“Più competitivi contro la crisi”, 4 ordini tecnici uniscono le forze foto

Quattro ordini professionali tecnici di Piacenza uniscono le forze per affrontare la crisi e incrementare la competitività dei rispettivi mestieri. Conferenza stampa unitaria all’Urban center per architetti, ingegneri, geometri e agronomi di Piacenza con i quattro presidenti provinciali. 

Quattro ordini professionali tecnici di Piacenza uniscono le forze per affrontare la crisi e incrementare la competitività dei rispettivi mestieri. Conferenza stampa unitaria all’Urban center per architetti, ingegneri, geometri e agronomi di Piacenza, con i quattro presidenti provinciali Giuseppe Baracchi, Fabrizio Perazzi, Claudio Piva e Carlo Fortunati che sono intervenuti congiuntamente.

La proposta di collaborazione è aperta anche ad altri ordini professionali tecnici, perché “l’unica strada è quella dei grandi studi interprofessionali” – è stato rimarcato – “basti pensare che il 98,5 per cento degli architetti italiani non hanno i requisiti per partecipare ai bandi europei, restando tagliati fuori da un mercato importante”.

 
Per Giuseppe Baracchi presidente degli architetti “la volontà è quella di dare un messaggio di collaborazione soprattutto per i giovani, oggi non é più possibile lavorare per singoli comparti anche per abbattere costi di gestione e delle prestazioni professionali, é un intento che abbiamo deciso di condividere nei prossimi mesi. Oggi non ci sono regole e norme fiscali comuni, é ancora troppo difficile costituire reti di impresa e studi unitari tra diversi professionisti, ma ci sforzeremo di operare insieme, anche per iniziare a dare una nuova visione del mestiere.
 
Fabio Perazzi, presidente degli ingegeri ha aggiunto una riflessione sul ruolo degli ordini: “i problemi si sono accentuati con la crisi e oggi é opportuno chiedersi se gli ordini sono ancora in grado, come strutture, di affrontare i problemi del nostro tempo? Lo scopo originario era quello di mettere a disposizione del settore pubblico personale qualificato per sopperire alle mancanze e alle esigenze tecniche e di progettazione dello Stato. La funzione fondamentale degli ordini é stata fin dall’inizio la tutela della professione, ma con le ultime modifiche di legge apportate purtroppo questa funzione é stata sottratta agli ordini. Oggi non c’è dunque un obbligo di controllo sulla professione, ma è un’attività di tipo volontario”.
 
Carlo Fortunati presidente dei geometri ha sottolineato come la collaborazione professionale sia importante perché servono discipline diverse per il settore delle costruzioni e la gestione dei cantieri. Soprattutto è fondamentale per i giovani. E’ preoccupante per la nostra professione la nuova disciplina delle partite iva per i giovani che fino all’anno scorso prevedeva agevolazioni al di sotto dei 30mila euro, con questo governo questa soglia è stato ridotta 15mila rendendo di fatto impossibile l’apertura di una partita Iva.
 
Intervenuto anche Claudio Piva, presidente degli agronomi:  “Gli ordini hanno una funzione di tutela della committenza e della collettività, la loro azione è a favore dei clienti perché solo persone competenti possono svolgere un lavoro complicato. Dopo l’ultima riforma certi aspetti sono stati enfatizzati come la possibilità di istituire società tra professionisti, l’obbligo avere un percorso di aggiornamento profesionale, l’obbligo di assicurazione, l’obbligo di fare un preventivo prima dell’incarico, insomma l’obbligo di rispondere a un codice deontologico.

Si tratta di obblighi gravosi per i nostri iscritti che si rivelano anche una barriera all’ingresso della professione. Come ordini locali ci siamo detti ’cosa possiamo fare per favorire l’ingresso alla professione cercando di rimuovere le barriere per i giovani?’ Ora mettiamo sul tavolo ulteriori opportunità comuni, come ad esempio nella formazione, che non é così settoriale, si devono pensare momenti formativi comuni. E poi occorre favorire l’incontro tra fra mestieri per creare studi interprofessionali”.

 
Le conclusioni di Baracchi: “E’ necessario che i professionisti firmino i contratti che regola la professione e i rapporti di lavoro”.

“Sui bandi di gara pubblici ci sono state difficoltà – ha fatto notare – nel gestire in maniera corretta questa materia. Gli ordini hanno al proprio interno figure preparate per redigere in maniera appropriata i bandi di gara, massima collaborazione da parte nostra agli enti locali, anche alla luce di quanto accaduto recentemente con un bando in un comune piacentino”.

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