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“Enel in ginocchio per poca neve” Filctem Cgil chiede confronto

A fronte della vicenda neve che ha coinvolto diversi territori della Regione, anche quello di Piacenza, la Filctem Cgil ha richiesto un tavolo ai Sindaci e alla Regione

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A fronte della vicenda neve che ha coinvolto diversi territori della Regione, anche quello di Piacenza, la Filctem Cgil ha richiesto un tavolo ai Sindaci e alla Regione (all’interno di un percorso che Cgil Cisl e Uil stanno affrontando con le Istituzioni e la Protezione Civile per la questione maltempo) per sviluppare piani di miglioramento organizzativo strutturale all’interno di Enel.

Occorre far emergere l’impegno dei lavoratori come fondamentale in questa vicenda, come lo è ogni giorno, per la loro esperienza e professionalità, perchè non si debbano mai più verificare situazioni dove chi lavora e ci mette la faccia venga ritenuto responsabile del disservizio. Ecco il testo del comunicato. 

ENEL IN GINOCCHIO PER POCHI CM DI NEVE
Solo l’impegno dei lavoratori ha limitato disagi ancor più gravi

Inutile chiamarla emergenza neve, sono caduti dai 40 ai 50 cm normalità per il periodo di febbraio. Forse le cause vanno ricercate, se non tutte, sicuramente gran parte tra ciò che i Sindacati e i lavoratori da anni evidenziano ad un’ Azienda che pensa solo ad investire all’estero ed ad incentivare le uscite dei lavoratori in Italia.

Problemi di black out si sono avuti anche in passato, ma con un numero “adeguato” di personale e di mezzi idonei sul territorio si è sempre ripristinato il servizio in tempi ragionevoli. Oggi si deve “muovere” personale da varie Regioni d’Italia ed ancora ci sono cittadini al buio.

Così non si garantisce un servizio elettrico efficiente e sicuro, forse Enel dovrebbe chiedersi che cosa nelle sue politiche non funziona.

Ad oggi in azienda sono rimaste poche le persone che possono vantare anni d’esperienza e conoscenza del territorio; a fronte delle tante uscite incentivate Enel non ha provveduto con altrettante assunzioni. Questo è ancor più evidenziato quando i sistemi di telecontrollo vanno in tilt come è successo in questa circostanza.

La mancanza di personale operativo e di tecnici specialisti, oltre ad automezzi non idonei, per ridotte capacità di carico adatti a contenere solo contatori e borsa attrezzi; oppure non consigliati per inerpicarsi su strade di montagna innevate, hanno fatto sì che gli aiuti non partissero o arrivassero in ritardo. A ciò si è aggiunta la carenza di materiale per interventi su guasti che ha prolungato in alcuni casi l’interruzione.

Forse le assunzioni che i Sindacati rivendicano sono necessarie, magari i troppi “buchi” scoperti in reperibilità dovuti alla carenza degli organici non è più sostenibile così come già da tempo evidenziamo; forse quando chiediamo automezzi più idonei non è uno sfizio di qualche lavoratore, e se ogni giorno le cose continuano ad andare avanti anche nell’emergenza e nella diseconomia dell’azienda senza creare disagi ai cittadini è merito di quei lavoratori che giorno e notte lavorano con coscienza e scrupolo e che in questo caso hanno anche dovuto “metterci la faccia” in prima persona di fronte ai disagi e alle tensioni con gli utenti.

L’emergenza ha evidenziato limiti che, da tempo, come organizzazioni sindacali chiediamo di affrontare; proponiamo pertanto ai Sindaci ed alla Regione di convocare un tavolo per analizzare la condizioni organizzative, tecniche e degli organici sul servizio elettrico nel nostro territorio.

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