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Le Rubriche di PiacenzaSera - Le Recensioni CJ

“Snob” di Paolo Conte, la recensione di PcSera

In questi tempi - già duri e agri a causa della crisi economica, etica e morale del paese – assistiamo inermi al tramonto di un’intera generazione di maestri del cantautorato italiano

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PAOLO CONTE
Snob (2014)

In questi tempi – già duri e agri a causa della crisi economica, etica e morale del paese – assistiamo inermi al tramonto di un’intera generazione di maestri del cantautorato italiano. I migliori se ne sono andati, se ne vanno sempre i migliori (Gaber, De Andrè, Dalla), e tra i superstiti c’è chi ormai scrive solo romanzi (Guccini, Fossati, Vecchioni), chi gioca a fare l’assessore (Battiato, ma solo per poche ore…) o chi fa troppi live, compilation e “the best of”… (vero, De Gregori?)

In questo contesto arido e tristo, stupisce la continuità del grande chansonnier piemontese, la sua voglia – a 77 anni suonati – di scrivere canzoni e di interpretarle con le consuete eleganza e sensibilità.

Ovvio, la sua parabola artistica ha toccato vertici più alti nel passato più o meno recente, ed è vero, questa nuova collezione nulla o quasi aggiunge al suo curriculum vitae.
Ma insomma, come qualcuno ha scritto (meglio di noi), forse si accusa Cohen di fare il Cohen, o Dylan di fare il Dylan?
E allora teniamoci strette queste quindici nuove tracce. Intelligenti, raffinate, ironiche.

Tra esse meritano un cenno la title-track, che vuol essere una fiera rivincita dei solidi valori della provincia sul (vuoto) snobismo metropolitano (“Noi di provincia siamo così/le cose che mangiamo/son sostanziose come le cose/che tra di noi diciamo…/noi provinciali siamo così/le cose che cantiamo/van ben per i soldati e i muli…/forse siamo noi così…”), l’andamento sbilenco di “Tutti a casa” (“Tu che ti scaldi le gambe davanti a un falò/bimba, tu non sai che freddo che ho/nel mio cuore…”), la contaminazione terzomondista di “Si sposa l’Africa”, con quel “Kunta Kinte” ripetuto che fa molto Capossela, i ritmi latini di “Maracas” e “Tropical”, e la chiusura da nightclub di periferia con “Ballerina”, a là Waits.

Per non parlare della progressione melodica del ritornello di “Gente (C.S.I.D.N., che sta per “Che Stava Innamorandosi Di Noi”): roba da fuoriclasse.

Giovanni Battista Menzani
@GiovanniMenzani

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