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Si finge malata di cancro per spillare soldi a un medico. Condannata

Una donna di Fiorenzuola (Piacenza) aveva simulato tutto, pare assumendo dei farmaci che le procuravano effetti collaterali simili a quelli dei pazienti in chemioterapia

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Aveva finto di essere gravemente malata, addirittura di avere un tumore, per spillare soldi a un medico. Aveva simulato tutto, pare assumendo dei farmaci che le procuravano effetti collaterali simili a quelli dei pazienti in chemioterapia. 

E’ stata condannata in primo grado dal Tribunale di Parma una donna di 39 anni di Fiorenzuola d’Arda (Piacenza), che per mesi ha raggirato con una malattia inventata, e ben simulata, un professionista parmense.

Secondo quanto riporta Repubblica.it nell’edizione di Parma (LEGGI QUI) la truffa della donna è stata scoperta nel 2008.

A chiusura del processo di primo grado per truffa aggravata dall’ingente danno economico la donna è stata condannata a due anni di reclusione e al risarcimento di 95mila euro al medico parmigiano, somma che comprende il 76mila euro che gli aveva spillato, più i danni biologici e morali.

Il medico aveva conosciuto la giovane donna tramite il fratello di lei. L’amico gli aveva chiesto di vedere la sorella che aveva problemi di salute. Nonostante il medico fosse specializzato in psichiatria e non in oncologia, si offrì di aiutare la malata. Lei sosteneva di avere il cancro e di doversi sottoporre a costose cure, anche all’estero. 

Secondo quanto riferisce Repubblica.it il medico non aveva motivo di sospettare nulla: la donna sembrava davvero malata, aveva l’aspetto gonfio di chi assume farmaci chemioterapici e perdeva i capelli. L’uomo, fiducioso, acconsentiva a concederle prestiti perché potesse pagarsi le cure mediche. Le versava bonifici da migliaia di euro sul suo conto corrente.

Ma per continuare a spillare denaro alla vittima, a un certo punto la donna ha detto al professionista che gli avrebbe venduto un appartamento di cui era proprietaria, a Fiorenzuola d’Arda, architettando una vendita falsa per farsi anticipare i soldi.

Con il passare dei mesi i sospetti del medico sono cresciuti. Alla fine è emerso che la donna non era assolutamente malata di cancro. Aveva finto, pare assumendo dei farmaci che le procuravano effetti collaterali simili a quelli dei pazienti in chemioterapia. 

Il giudice Giuseppe Monaco ha disposto che all’imputata venisse revocata la sospensione di un’ulteriore condanna a sette mesi pronunciata dal tribunale di Piacenza per falso in scrittura privata.

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