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Dipinti di Spolverini a Palazzo Farnese. I neoborbonici chiedono chiarimenti al ministero

La risposta non si è fatta attendere e, dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno, oggi, il Movimento Neoborbonico, ha chiesto chiarimenti al ministro 

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“I quadri di Lorenzo Spolverini, oggi nei depositi di Capodimonte, vengono da palazzo Farnese a Piacenza, e a Piacenza potrebbero tornare”. Lo affermava il Ministro della Cultura Dario Franceschini, pochi giorni fa, in un’intervista al Corriere della Sera, intitolata “Riportiamo a casa le opere dimenticate dai grandi musei” (LEGGI L’ARTICOLO).

La risposta non si è fatta attendere e, dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno (LEGGI L’ARTICOLO), oggi, il Movimento Neoborbonico, ha chiesto chiarimenti al ministro “in merito alla circostanza di alcuni beni della Collezione Farnese che dovrebbero essere portati da Napoli a Parma”. “Carlo di Borbone – precisano tramite il segretario Salvatore Lanza decise nel 1734 il trasferimento dei pezzi farnesiani dal Ducato di Parma alla capitale del Regno delle due Sicilie, e di lasciarli in eredità al figlio Ferdinando IV, semplicemente perché erano un patrimonio della sua famiglia. Guarda caso, il ministero non ha risposto alla nostra lettera: forse si sono resi conto della gaffe”.

Ed ancora affermando che le opere in questione sono tutt’altro che dimenticate: “C’è una rotazione delle opere mostrate al pubblico – si legge sulle pagine del quotidiano – rende noto il Museo, anche in coerenza con i percorsi espositivi che nel tempo vengono realizzati”.

“Se dovesse passare questa idea delle restituzioni – chiosano i neoborbonici – sarebbe a rischio un patrimonio immenso che invece appartiene legittimamente al popolo di Napoli. «Pare che Carlo di Borbone – ricorda Lanza – avesse fatto aggiungere una postilla al suo testamento nella quale esprimeva il desiderio di donare tutto l’immenso patrimonio famiglia reale alla città. E poi, se proprio vogliamo parlare di “ri-distribuzione” – conclude Lanza – dovremmo menzionare i beni sottratti dai Savoia a Napoli e al Sud e che occorrerebbe restituire: specchi, porcellane, quadri o arazzi delle Regge finiti tra Torino e Roma ed enti pubblici vari”.

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