Una matita per la libertà di espressione, stasera la camminata a Piacenza

Organizzata da diverse associazioni e organizzazioni partirà alle ore 20.30 da Piazza Cavalli per concludersi in Piazza Duomo

Più informazioni su

E’ in programma questa sera a partire dalle ore 20.30 una camminata per la pace da Piazza Cavalli a Piazza Duomo organizzata da diverse associazioni e organizzazioni dopo gli attentati di Parigi. Alla manifestazione aderiscono Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Associazione Stampa Emilia-Romagna, Libera, Unione degli Studenti, Acli, Anpi, Arci, Amnesty International, Emergency, Le Mani Delle Donne, Ambiente e Lavoro, Auser, Cgil, Cisl, Uil, Comunità Islamica della Provincia di Piacenza, Partito Democratico della Provincia di Piacenza, Giovani Democratici. Sarà presente e terrà un breve discorso anche il presidente nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giovanni Rossi.

Anche Rifondazione Comunista ha dato la propria adesione alla camminata: “Le comuniste e i comunisti – afferma il segretario provinciale David Santi – sono “Charlie sempre” perchè da sempre stanno dalla parte dell’irriverenza che irride a 360 gradi il fondamentalismo dei bigotti e dei potenti. Siamo vicini alle vittime della violenza, ai giornalisti, ai parigini, alle comunità ebraiche e musulmane che hanno saputo rompere le gabbie del dolore e dell’odio per fondersi in una grande risposta di piazza il cui tratto indelebile è quello della fraternità”.

“La follia del terrorismo si batte eliminando il contesto rancoroso ed incivile che vuol rinchiudere le persone ognuna nel ghetto angusto delle origini geografiche o delle credenze religiose. La tolleranza, la voglia di libertà e uguaglianza tra le persone l’avranno vinta sull’odio e la violenza perchè una matita spezzata non smette di scrivere, raddoppia il suo segno”.

Di seguito pubblichiamo l’appello dei promotori.


UNA MATITA PER LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE, UNA CAMMINATA PER LA PACE

I terribili fatti di sangue che hanno investito Parigi il 7 gennaio 2015 hanno profondamente colpito la comunità piacentina. I firmatari di questo appello si impegnano affinché la comunità locale conservi e diffonda i valori di pace, confronto e libertà di espressione che i padri costituenti hanno posto al centro della Carta Costituzionale della Repubblica Italiana dopo una guerra dilaniante; valori che vanno difesi con forza quando le libertà fondamentali della democrazia sono attaccati da fanatici estremisti.

Piacenza è un territorio di Pace e di dialogo che non può rimanere inerme di fronte alla barbarie del terrorismo o cedere a logiche tese a diffondere odio, violenza e intolleranza. Nei giorni immediatamente successivi al 7 gennaio, a Piacenza, una serie di associazioni, organizzazioni, corpi sociali – la società civile nel senso più ampio e includente del termine – hanno deciso di autoconvocarsi e redigere queste poche righe in forma di appello con l’obiettivo di costruire dal basso un segnale tangibile e concreto in difesa della libertà di pensiero e in favore di percorsi di dialogo e di pace.

Per questo chiediamo a tutti di scendere in piazza. Ci rivolgiamo a tutte e tutti, singoli e organizzazioni ed in particolare a tutte le confessioni religiose che formano la nostra comunità: alla barbarie dei kalashnikov e agli estremismi, rispondiamo con un tratto di matita e con una camminata di pace orgogliosa. La libera espressione del pensiero e il confronto sono alla base della democrazia e del modello culturale europeo.

Piacenza è contro ogni forma di violenza. Piacenza si batte per la libertà di pensiero ed espressione; per la pace e la convivenza dei popoli. Respingiamo insieme qualsiasi idea di scontro e di conflitto frontale e rimarchiamo come tutte le confessioni religiose tendano a promuovere la pace tra i popoli; rifiutiamo qualsiasi logica tesa a destabilizzare la nostra società attraverso la violenza e l’odio.

Giovedì 15 gennaio scendiamo in strada con un matita in mano, rivolta al cielo, partendo da piazza Cavalli verso piazza Duomo: luoghi di incontro e di dialogo – luoghi di pace – del nostro territorio. Una matita per la libertà di espressione, una camminata per la pace.


Girometta (Forza Italia): “I mussulmani rispettino la nostra cultura e le nostre tradizioni”

“E’ assolutamente necessario e urgente attivarsi per vincere il timore e il terrore e pretendere dai mussulmani atteggiamenti e comportamenti adeguati a una civile convivenza e rispettosi della nostra cultura e delle nostre tradizioni”. Lo afferma Maria Lucia Girometta, Capogruppo Consiglio Comunale Forza Italia. “Il rapporto conflittuale tra il mondo islamico e i paesi occidentali – scrive in una nota – è un duro e travagliato confronto che risale nella sua origine a parecchi secoli or sono, segnato, soprattutto nel passato, da lunghe e aspre guerre, in una alternanza di invasioni, conquiste e sconfitte”.

“Ma chiediamoci quali sono le differenze tra l’Islam e l’Occidente? Il mondo occidentale pone alla base della propria cultura e vita la persona umana con i suoi diritti fondamentali e soprattutto la sua libertà. C’è distinzione e autonomia tra politica, società e religione in quanto vengono rispettate le differenti opinioni e le diverse fedi di ciascuno. Per il mondo islamico invece tutto è religione: ogni aspetto della vita sociale, politica, economica è guidato dai principi religiosi del Corano, che è l’unica e vera legge possibile e al quale le norme di civile convivenza devono ispirarsi”.

“Il termine stesso “mussulmano” significa “il sottomesso” ed esprime l’atteggiamento fondamentale del fedele nei confronti del loro Dio ….. Questa concezione totalizzante non è vista dall’Islam come un limite, ma come un valore fondamentale, segno di sicurezza, di forza e di unità. Basilare per l’Islam non è la persona, ma la comunità, cioè la patria che comprende tutti i credenti islamici e che va al di là dei confini delle nazioni che sono stati imposti”.

“In Occidente – aggiunge ancora Girometta – lo stato laico è considerato positivamente come un segno di maturità politico-sociale dalle varie Chiese e Confessioni religiose, mentre per l’Islam queste sono tutte espressioni di un deterioramento religioso ed etico. Per l’Islam spirituale significa anche politico, quindi in genere, i capi religiosi sono anche i capi politici e viceversa. Esistono due diverse modalità di vivere l’islamismo: quella radicale dei fondamentalisti, di coloro cioè che vogliono applicare letteralmente e totalmente la legge coranica a tutti, mussulmani e no, e quella di coloro che vivono una religiosità più tranquilla e all’apparenza tollerante e aperta. Spesso i fondamentalisti usano mezzi violenti e terroristici per ottenere i loro scopo”.

“Un altro importante aspetto che genera l’integralismo violento è il rifiuto della moralità occidentale basata sulla libertà del singolo, sulla coscienza soggettiva, contro una moralità pubblica e una purità legale ispirate al Corano. Per un mussulmano gli Occidentali appaiono poveri di fede, umanità e sentimenti,  mentre gli islamici si sentono ricchi, perché vivono in base al cuore e al sentimento. L’Occidente appare loro orientato verso il futuro e la trasformazione, tutto preso dalla produttività, dal consumo, dalla ricerca del benessere materiale, mentre l’Islam si sente radicato nella tradizione, si lascia guidare dalla libertà, dallo spirito, dalla preminenza dell’uomo sulle cose.
La storia che viene insegnata nelle scuole mussulmane presenta la civiltà occidentale come usurpatrice della scienza e della civiltà arabo-islamica, con il risultato di creare un atteggiamento di rancore e di rivalsa”.

“Il Corano riconosce la tolleranza verso i cristiani e gli ebrei, le altre due religioni del libro, ma a patto che si pongano al servizio del popolo mussulmano. L’uomo ateo è inaccettabile, inconcepibile per un fedele di Maometto, da eliminare fisicamente. L’ Occidente, basandosi sui propri principi fondamentali, cioè il rispetto della persona e della libertà, chiede l’ottemperanza di detti principi agli Islamici, i quali invece partono dal presupposto che la loro è l’unica vera religione e prima o poi tutti dovranno accettarla: un dialogo tra sordi”.

“Il mussulmano non conosce il rispetto e la tolleranza, perché per lui la libertà si muove sempre all’interno dell’ambito religioso del Corano. Se non si pretende il rispetto reciproco, l’Islam non acquisirà mai una concezione universalista e pluralista del mondo e ciascun mussulmano sarà sempre convinto della sua condizione di preminenza, mentre considererà gli altri come inferiori e al suo servizio”.

“I terroristi sono una minoranza ma hanno intrapreso la conquista dei paesi occidentali attraverso un processo di islamizzazione… questi gruppi operano, come abbiamo purtroppo visto di recente, attraverso la violenza e il terrorismo, e la loro intenzione va presa molto seriamente, perché, anche se l’islamizzazione fosse pacifica e rispettosa della libertà, nel momento in cui i mussulmani raggiungessero la maggioranza ( con la forte immigrazione attuale), pretenderebbero l’imposizione della legge coranica, perché questo fa parte dell’anima stessa dell’Islam”. 

“La costruzione di moschee in Italia permette ai fedeli di Allah di avere un luogo di preghiera, ma non dimentichiamo che un sacerdote cristiano che tentasse di celebrare una messa in Arabia Saudita, paese filo-occidentale, non certo estremista, rischierebbe la pena di morte o, nel migliore dei casi, l’espulsione. Oggi – conclude – il problema è grave e con quello che è successo a Parigi, è assolutamente necessario e urgente attivarsi per vincere il timore e il terrore e pretendere dai mussulmani atteggiamenti e comportamenti adeguati a una civile convivenza e rispettosi della nostra cultura e delle nostre tradizioni”.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.