Minori stranieri, a Piacenza 78 arrivi in un anno: “Dal Comune sforzo enorme” foto

186 i minori stranieri non accompagnati attualmente in carico ai servizi del Comune di Piacenza. I dati forniti nel corso di un’audizione richiesta da 8 consiglieri di maggioranza

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Sono 186 minori stranieri attualmente in carico ai servizi del Comune di Piacenza, di cui 78 sono nuovi arrivi giunti durante lo scorso anno. “Più di uno a settimana”, dice il dirigente dei servizi di assistenza minori Mariangela Tiramani, tra i relatori dell’audizione richiesta da 8 consiglieri di maggioranza, in merito appunto alla situazione dei minori stranieri non accompagnati presenti sul territorio di Piacenza.

’Ho raccolto con molto interesse questo invito – dice l’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini – perché questo tema merita di essere conosciuto. Ci troviamo davanti a un contesto normativo che ci impone di prenderci carico dei minori stranieri arrivati sul territorio. Si parla di accoglienza, che deve essere connotata da dignità e umanità, e da questo punto di vista non posso non sottolineare la massima disponibilità con uno sforzo enorme degli operatori del Comune, sempre reperibili ad ogni orario, con difficoltà anche logistiche, visto che i loro uffici spesso diventano un luogo vissuto da questi ragazzi. Qualche tempo fa il sindaco di Piacenza ha assunto una presa di posizione molto forte, direi quasi da disobbedienza civile (aveva detto di non poterne più accogliere, ndr). E’ stato un atto dovuto e forse qualcosa ha mosso, visto che su alcuni arrivi qualcosa e’ migliorato. Noi spesso paghiamo il fatto di essere rispettosi delle norme, però c’è un limite’. 

La dirigente Tiramani ha fatto il punto della situazione. “Questo tema si inserisce in quello più ampio dell’immigrazione, un fenomeno che sta mettendo in forte difficoltà il nostro paese, al di la di come la si possa pensare in merito. La legge Turco sancisce che i minori stranieri non accompagnati, privi cioè della famiglia sul territorio italiano, non possano essere riaccompagnati alla frontiera, e le forze dell’ordine li devono affidare ai servizi sociali dei Comuni di riferimento. Di fatto, i servizi diventano i riferimenti genitoriali di questi ragazzi: a noi compete la loro tutela legale, l’istruzione e il mantenimento. Si tratta comunque di giovani che provengono da un contesto familiare fragile e che inseguono un sogno di benessere. Tra le nazionalità prevalenti figurano quelle egiziane e albanesi, ma ci occupiamo anche di ragazzi del Pakistan, Marocco, Tunisia”. Attualmente i servizi sociali hanno in affido le tutele di 90 minori, dei quali 56 sono stranieri.

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