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Cartelle pazze Inps, Spi-Cgil ai pensionati: “Non pagate”

"Ad alcuni pensionati piacentini - segnala il sindacato - sono arrivate lettere dall'INPS Nazionale con testi incomprensibili che hanno, però, in allegato il modello di pagamento unificato all'Agenzia delle Entrate di somme affatto trascurabili (400 euro e oltre)"

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“Ad alcuni pensionati piacentini sono arrivate lettere dall’INPS Nazionale con testi incomprensibili che hanno, però, in allegato il modello di pagamento unificato all’Agenzia delle Entrate di somme affatto trascurabili (400 euro e oltre). Sarebbe comico – se non fosse esasperante – che le ingiunzioni di pagamento risultano fissate per giorni già superati all’atto della consegna postale”. A segnalarlo è la segreteria provinciale di Spi-Cgil, invitando i pensionati a non pagare le somme richieste.

“In un momento in cui i pensionati italiani, i più tartassati fiscalmente d’Europa, “benedetti” dal Renzismo con l’esclusione dal beneficio degli 80 euro e il mantenimento dell’ingiustizia delle detrazioni fiscali – si legge in una nota -, la dinamica anti-sociale del meccanismo della perequazione automatica e il dimenticatoio delle somme rubate con l’iniquo blocco della stessa, adesso ci sono anche comportamenti inaccettabili dell’INPS che vuol mettere le mani in tasca senza spiegare bene perché”.

“Qualche pensionato – spiegano – evidentemente poi colpito da qualche dubbio, si è rivolto a noi dopo aver già pagato. Ora ci sarà da sudare per riavere il maltolto. Nel frattempo, ci siamo già organizzati verso le INPS “a portata di mano” Regionale e Provinciale per avere risposte chiare ed esaustive per noi e per i pensionati coinvolti in questi invii postali. Non basta dire “sono cose romane”; no, vogliamo sapere come stanno le cose e alla svelta, perché non si può scherzare con chi tutti i giorni deve far di conto per tirare avanti. E alla svelta perché ci stanno ragioni per montare una giusta, adeguata protesta. Noi non vogliamo soffiare sul fuoco, ma non ci gireremo dall’altra parte rispetto a chi ci chiede semplicemente di sapere bene perché gli vengono chiesti tanti soldi.

La segreteria provinciale invita tutti a non pagare: “Venite subito nei nostri uffici a mostrarci cosa vi hanno scritto, e ci faremo  carico di far valere il principio dell’informazione precisa come base insostituibile della democrazia partecipata”.

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