Le Rubriche di PiacenzaSera - Economix

Economix: chi sono i nuovi banchieri

Ricordate l’ex calciatore Roberto Bettega? Bene. Dimenticate i suoi trascorsi calcistici e collocatelo ai vertici della “piccola” finanza nazionale. Bettega, infatti, è socio di Veneto Banca, uno dei tanti personaggi dello sport, dello spettacolo e dell’imprenditoria nazionale, che ha deciso di investire i propri “risparmi” nelle banche popolari

Più informazioni su

I NUOVI BANCHIERI

Ricordate Roberto Bettega, ex calciatore della Juventus e della nazionale? Bene. Dimenticate i suoi trascorsi calcistici e collocatelo ai vertici della “piccola” finanza nazionale. Roberto Bettega, infatti, è socio di Veneto Banca, uno dei tanti personaggi dello sport, dello spettacolo e dell’imprenditoria nazionale, che ha deciso di investire i propri “risparmi” nelle banche popolari.

A causa del decreto Renzi, che vorrebbe le banche popolari trasformarsi in società per azioni, urge trovare nuovi “padroni”, soci forti da riunire in un nocciolo duro che salvaguardi identità e tradizione. Questo è quanto avrebbe affermato Roberto Bettega nel corso dell’ultima Assemblea di Veneto Banca, nell’aprile dell’anno appena trascorso.

Le candidature sono aperte. In Veneto, oltre a Bettega, ad esempio, troviamo tra i soci, i componenti della famiglia Stefanel, una delle grandi protagoniste dell’industria italiana dell’abbigliamento, l’industriale calzaturiero Andrea Tomat (Lotto, Diadora, Stonefly), già presidente degli industriali del Veneto, e tanti altri.

Non molto distante, a Verona, il Banco Popolare ha tra i suoi soci storici la famiglia Zucchetti (software per ufficio), i Bauli, Giovanni e Gian Luca Rana, la famiglia Fedrigoni (cartiera).

In Emilia-Romagna, la Bper annovera nel proprio azionariato alcuni nomi famosi di caratura internazionale, come il re della carne Luigi Cremonini e Piero Ferrari, il figlio del Drake, fondatore della casa automobilistica più celebrata, amata e invidiata del mondo.

La domanda che giunge spontanea, come direbbe un noto personaggio televisivo, è perché imprenditori di livello internazionale, abituati a rapportarsi con la finanza globale, hanno mantenuto un legame con le banche d’origine. E’ evidente che le popolari hanno saputo mantenere negli anni, grazie anche alle loro caratteristiche strutturali, un ruolo importante nella piccola finanza locale. Ruolo che può essere ancora giocato, sebbene in un contesto più rischioso, se diventasse, come ricorda Giovanni Bazoli, Presidente di Banca Intesa San Paolo, una grande occasione di riforma, per riordinare il Sistema finanziario italiano e proiettarlo verso il futuro.

Riforma che dovrebbe portare anche a maggiore chiarezza sulla gestione, e conseguente valorizzazione, dei patrimoni bancari, per evitare situazioni come la Banca Popolare dell’Etruria, commissariata per sospette gravi perdite nel patrimonio dell’istituto, o come il Monte dei Paschi di Siena, che per essere salvato, vede l’ingresso nel capitale del Ministero del Tesoro per il 5% del valore azionario.

Andrea Lodi (economix@piacenzasera.it)

 

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di PiacenzaSera, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.