Quantcast

Delitto trolley, Grassi rompe il silenzio: “Non ho ucciso il professor Manesco”

“Il professor Manesco non l’ho nemmeno toccato”. A più di sei mesi dall’arresto rompe il silenzio Paolo Grassi, il giovane piacentino accusato insieme all’amico Gianluca Civardi del delitto di Adriano Manesco, il cui cadavere era stato poi sezionato e nascosto all’interno di trolley

“Il professor Manesco non l’ho nemmeno toccato”. A più di sei mesi dall’arresto rompe il silenzio Paolo Grassi, il giovane piacentino accusato insieme all’amico Gianluca Civardi di aver ucciso lo scorso 7 agosto Adriano Manesco, il cui cadavere era stato poi sezionato e nascosto all’interno di valigie gettate in un cassonetto a Lodi.

Grassi questa mattina è stato ascoltato dal pubblico ministero della Procura di Milano al quale per la prima volta ha raccontato la sua verità: “Ha raccontato tutto quanto accaduto nell’abitazione del professore – spiega il legale difensore Alessandro Stampais – affermando di non aver materialmente commesso il delitto, né partecipato al successivo sezionamento del cadavere, ammettendo invece le proprie responsabilità per quanto riguarda l’occultamento”. Il ragazzo ha escluso la presenza di un terzo uomo sulla scena, figura a cui invece aveva confusamente fatto riferimento l’amico Civardi nelle fasi successive all’arresto.

Un delitto il cui movente sarebbe riconducibile ad un piano messo in atto dalla coppia per carpire l’identità di diverse persone, fra cui quella del professor Manesco, per effettuare poi spostamenti di denaro anche in vista di un loro progetto di trasferirsi all’estero. Proprio per questo i due si sarebbero recati quel giorno a casa del professore: “Pensavo che sarebbe potuto succedere – avrebbe detto Grassi davanti al magistrato riferendosi all’omicidio – perché Civardi ne aveva parlato, anche se all’inizio pensavo non dicesse sul serio”. “Come difesa – ha spiegato l’avvocato Stampais – stiamo ora valutando la possibilità di chiedere il rito abbreviato”.

IL DELITTO – Il corpo smembrato dell’ex professore milanese era stato trovato la mattina dell’8 agosto 2014, all’interno di un trolley, finito in un cassonetto dei rifiuti di Lodi. Grassi e Civardi erano stati fermati dalla polizia a Piacenza, mentre buttavano indumenti sporchi di sangue in un cassonetto. Dalla successiva perquisizione della loro auto erano emersi strumenti più che sospetti (coltelli, passamontagna, uno storditore elettrico): i due amici, portati in questura, avevano permesso agli agenti di trovare il cadavere dell’anziano, al quale erano state cancellate le impronte digitali.

Le indagini, coordinate dalla procura di Milano, sono ancora in corso: tracce biologiche , rinvenute su indumenti e oggetti sequestrati, sono già state analizzate dall’università di Pavia. Martedì 17 febbraio il quadro verrà completato dall’esame delle impronte digitali. Al momento i due giovani piacentini risultano essere gli unici indagati per l’efferato delitto dell’ex docente.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.