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Madonna della Bomba, il vescovo inaugura le nuove residenze foto

Con un’affollata cerimonia, la Fondazione “Madonna della Bomba – Scalabrini” ha inaugurato nuovi spazi della Casa residenza per anziani non autosufficienti con affaccio sul Facsal a Piacenza

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Con un’affollata cerimonia, la Fondazione “Madonna della Bomba – Scalabrini” ha inaugurato nuovi spazi della Casa residenza per anziani non autosufficienti con affaccio sul Facsal a Piacenza: si tratta di sei camere al piano terra, nella parte che prima ospitava un grande salone e alcuni uffici amministrativi. Il vescovo Ambrosio, che ha benedetto i locali, ha anche presieduto la messa celebrata in occasione dell’anniversario di fondazione dell’istituto voluto, nel 1903, da mons. Francesco Torta, e inaugurato proprio nel giorno dell’Immacolata.

Tanti i presenti, accanto agli ospiti e ai familiari, anche amici e sostenitori della “Bomba” (come i piacentini chiamano affettuosamente questa istituzione benefica), una realtà che ha intrecciato la sua storia con quella di diverse generazioni in un rapporto affettivo che non è mai venuto meno.

Migliorare sempre di più la qualità della vita di chi vive alla Madonna della Bomba. Questo l’obiettivo che guida le scelte della Fondazione anche nella ristrutturazione e ammodernamento dello storico complesso. Il progetto in corso di realizzazione si sviluppa in tre fasi. La prima si è appunto conclusa con la realizzazione delle nuove stanze, tre singole e tre doppie, molto luminose e adeguatamente attrezzate, così come i bagni, per consentirne la fruizione a chi ha gravi disabilità. La seconda fase dei lavori, sempre al piano terra, riguarderà l’ala più interna dell’edificio, dove è collocata la Casa albergo: saranno realizzate sale di aggregazione, così come, nella terza fase, al piano superiore.

I progetti sono illustrati nei dettagli nel nuovo notiziario interno che è stato distribuito al termine della cerimonia, fra gli apprezzamenti dei convenuti. Lo scopo della pubblicazione, che uscirà con cadenza trimestrale, sarà principalmente quello di informare gli ospiti e i familiari sull’attività della Fondazione. Saranno inoltre pubblicate storie delle persone che vi vivono e vi operano. L’intenzione è anche quella di gettare un ponte con la città.

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