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Direzione del lavoro: mezzo milione di sanzioni “Ma non c’è collaborazione coi Vigili”

E’ tempo di bilanci per la Direzione Territoriale del lavoro di Piacenza. Il direttore Alberto Gardina ha fornito le cifre dell’attività svolta sul territorio nel 2014. 

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E’ tempo di bilanci per la Direzione Territoriale del lavoro di Piacenza. Il direttore Alberto Gardina ha fornito le cifre dell’attività svolta sul territorio nel 2014. 

AUMENTANO LE ISPEZIONI – Sono state effettuate 947 ispezioni, con un aumento del 13 per cento rispetto all’anno precedente. Sono state indirizzate principalmente al settore del terziario, con 701 ispezioni totali, mentre le situazioni di irregolarità rilevate sono state 322. Il che non significa lavoro nero necessariamente, ma irregolarità di varia natura contrattuale.

“Questa non e’ una provincia in cui il lavoro nero e’ molto diffuso – è stato rimarcato – il nostro ’paziente’, per usare una metafora medica, qui sta meglio rispetto ad altre realtà anche vicino. Anche graze a una sensibilità molto forte delle parti sociali.

Nel settore dell’edilizia sono stati svolti 153 controlli, con 67 casi di irregolarità. Nell’industria 77 controlli, qui sono state 44 violazioni accertate. Nell’agricoltura 51 ispezioni, con 21 situazioni irregolari. Nel settore agricolo, anche a causa del maltempo, sono stati effettuati meno controlli, perché sono stati impiegati meno lavoratori per le tradizionali campagne del pomodoro e dell’uva.

“NON C’E’ COLLABORAZIONE CON LA POLIZIA MUNICIPALE” – Il direttore ha mosso alcune osservazioni nei confronti della Polizia Municipale di Piacenza: “La collaborazione con la polizia municipale non ci ha coinvolto, mi spiace dirlo – ha affermato – nonostante la sollecitazione arrivata dal sindaco, non e’ stata attivata alcuna collaborazione. Questo è un buco nero rispetto ad altri Comuni. Invece si potrebbero condividere alcune attività, come i controlli insieme anche nei locali, ma questo non avviene. Siamo stati chiamati solo per un controllo in un cantiere. Si può fare molto meglio perchè ci arrivano pochissime segnalazioni dalla Polizia Municipale. Spero che si possa migliorare, perchè so che il sindaco Dosi teneva molto a questo aspetto”.

NEL 2014 CONTROLLATE 2078 POSIZIONI LAVORATIVE – Nel complesso nel 2014 sono state 2078 le posizioni lavorative controllate, delle quali 936 hanno presentato irregolarità. Sono 157 i lavoratori in nero scoperti. Nel campo delle irregolarità rientra non solo il lavoro nero, ma anche il mancato versamento dei contributi o casi di part time estesi come tempo pieno. “In 31 casi è stata sospesa l’attività – è stato ricordato – come si fa quando oltre il 20 per cento dei lavoratori impiegati nell’impresa e’ in nero. Un provvedimento che si prende a tutela della sicurezza stessa”.

SANZIONI PER 500MILA EURO – “Le sanzioni comminate – è stato spiegato – sono state per un valore 250 mila euro. Salvo nel settore dell’edilizia, dove la procedura sanzionatoria e’ diversa, non solo il titolare della ditta e’ tenuto a mettere in regola il lavoratore, poi bisogna pagare una multa: in questo caso sono ammontate per 57 mila euro e le diffide per 197 mila euro. Circa 500 mila euro, dunque, il valore delle di sanzioni totali, con un inasprimento rispetto allo scorso anno”.

DENUNCIATE 14 PERSONE – Sono state denunciate 14 persone, di cui 11 per omesso versamento dei contributi, una per aver fatto lavorare minore in agricoltura, una per truffa e appropriazione indebita.

“A PIACENZA GRANDE ATTENZIONE PER LA LEGALITA’” – Il direttore Gardina ha poi rivolto un nvito ai lavoratori a rivolgersi agli uffici della Direzione del Lavoro, per avere indicazioni. “C’è una positiva collaborazione con Polizia, guardia di finanza e Inail. Con il questore collaborazione a 360 gradi”.

Infine una considerazione d’insieme: “La situazione qui e’ simile alle altre realtà dell’Emilia Romagna, con poco lavoro nero, e anche la percentuale di irregolarità contrattuali e’ minore rispetto ad altre province. Diciamo che se di vuole delinquere qui si e’ più ’furbi’, con part time che funzionano come tempi pieni, finte cooperative che sono in realtà società di capitale. Un primo segnale che svela la falsa cooperativa riguarda i lavoratori e il loro coinvolgimento: se le assemblee dei soci sono effettive o no. Se manca una vita associativa e il lavoratore viene escluso dalla vita dell’azienda, questo è un primo indice che deve far insospettire il lavoratore. Qui ci sono cooperative storiche, vere, che funzionano come cooperative, mentre altre non lo sono e neppure hanno sede a Piacenza”.

“Se i dati a Piacenza sono di questo tipo – ha aggiunto – e’ perché da un lato questa non e’ una provincia densamente popolata, dall’altro noto in questa provincia una grande attenzione per la legalità con una collaborazione perfetta con carabinieri e questura. E poi sul nostro territorio c’è anche un’elevata concentrazione di aziende metalmeccaniche, che non sono storicamente aziende dove si concentra il lavoro nero o irregolare. Quindi riusciamo a prevenire le irregolarità, cosa che fa meno rumore degli arresti effettuati ma e’ positiva”.

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