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Asp, Coopselios e Aurora Domus “Risarcimento da 4 milioni”

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa redatto dalle cooperative Coopselios e Auroradomus, titolari della gestione di 108 posti nella Casa Protetta "Vittorio Emanuele" di Piacenza. Le due coop hanno inoltre scritto anche ai consiglieri comunali di Piacenza. 

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa redatto dalle cooperative Coopselios e Auroradomus, titolari della gestione in appalto di 108 posti di assistenza per anziani nella Casa Protetta “Vittorio Emanuele” di Piacenza. Nel testo si definisce come “illegittimo e incomprensibile” il ripensamento dell’amministrazione comunale con la scelta di reinternalizzare il servizio, deciso in giunta nei giorni scorsi

Una decisione motivata dall’amministrazione con la necessità di far fronte al disavanzo economico dell’Asp, l’azienda servizi alla persona “Città di Piacenza” che comprende la struttura di via Campagna. In maniera critica con questa scelta si era già espressa l’Aci, l’alleanza delle cooperative italiane di Piacenza. Le due coop hanno, proprio oggi 24 marzo, scritto anche ai consiglieri comunali e alla giunta di Piacenza, prospettando una cifra da corrispondere pari a 4 milioni di euro, in seguito a quella che viene da loro definita una “estromissione” dal bando. “Non sono stati valutati – scrivono – i danni e le indennità da corrispondere, in ogni caso, alle cooperative potenzialmente estromesse (almeno il 10 per cento di 40.168.090 euro, e quindi per una somma non inferiore a 4.016.809 euro). 

Ecco il testo integrale  

Abbiamo appreso dalla stampa locale che l’Amministrazione Comunale di Piacenza intenderebbe reinternalizzare la gestione dei 108 posti letto della Casa Protetta “Vittorio Emanuele di Piacenza”: tali posti sono attualmente gestiti tramite accreditamento dalla Rete di imprese costituita da Coopselios e Auroradomus, società Cooperative estremamente qualificate e da tempo presenti nel territorio piacentino.

Tale notizia, se confermata, ci sembrerebbe davvero anomala nel panorama del welfare attuale in quanto antieconomica, contraria al principio di sussidiarietà sancito dalla Costituzione, in grado di creare una emergenza occupazionale sul territorio e con presupposti di legittimità che ci appaiono inesistenti.

Partendo da quest’ultimo punto evidenziamo come, a seguito di regolare bando di gara, i 108 posti letto del “Vittorio Emanuele” siano stati “esternalizzati” tramite accreditamento provvisorio con contratto di servizio sottoscritto in data 31 Maggio 2014.

Il regime di accreditamento prevede che la gestione delle strutture (per evidenti ragioni di continuità assistenziale, economicità ed efficienza) abbia una durata di cinque anni, o meglio, cinque anni prorogabili per altri cinque: non sono concesse deroghe alla durata di cui sopra, essendo il tempo predefinito dalla normativa.

Unica possibilità di recesso anticipato è data dalla presenza di gravi inadempienze previamente e formalmente contestate al gestore, mentre ci sembra che il nostro operato sia sempre stato improntato all’analisi delle eventuali problematicità e alla loro pronta risoluzione.

Sappiamo che l’Asp Città di Piacenza nelle sue valutazioni si è affidata a un unico studio condotto dal Dipartimento di Economia “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Si riscontra poca chiarezza in questo passaggio in quanto non è stata effettuata alcuna procedura concorsuale nell’affidamento dell’incarico nonostante quanto previsto dalle Leggi vigenti.

Il ripensamento dell’Amministrazione sarebbe quindi illegittimo e francamente incomprensibile, considerando anche che avverrebbe a soli 10 mesi dalla stipula del contratto.

Ma ci sono altri aspetti che vogliamo con forza sottolineare: un atto simile sarebbe foriero di danni per l’Amministrazione Comunale stessa, i cittadini, e i lavoratori.

Non capiamo infatti, da cittadini, con quali risorse potrà essere assorbito il maggior costo dei dipendenti pubblici e per quale motivo ai cittadini di Piacenza debba essere imputato un aggravio di tal sorta.

Non capiamo e siamo estremamente preoccupati per i destini dei circa 80 lavoratori impiegati nel servizio (operatori socio sanitari, infermieri, fisioterapisti, animatori, coordinatori, ecc) attualmente assunti a tempo indeterminato dalla rete Coopselios – Auroradomus. Si è parlato di assunzioni in tempi brevi dei nostri lavoratori da parte del pubblico tramite concorsi, ma sappiamo tutti come i concorsi siano ad alto rischio e senza nessuna garanzia per i nostri lavoratori: per una selezione di 80 posti arriverebbero persone da tutta Italia.

E’ quindi concreta la possibilità di creare, senza motivo, una grave emergenza occupazionale che andrebbe ad aggiungersi al già citato aumento di costi di gestione come elemento penalizzante per la collettività.

Non ci spieghiamo, inoltre, perché l’eventuale internalizzazione colpirebbe il solo servizio gestito dalla rete Coopselios–Auroradomus, affidato oltretutto dopo ampia selezione.

Questa paventata situazione ci amareggia particolarmente perché si verifica dopo anni di proficuo e professionale lavoro nei servizi della città, anni in cui i nostri lavoratori hanno certamente contribuito in modo rilevante a far crescere la qualità dell’offerta dell’intero sistema welfare locale.

Le scriventi cooperative hanno provveduto anche a inviare, in data odierna, una missiva indirizzata a tutti gli eletti del Consiglio Comunale di Piacenza, ai componenti della Giunta Comunale guidata dal Sindaco Paolo Dosi e alla Presidenza della Regione Emilia Romagna.

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