Quantcast

Sgominato dalla Municipale giro di prostituzione, 4 arresti a Piacenza foto

Decine di ragazze orientali accoglievano i clienti in un appartamento di via Taverna e in un centro massaggi di via Manzoni (entrambi a Piacenza), diventati veri e propri centri della prostituzione

Prostituzione in via Taverna e in un centro massaggi: 4 arresti

Decine di ragazze orientali accoglievano i clienti in un appartamento di via Taverna e in un centro massaggi di via Manzoni (entrambi a Piacenza), diventati veri e propri centri della prostituzione, capaci di fruttare migliaia di euro al mese.

La banda di sfruttatori, formata da quattro persone, é stata sgominata grazie a un’indagine condotta dalla Polizia Municipale di Piacenza e diretta dal pubblico ministero Antonio Colonna. In Procura, alla presenza del Procuratore della Repubblica Salvatore Cappelleri e del comandante della Municipale Massimiliano Campomagnani, si è tenuta la conferenza stampa per illustrare l’esito delle indagini.

L’inchiesta è nata proprio per iniziativa della Polizia Municipale che ha sviluppato la segnalazione dei residenti della palazzina di via Taverna, esasperati dal continuo via vai dall’abitazione. In manette sono finiti gli artefici del traffico illecito: una 39enne cinese, da considerarsi il boss della banda, un italiano di 50 anni residente a Como, un’altra cinese classe ’78, e una 28enne moldava.

Le ragazze cinesi venivano adescate direttamente nel paese d’origine attraverso un sito web che prometteva un lavoro presso centri massaggi in Italia, ma le giovani – tutte in condizione di clandestinità – venivano in realtà dirottate alla prostituzione, esercitata anche a Rosignano Marittimo (Livorno), oltre che nei due centri in città. 

Il Procuratore Cappelleri ha sottolineato che lo sfruttamento nei confronti delle straniere era di natura economica: “La banda dei malviventi tratteneva il 50 per cento dei compensi e alle ragazze erano addebitate anche le spese dei locali dove esercitavano, solo una piccola parte del compenso finiva nelle loro tasche”. L’aggancio dei clienti avveniva on line, tramite annunci; in un secondo tempo avveniva il contatto telefonico, in cui venivano pattuiti i prezzi delle prestazioni.

Cappelleri ha rivolto anche un monito a chi affitta appartamenti senza curarsi delle attività che si praticano nei locali: “Se, come in questo caso, si praticano attività illecite, anche i proprietari rischiano conseguenze, sia di natura penale che pecuniaria” . 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.