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Tutto esaurito al Municipale per il concerto con la Toscanini FOTO foto

Tutto esaurito e grandi applausi per il tradizionale appuntamento con San Silvestro a Teatro, il concerto con cui la Fondazione Teatri di Piacenza ha festeggiato in musica l’arrivo del 2015

Tutto esaurito e grandi applausi per il tradizionale appuntamento con San Silvestro a Teatro, il concerto con cui la Fondazione Teatri di Piacenza ha festeggiato in musica l’arrivo del 2015.

L’orchestra filarmonica “Arturo Toscanini” diretta dal Maestro Christopher Franklin si è esibita in un programma basato sulla musica viennese da decenni sinonimo di “Concerto di Capodanno”.

Ad aprire le danze  l’Ouverture di Ein Morgen, Mittag, und Abend in Wien (Mattino, pomeriggio e sera a Vienna, 1844) di Francesco Ezechiele Ermenegildo cavaliere di Suppé-Demelli, più noto come Franz von Suppé.

Non meno nota agli estimatori del disegno animato è la successiva proposta, la Suite da Lo schiaccianoci di Pëtr Il’ic Cajkovskij, portato a compimento nel 1891 come balletto ed eseguito l’anno successivo in concerto. Cajkovskij, durante la composizione delle musiche, compie un viaggio negli Stati Uniti, ma al rientro staziona per qualche giorno a Parigi, dove ha modo di ascoltare bizzarri strumenti giocattolo e, per la prima volta, la celesta: un’esperienza d’ascolto che si riversa in modo determinante nelle scelte timbriche e nell’orchestrazione del balletto, a partire dalla Ouverture, dove – senza rinunciare a una forma classica basata su due temi – sono volutamente omessi gli archi gravi dell’orchestra. Istantaneamente si presenta un mondo ludico, onirico e leggero, che ha una naturale prosecuzione nella Marcia, meccanica ed incisiva come una boîte à musique appena caricata.

Alla frenesia del Trépak, danza cosacca, si succedono le evocazioni dell’Arabia (dal tema preso a prestito da una ninna nanna georgiana) e dell’estremo Oriente, con un ricamo puntatissimo di flauti e ottavino. Sempre gli strumentini la fanno da padrone in Mirlitons (Danza degli zufoli), in cui una sapientissima scrittura permette di ottenere l’effetto di un flauto popolare. Conclude la Suite il suadente Valzer dei Fiori, per darci la prova di quanto Cajkovskij concepisse il balletto come una entità dove il suono e il movimento nascono insieme e restano inscindibili.

A seguire largo alla musica di Johann Strauss Jr. con il Valzer dell’imperatore (Kaiser Walzer) composto nel 1889 per rendere omaggio alla grande sala da concerti Konigsbau a Berlino e per celebrare un importante incontro fra l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe e quello tedesco Guglielmo II avvenuto in quello stesso anno.

Alla tipologia della Polka appartengono invece Eljen a Magyar! (Viva gli ungheresi!), scritto per una tappa a Pest durante un tour a San Pietroburgo e la arcifamosa Pizzicato-polka, scritta a quattro mani con il fratello Josef; mentre la prima si ispira al canto patriottico della Rakoczy-Marsch come aveva fatto Berlioz nella sua Damnation de Faust, la seconda utilizza risorse strumentali piuttosto singolari, anzitutto imponendo al suonatore di strumento ad arco di appoggiarlo per un momento sul leggio.

Se il più delle volte la musica ha raccontato la tempesta con tinte impetuose e cupe, quello raffigurato nel Valzer Unter Donner und Blitz (Sotto lampi e tuoni), dimostra come ci si possa eventualmente riparare da un violento temporale approdando in un accogliente appartamento dove è in corso una festa.

Carl Otto Nicolai, oggi troppo poco conosciuto, fu un talentuoso pianista, cantante, compositore e direttore d’orchestra che animò la vita musicale di Berlino a metà del secolo XIX. Forte di una solida formazione tedesca e di un indispensabile perfezionamento in Italia, scrisse un’opera teatrale basata sulle Allegre comari di Windsor di Shakespeare. La pièce rientra nel genere dello Singspiel, che alterna ai numeri musicali dei dialoghi parlati, ma è ricca di spunti tratti dall’opera buffa italiana ed anticipa, benché limitatamente al soggetto e ai personaggi, il Falstaff verdiano.

A concludere la serata sarà invece An der schönen blauen Donau (Sul bel Danubio blu) di Johann Strauss Jr. Un valzer che chiunque conosce, che ci accompagna nei posti più disparati e che inizialmente prevedeva la presenza di un coro maschile, dato che fu commissionato dalla Wiener Männergesang-Verein (società corale maschile) nel 1865.

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