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Se il liscio incontra il jazz, con “Casadei secondo me” al Milestone 

Sabato 13 dicembre 2014, il Milestone di via Emilia Parmense 27, sede del Piacenza Jazz Club, ha in serbo una vera sorpresa: Casadei secondo me, di e con Simone Zanchini, fisarmonicista, accompagnato da Stefano Bedetti ai saxofoni, Stefano Senni al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, Il concerto inizierà alle ore 21.15 (ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi), ma già dalle 20.30 sarà possibile accedere alla sala. 

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Sabato 13 dicembre 2014, il Milestone di via Emilia Parmense 27, sede del Piacenza Jazz Club, ha in serbo una vera sorpresa: Casadei secondo me, di e con Simone Zanchini, fisarmonicista, accompagnato da Stefano Bedetti ai saxofoni, Stefano Senni al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, Il concerto inizierà alle ore 21.15 (ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club o Anspi), ma già dalle 20.30 sarà possibile accedere alla sala.

Durante la serata verranno raccolte offerte a favore del medico piacentino Francesca Lipeti, che da diversi anni svolge un’importante opera a fianco delle popolazioni rurali keniote; per l’occasione Piacenza Jazz Club offrirà il 20% del tesseramento richiesto sabato sera e un euro per ogni consumazione al bar del locale. Il ricavato servirà per l’acquisto di medicinali e piccola attrezzatura da ambulatorio. “In generale non mi sono mai interessati i tributi, gli omaggi o le rivisitazioni – afferma il fisarmonicista romagnolo, leader del progetto – le ho sempre trovate cosa vecchia, un po’ patetiche e legate al passato. Però, quando mi è stato chiesto di fare un tributo a Secondo Casadei, non ho potuto rifiutare. No, Casadei è un’altra cosa! Perché Casadei rappresenta il mio passato come quello di tutti i romagnoli e non solo un passato musicale ma di vita in senso generale. Perché se nasci in Romagna e decidi, a sette anni, di suonare la fisarmonica, Casadei diventa automaticamente una tappa obbligatoria che invade felicemente la tua vita. Si, ho iniziato e sono cresciuto proprio con quei suoni. Ed oggi mi ritrovo onorato di poter mettere mano alle melodie composte da questo grande personaggio, nel tentativo di donare loro una nuova veste stilistica ed una odierna freschezza musicale, intrisa di tutte le contaminazioni che, attraverso il lungo percorso di studi, mi hanno formato, come la musica classica e il jazz”.

Questo ci ha dichiarato Simone Zanchini, fisarmonicista tra i più interessanti e innovativi del panorama internazionale, la cui ricerca si muove tra i confini della musica contemporanea, acustica ed elettronica, sperimentazione sonora, contaminazioni extracolte, sfociando in un personalissimo approccio alla materia improvvisativa. Diplomato con lode in fisarmonica classica al Conservatorio “G. Rossini” di Pesaro, è strumentista eclettico ed esercita un’intensa attività concertistica con gruppi di svariata estrazione musicale. Vanta collaborazioni con molti musicisti di fama internazionale e di differenti generi; dal 1999 collabora stabilmente con i Solisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, con cui compie regolarmente tournée in ogni parte del mondo. All’attività concertistica e di ricerca, Zanchini affianca anche quella didattica, tenendo workshop sulla fisarmonica e sull’improvvisazione.

Dal 1996 ha pubblicato circa una ventina di dischi, tra i più recenti troviamo: nel 2006 “Bebop Buffet” (Wide Sound) in duo con Frank Marocco, disco esemplare del linguaggio bebop espresso con la fisarmonica. Nel 2009 “Meglio solo!” (Silta Records) nel quale sperimenta le possibilità timbriche del suo strumento attraverso l’uso di una particolare fisarmonica “midi” e nello stesso anno esce anche “Fuga per Art 5et” (Dodici Lune Records) l’unico disco tributo di Zanchini, omaggio al suo grande maestro, nonché uno dei massimi esponenti della fisarmonica jazz: Art Van Damme. Nel settembre 2010 pubblica il disco “The way we talk” (In+Out Records), con un quartetto internazionale che coinvolge musicisti europei e statunitensi; nel maggio 2012 viene pubblicato “My Accordion’s Concept” (Silta Records), un progetto costruito su improvvisazioni radicali per fisarmonica acustica e live electronics, tentativo coraggioso di Zanchini di sovvertire il comune codice espressivo attraverso il suo strumento.

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