piacentina Edizioni Officine Gutenberg. 

Nuovo arrivo in libreria per la casa editrice piacentina Edizioni Officine Gutenberg. Si tratta de “L’antologia del fiume Po. Una Spoon River piacentina”, una sorta di omaggio al celebre volume di Edgar Lee Masters. Qui vengono raccolte una serie di poesie, corredate da foto originali, scritte da Emanuela Albanese, Gabriella Brunini, Brunello Buonocore, Paola Cerri, Gabriele Dadati, Melania Dadati, Chiara Ferrari, Marco Ferrari, Domenico Ferrari Cesena, Patricia Ferro, Paolo Garetti, Piera Marchioni, Giovanni Battista Menzani, Manuela Merli, Marco Murgia, Claudio Sesenna, Barbara Tagliaferri, Ottavio Torresendi, Fabrizio Tummolillo.



Il volume è curato da Gabriele Dadati e Giovanni Battista Menzani. Le foto sono state scattate da Emanuele Ferrari e Massimo Cassinari. 

 

Di seguito vi proponiamo una delle poesie contenute nell’antologia.

Valentino Parisi

Matto e senzatetto
 
(Piacenza, quartiere Cantarana, 1828 – Piacenza, 1874)
Sepolto a Piacenza
 
Lo dicevano tutti che ero matto,
ma vi assicuro: io non ci ho mai creduto.
Tutto perché mentre giocavo a Mondo
in un’aia del quartiere Cantarana,
all’improvviso correvo via
fino alle pozze
per acchiappare i girini con le mani.
O rimanevo nascosto nei cortili
tra vecchi muri con l’edera aggrappata
a conversare con lucertole e cicale.
I miei compagni in Strà Levata
andavano a spiare le carrozze, invidiando gli intarsi e le livree.
I loro occhi brillavano sbirciando
bambini pallidi col pizzo sul colletto,
seri, in silenzio di fianco a grasse balie,
stringere in mano biglie colorate.
Io ero felice solo se il mio sasso,
che avevo scelto piatto e levigato,
rimbalzava sette volte a pelo d’acqua
sullo specchio calmo dello stagno
e andava a perdersi nel fango del fondale.
Poi il tugurio fradicio è crollato
prendendo sotto i resti di mia madre
dopo una vita in ginocchio nelle rogge
a risciacquare i panni sopra i massi
per i frati del convento di Campagna.
E hanno ripreso a dire che ero matto
perché dormivo sul sagrato delle chiese
e parlavo con l’angelo del Duomo
mentre allungavo il cappello ai passanti.
Venite qui e vedrete il mio fantasma che cerca sassi piatti sulla riva
per farli rimbalzare all’infinito sul letto del Gigante silenzioso.
 
Testo di: Paola Cerri è nata a Piacenza negli anni dorati del Baby boom. È stata archeologa e insegnante, mentre oggi fa l’impiegata, anche se qualcuno sostiene sia rimasta “prof inside”. Legge con passione e scrive per sentirsi viva, consapevole del fatto che un giorno, si spera lontano, sarà costretta a sentirsi morta, suo malgrado.
 
Fotografia di: Massimo Cassinari, nato a Piacenza nell’estate del ’69, nato ingegnere e diventato un appassionato di viaggi e di fotografia, spera che la vita lo porti a vedere il mondo ma a morire (il più tardi possibile) vicino al Po.
 
L’attore è Federico Carini.

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