“Insieme ai musulmani d’Europa potremo sconfiggere il terrorismo”

Dopo i fatti di Parigi, l’attentato terroristico contro il giornale satirico "Charlie Hebdo", ospitiamo l’opinione di Davide Tacchini,

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Dopo i fatti di Parigi, l’attentato terroristico contro il giornale satirico “Charlie Hebdo”, ospitiamo l’opinione di Davide Tacchini, esperto della cultura islamica e autore di “Islam e Integrazione in Italia” edito da Marsilio.

Ancora una volta ci troviamo a registrare un atto di terrorismo, efferato quanto vile, di matrice islamica. Ancora una volta vittime innocenti, dodici. Forse una tredicesima, che produrrà più effetti nel medio-lungo termine è la stessa libertà di stampa. Lo hanno riportato molti quotidiani online, lo leggeremo su quelli cartacei. Alcuni hanno pubblicato pezzi proprio con titoli del tipo “l’omicidio della libertà di stampa”.

Colpita ancora una volta una capitale europea, quella del paese della Laicité più estrema, che per prima aveva sperimentato la follia islamista nel 1995.
Non starò qui a dire che l’Islam non è quello rappresentato dai due (o forse tre) attentatori, che l’Islam è una religione di pace, che il reato di blasfemia non è coranicamente punibile che nell’aldilà, e altre scontate verità. Non dirò nemmeno che i terroristi sono una minoranza esigua, che i musulmani europei sono ben altro etc.

Esiste un problema con l’estremismo musulmano in Europa e in tutto l’occidente. Non giova ad alcuno negarlo (come non giova ad alcuno utilizzarlo come mezzo di propaganda politica). La criticità è aumentata con il fenomeno del cosiddetto reducismo. Musulmani europei, spesso di seconda o terza generazione si recano in paesi in cui le milizie vengono addestrate (Iraq, Afghanistan, e ultimamente soprattutto Siria), e poi tornano, con una pericolosa preparazione militare aggiunta al fanatismo che forse era già presente.

I servizi segreti francesi hanno evidentemente mostrato la loro inefficienza. Come possono due personaggi del genere con diversi periodi passati in Iraq e Siria, che avrebbero dovuto essere seguiti addirittura dall’interpol, procurarsi armi di quel tipo, agire indisturbati in una città come Parigi e attaccare un settimanale che era già stato oggetto di minacce e di un attentato nel 2011?
Esiste un problema con il terrorismo di matrice islamica in Europa, questo attacco ce lo ha mostrato ancora una volta e fin troppo chiaramente.

Di questo sono assolutamente consapevoli anche i musulmani Europei.
Mai come in questa occasione sia personalità musulmane di rilevanza internazionale che le comunità islamiche di tutta Europa (e anche in Italia), insieme con tanti privati cittadini di fede islamica si sono esposte per condannare “senza se e senza ma” la strage compiuta in nome dell’islam.

Sia attraverso comunicati stampa che sui social network, da Tariq Ramadan alla comunità islamica di Bologna sono state centinaia le prese di posizione nette e decise.
Mai si era vista una partecipazione così coesa. I musulmani di Milano hanno organizzato una manifestazione davanti al consolato Francese. Non è cosa da poco.
Khaled Hanafy ha invocato manifestazioni di musulmani in tutto il mondo.

I musulmani sono vittime di questi atti, non dimentichiamolo, e solo insieme con i musulmani europei (e l’intelligence che funziona) si potrà combattere efficacemente questo tipo di fenomeni nel prossimo futuro.

Sul perché “tanti” giovani di seconda e terza generazione decidano di andare a combattere sui fronti caldi del medio oriente bisognerebbe dedicare un altro pezzo, ma anche questo fenomeno può essere arginato. Può essere contenuto solo se gli attori sociali lavorano in sinergia. La scuola, ad esempio, insieme con la società civile, la stampa, la politica e… con le comunità islamiche.

Davide Tacchini, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, autore di “Islam e Integrazione in Italia”, Marsilio

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