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Provincia, i dipendenti in stato di agitazione. “Incertezza sugli stipendi 2015” foto

I dipendenti della Provincia di Piacenza hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione è arrivata al termine di una partecipata assemblea dei lavoratori coi sindacati 

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I dipendenti della Provincia di Piacenza hanno proclamato lo stato di agitazione. La decisione è arrivata al termine di una partecipata assemblea dei lavoratori coi sindacati nella sala del consiglio provinciale. I dipendenti sono allarmati dai recenti sviluppi della Legge di Stabilità ora al vaglio del Senato.

Sembra infatti che si stia procedendo velocemente verso il taglio del 50 per cento del personale in forze alle amministrazioni provinciali. Ora l’assemblea dovrà votare se procedere o meno con lo stato di agitazione. Una volta terminata l’assemblea, i lavoratori si sono recati in prefettura per incontrare il prefetto Anna Palombi.

Rispetto al taglio dei dipendenti, l’accelerata è stata impressa da un emendamento all’articolo 35 della legge di stabilità, la cui applicazione corre il rischio di avere gravi ripercussioni anche sui servizi svolti dall’ente.

Sono a rischio, come emerge dall’assemblea, anche gli interventi di manutenzione ordinaria nelle scuole di Piacenza, oltre ad esserci insicurezza assoluta per quanto riguarda la capacità dell’ente nel riuscire a pagare gli stipendi dei dipendenti già dal prossimo anno.

“Purtroppo quello che è passato inosservato è che il taglio – ha spiegato Raffaella Boselli delle Rsu dei lavoratori – delle Province significherà un taglio dei servizi ai cittadini, le conseguenze si vedranno nei prossimi anni. Nel rispetto della legge, cercheremo di far valere i nostri diritti e anche quelli dei cittadini a vedersi erogati servizi di qualità.

Abbiamo contratti di servizio che riguardano diversi collaboratori, che sono nostri colleghi da oramai diversi anni. Sono persone qualificate e abbiamo chiesto all’amministrazione di trovare le risorse perchè questi contratti di servizio siano rinnovati. Perchè coprono delle fette di competenze della Provincia che devono essere assicurate ai fini del buon funzionamento dell’ente. Da parecchi anni avevamo preannunciato la difficoltà di trasferire le competenze della Provincia su altri enti, siamo preoccupati perchè il lavoro pubblico e l’erogazioni dei cittadini dei servizi vengano meno”.

Il presidente della Provincia Francesco Rolleri ha partecipato a Roma all’assemblea nazionale dell’Upi, l’Unione delle Province Italiane, per discutere delle iniziative da intraprendere sulla Legge di stabilità e fare il punto sullo stato di attuazione della riforma Delrio sui territori. Di seguito il comunicato ufficiale dell’Upi.

Assemblea dei Presidenti di Provincia “La prossima settimana iniziativa in tutte le Province per informare cittadini, presidi, studenti e dipendenti delle Province su emergenza bilanci”

Incontri in tutte le Province con i Sindaci, con i dirigenti scolastici, con le rappresentanze degli studenti, con le Associazioni dei cittadini e con le rappresentanze delle organizzazioni sindacali ed imprenditoriali per spiegare, nel concreto, quali sono i servizi che rischiano di saltare se la Legge di stabilità sulle Province non cambia.

E’ quanto hanno deciso i Presidenti di Provincia, riuniti in Assemblea a Roma, e che vedrà impegnati gli amministratori la prossima settimana, contemporaneamente all’avvio in Senato dell’iter di discussione della Legge d stabilità. “Deve essere chiaro – ha detto il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci – che si sta tagliano 1 miliardo di servizi ai cittadini, non alle Province. Vogliamo che i nostri cittadini sappiano quale saranno le conseguenze della scelte del Governo contro le Province, che conoscano quali sono i servizi che rischiano di scomparire, quali le scuole che non potremo più manutenere e quali le strade che saremo costretti a chiudere a causa dei tagli del Governo Renzi.

Da oggi – ha aggiunto – iniziamo il confronto con i gruppi in Senato per chiedere con forza di ascoltare le ragioni dei territori e delle comunità: è stata approvata una legge di riforma delle Province non più tardi di 6 mesi fa, salutata anche in Parlamento come una grande riforma in grado di cambiare il modo di amministrare. Adesso questi stessi parlamentari ci spieghino perché hanno deciso che questa riforma debba morire sotto i tagli del bilancio dello Stato ancora prima di iniziare a prendere forma”.  

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